La Legge Levi sugli sconti sui libri e l’inadeguatezza vergognosa del Pd

02.09.2011 17:16

Lo scorso 20 luglio il parlamento ha promulgato la legge Levi.
Da ieri, 1 settembre 2011, sarà  "consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato".
Le grande catene di distribuzione, abbattendo i costi e i passaggi dei mediatori, da qualche tempo offrivano sconti del 30-40% sul prezzo di copertina.
Dal 1 settembre tutto questo non sarà più possibile e i libri in lingua italiana si dovranno acquistare senza particolari sconti, a differenza di quelli stranieri che si potranno continuare a trovare scontati.

Per salvaguardare la lobby dei librai, si colpiscono i piccoli editori, ma soprattutto i consumatori.
Le famiglie che con l'avvio dell'anno scolastico si trovano a dover combattere da soli contro il caro-libri non potranno più usufruire di sconti particolari e dovranno quindi sborsare ulteriori centinaia di euro per mandare i loro figli a scuola con il lusso di un libro vero e non fotocopiato.
VOGLIONO UN POPOLO DI IGNORANTI, CHE SPENDANO I LORO SOLDI IN "GRATTA E VINCI", NON CERTO IN LIBRI ! Vergogna !

L’inadeguatezza del Partito Democratico è sempre più lacerante e sconvolgente.

Questione morale, strategie politiche annacquate che imitano quelle della Destra, una opposizione inesistente, che balbetta di fronte a tematiche che necessiterebbero coraggio e fermezza, specialmente da uno dei più grandi partiti italiani.

Eppure, il Pd non perde occasione per dimostrare la propria collusione con una mentalità regressiva, camminando a braccetto con un morto che cammina, che giorno dopo giorno sta divorando un Paese.

Una crisi ideologica imperante che annienta in ogni dove i valori democratici. Una parabola discendente che affonda nel pantano dell’inconcludenza, del “sono tutti uguali”.

Con l’inizio di settembre entrerà in vigore la “Legge Levi”, scritta da Riccardo Levideputato del Partito Democratico, al quale si è aggiunto, successivamente, il deputato del Pdl Franco Asciutti. La legge prevede una serie di normative che andranno a colpire l’editoria. Il testo è stato presentato dapprima tre anni fa, nel 2008, per essere stato approvato in via definitiva, qualche settimana fa.

La “Legge Levi” sarà un nuovo duro colpo a quel poco di culturale che è rimasto in Italia, Paese stratificato di lustrini, di reality, di Tv che mercifica, dove gli oggetti e il consumismo si sono sostituiti all’essere, alla ragione, alla razionalità e alla verità.

Infatti, le nuove normative che andranno in vigore, imporranno sui libri un tetto massimo di sconto sul prezzo di copertina pari al 15%.

Una legge che allontana dalla cultura, in disaccordo con l’articolo 41 della nostra Carta Costituzionale, il quale garantisce che l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

La cultura rende il popolo libero, aumenta le capacità di critica, aumenta le sensibilità.

Quello che loro non vogliono, ecco perchè anche questa volta hanno favorito le corporazioni e gli interessi di pochi, a danno della collettività.

Un precedente di Ricardo Franco Levi : la legge Levi-Prodi

anti web

No alla legge LEVI-PRODI

La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. 
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. 
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. 
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99\% chiuderebbe. 
A fronte di questo chiediamo al dott. Levi e al dott. Prodi e al governo tutto di impedire che la legge Levi-Prodi venga approvata così come attualmente formulata e che venga modificata negli art. 2, art.5, art. 6 e art. 7 nonchè in tutti quegli articoli che possano impedire a tutti i possessori di blog presenti su internet di continuare ad operare senza restrizione alcuna come garantito dall'art. 21 della Costituzione Italiana che riguarda la libertà di espressione che tale legge,se approvata comprometterebbe gravemente.

Firma la petizione: http://www.petitiononline.com/nolegglp/

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