La bomba in una mano, il distintivo nell'altra: la scoperta degli infiltrati

16.12.2010 18:46

Oggi ricevo la segnalazione dell'articolo de "il fatto quotidiano" che dice ..."ci siamo sbagliati": il ragazzo immortalato nella foto non era un poliziotto,  infatti è stato arrestato!!"
Che sia stato arrestato non dimostra un bel niente... bisognerebbe piuttosto identificarlo, sapere nome, cognome, indirizzo, professione, dov'è finito dopo l'arresto... ma a mio parere NON E' COSI' Importante.
Per essere CERTI che nelle manifestazioni violente ci siano infiltrati delle forze dell'ordine non c'è bisogno di nessuna foto compromettente .. basta usare il cervello e ascoltare quello che ci dicono, non i giornali schifosi di questo BelPaese, ma chi ha "gestito" questi infiltrati.
Inoltre spesso e volentieri non c'è nenache bisogno di infiltrati visto che per provocare e causare scontri riesce benissimo anche chi tiene la divisa addosso... certo, se ci sono violenti tra i manifestanti l'opinione pubblica può essere manipolata meglio ma... oggi, da L'Aquila a Terzigno alla Val di Susa sappiamo che anche senza infiltrati le cose non cambiano!

 

Non nego di aver provato il "brivido dell'evento storico", quando stamattina su tutti i giornali ho letto a caratteri cubitali la parola "infiltrati". Davvero una sensazione di spartiacque della storia, che diamine: si sa da trent'anni che nelle manifestazioni violente ci sono infiltrati delle forze dell'ordine, eppure MAI, mai una volta che i giornali ne abbiano seriamente parlato. Mi riferisco, ovviamente, ai giornali di importanza nazionale e non ai fogli di questo o quel partito. 


E' dai tempi di Kossiga con la K che si sa di questa usanza, che peraltro non è certo una caratteristica del paese nostro avito; fin dalla 127 bianca da cui spararono i colpi destinati a Giorgiana Masi, ad esempio, durante una guerriglia urbana sempre al centro di Roma.

Genova 2001 è stato l'evento di piazza forse più fotografato e videato della storia. Ci sono decine, forse centinaia di foto e minuti di video che immortalano blac bloc che chiacchierano con la Polizia, blac bloc che entrano ed escono dalle caserme, blac bloc che scaricano spranghe dai soliti camioncini che non mancano mai, blac bloc che devastano tutto mentre i Carabinieri li guardano fumandosi una sigaretta senza muovere un dito, blac bloc che sfasciano vetrine mentre i celerini lì accanto sprangano le ragazzine del liceo. Ci sono TONNELLATE di prove video e foto, che dimostrano come gli infiltrati fecero davvero un ottimo e vasto lavoro a Genova.

Nessun giornale, né Repubblica né L'Espresso, si è mai degnato di parlarne, mentre oggi li vediamo gridare allo scandalo per un unico infiltrato immortalato fortunosamente. Oh, la scoperta dell'acqua calda! Oh stupore!

Eppure Cossiga lo aveva detto apertamente, che è dovere dello Stato infiltrare le manifestazioni, creare casino, mandare la gente all'ospedale e poi dare la colpa ai manifestanti. I nostri solerti giornalisti hanno dimenticato?

Tante volte qualche ingenuo se lo chiedesse, ecco chi sono gli agenti provocatori delle manifestazioni che rischiano/devono diventare violente:

- Forze dell'Ordine esperte di tali situazioni;

- Esaltati e schedati di gruppi di estrema destra che ben volentieri aiutano nel frangente (ne ho conosciuto uno personalmente, convocato in Questura prima di Genova, a cui fu chiesto se voleva fare un po' di volontariato a sfasciare tutto);

- Diffidati delle curve calcistiche tutti contenti di fare casino a gratis.

E perché vengono inviati infiltrati a fare tutto ciò?

- Per dare il via agli scontri. Non sempre è garantito che gli studenti o i manifestanti abbiano coraggio di avviare il casino, anzi è piuttosto difficile che succeda. Ci vuole qualcuno che accenda la miccia, tiri i fumogeni e i sassi alla Polizia, che avrà così modo di caricare dando il via alla reazione dei manifestanti che risponderanno alle cariche;

- Per devastare scandalizzando i cittadini. E' probabile che i manifestanti, seppur ormai disposti allo scontro, se la prendano con la Polizia o con i luoghi istituzionali e non gli passi neppure per la testa di distruggere altro. Siccome occorre renderli sgraditi ai cittadini, ecco gli infiltrati pronti a rompere la vetrina del povero tabaccaio, a bruciare la macchina dell'innocente impiegato, a sfasciare i giardini pubblici e l'asilo d'infanzia. Al TG della sera, i terremotati aquilani, i valligiani piemontesi e i precari saranno ormai diventati tutti teppisti e blac bloc, mission accomplished.

Insomma, gli infiltrati servono ad "orientare" l'andamento di una manifestazione a seconda di ciò che necessita al momento politico, né più né meno. Sono loro, in un certo senso, a guidarne il corso e l'esito, a manovrarla. (Se vi interessano queste strategie, qui un post sulle strategie di attacco ai presìdi territoriali. E qui un altro post sul mitico camioncino con le spranghe).

Tornando a noi, e al nostro "evento storico", mi chiedo e non per la prima volta: come mai solo oggi in svariati decenni la nostra addormentata stampa si accorge di questi collaudati sistemini? Cosa è cambiato? Verrebbe da ironizzare dicendo che sotto Berlusconi la stampa è proprio più libera che mai... oppure il motivo è tutt'altro? A voi/noi la sentenza. Nel frattempo sono comunque contenta che anche zia Rosina, il fruttivendolo e la casalinga di Voghera siano venuti a sapere dell'esistenza degli infiltrati.

Dopo trent'anni, era pure ora.

Debora Billi

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