La tecnica di plagio è sempre la stessa: parlare alla pancia di cittadini dal cervello atrofico. Disamina di Claudio Messora sul concentrato di messaggi in codice e tecniche di manipolazione mentale. La democrazia non esiste dove c'e' sudditanza.

15.03.2011 15:43

 Silvio resisti Salva la democrazia

Milano è sempre più invasa dai manifesti "anonimi" che potete vedere qui sopra . "SILVIO RESISTI, SALVA LA DEMOCRAZIA", "LA GIUSTIZIA POLITICA UCCIDE LA LIBERTA'", ma anche "LA SOVRANITA' POPOLARE E' SACRA" e così via. Tutti firmati da una fantomatica quanto assolutamente insospettabile "ASSOCIAZIONE DALLA PARTE DELLA DEMOCRAZIA".

  Soldi e potere. Con i primi si comprano spazi pubblicitari preclusi agli altri (che a dire il vero, a causa dell'ennesima declinazione del conflitto di interessi in realtà non costano nulla, essendo il mercato pubblicitario italiano in mano all'inserzionista). Con il secondo si superano le resistenze burocratiche e le eventuali perplessità delle amministrazioni.

 La tecnica di plagio è sempre la stessa: parlare alla pancia di cittadini dal cervello atrofico, deprivati di strumenti di decodifica da 40 anni di involgarimento culturale. "SILVIO RESISTI, SALVA LA DEMOCRAZIA" è un vero e proprio capolavoro di comunicazione, un concentrato di messaggi in codice, una sapiente sintesi di concetti e tecniche di manipolazione mentale che è la stessa che deforma la vita istituzionale di questo paese almeno dal 1994. Analizziamo insieme il reale contenuto del messaggio.


 SILVIO
  Chiamando una persona per nome, omettendo sistematicamente il cognome ed evitando di citare la sua qualifica istituzionale, si evoca immediatamente una dimensione emotiva che nulla ha di razionale. Subito si è costretti a schierarsi. Da una parte quelli che considerano Berlusconi una persona di famiglia, un amico, un padre buono: Silvio, per l'appunto. Dall'altra quelli cattivi, quelli che ostinandosi a valutare le cose sul piano dei risultati politici, e non avendo nessun legame sentimentale o famigliare con il signor Berlusconi, vengono accusati non di criticare l'uomo politico, ma l'uomo in sé, Silvio, e dunque da cittadini che esercitano una loro prerogativa, la critica politica, si trasformano immediatamente in mostri senza cuore, che esprimono odio e rancore nei confronti di un individuo. In altre parole: se non lo chiami 'Silvio' anche tu, il tuo  diventa un attacco sul piano personale, e come tale è inaccettabile.

 RESISTI 
 Il concetto di resistenza evoca i partigiani, riporta alla mente la lotta strenua di qualcuno che si immola per difendere un bene comune o la propria incolumità dall'aggressione di un invasore. Chi resiste ha in sé qualcosa di eroico che, oltre ad elevarne la natura spirituale, gli conferisce una tempra fatta di indistruttibilità, di tenacia, di coraggio ed ostinazione che può essere ben spesa nell'immaginario politico. Inoltre, la figura del resistente (che in questo senso è trasversale a destra come a sinistra) contribuisce all'affermazione della narrazione politica. Per convincere le masse a sostenere una causa è necessario infatti evocare un nemico (il voto per la maggior parte viene conferito sull'onda dell'adesione emotiva, non razionale). L'adesione popolare alla battaglia di un uomo sarà tanto più convinta quanto più il nemico sembrerà imbattibile, permettendo così tra l'altro anche di perpetuare la sceneggiatura negli anni, e quanto più disperata sarà la volontà del condottiero di sconfiggerlo. Berlusconi ha due grandi nemici storici: i comunisti e i magistrati. Non importa se i primi non esistano e i secondi si limitino a produrre atti sulla base di precisi riscontri giudiziari: la guerra di un uomo solo contro un destino avverso è più seducente di qualsiasi riflessione logica e razionale. In più, l'esortazione imperativa "Resisti!" indica che l'uomo ha bisogno del nostro sostegno, altrimenti non ce la può fare. Se non aiuti un valoroso combattente, a un passo dalla sua meta, che nonostante i copiosi sforzi rischia di cedere sotto ai colpi inferti da un nemico maligno (che è tale perché con la prima parola - Silvio - nostro malgrado ci siamo schierati), allora che il senso di colpa ti accompagni per il resto dei tuoi giorni.

SALVA
 Dopo avere identificato emotivamente Berlusconi in un amico intimo (SILVIO), rassicurando così le indoli caute e sospettose; dopo averne intessuto le lodi e cantato le gesta, illustrando la disperata, eroica battaglia personale e suscitando così ammirazione e solidarietà (RESISTI), ora è il momento di effettuare un passaggio chiave: instillare nel fruitore del messaggio la convinzione che anche lui sia in pericolo, e che Silvio Berlusconi sia a questo punto il candidato ideale da cui farsi difendere. All'indomito Silvio si chiede di salvare qualcosa. Il salvatore è colui cui ci aggrappiamo per restare in vita. E' molto più di un amico: è una seconda madre, perché impedendo la nostra morte di fatto ci consegna ad una seconda nascita; è un padre forte che ci solleva dal baratro nel quale pencoliamo inermi. Di più: se vi dico "Il Salvatore" a cosa pensate? A un uomo vissuto in Galilea oltre 2 mila anni fa che ha dato vita alla narrazione più potente in assoluto. Ecco quindi che nell'immaginario comune Silvio assurge al ruolo di divinità la quale, incurante dei nostri peccati nonché della nostra natura debole, caduca e fallace, si frappone tra noi e i nostri demoni, libera nos a malos (il pericolo di una dittatura comunista o di uno stato di polizia che ci priva della nostra libertà) e riscuote per questo la nostra sincera gratitudine e la nostra più totale devozione.

LA DEMOCRAZIA
 Il passaggio è completo. L'amico dalle qualità eccezionali, forte e generoso, disposto a sacrificarsi per noi, in realtà è impegnato in una battaglia epica che lo porterà a realizzare il trionfo del bene sul male. La democrazia, il governo del popolo, diventa il sacro Graal, la spada nella roccia, il magico anello che non deve cadere nella mani sbagliate. Ora è tutto chiaro: Silvio sta salvando il mondo. Come non essere dalla sua parte?

  Il tocco finale è la firma: un'associazione (senza riferimenti, asessuata, comparsa dal nulla come l'Arcangelo Gabriele), dunque un gruppo di individui accomunati solo dall'essere dalla parte della democrazia. Si tratta quindi di un messaggio celeste, firmato direttamente dagli angeli. Dietro non ci sono soldi, non ci sono colori politici né interessi imprenditoriali: nulla di tutto questo. Quelle parole sono vergate sotto dettatura ipnotica da un sensitivo in diretto collegamento con il bene assoluto che presiede ad ogni attività illuminata di questo universo. E' un messaggio alieno che proviene da una civiltà progredita che ci controlla senza interferire. E' lo spirito della democrazia stessa che, non potendo più tacere di fronte ai soprusi perpetrati su questa terra, comunica con gli esseri umani allo stesso modo in cui la Madonna parla all'orecchio interno dei veggenti, consegnando messaggi divini da venerare in pellegrinaggio.

  Stride che tale summa di qualità celesti provenga in realtà da una pagina pubblica su facebook, denominata casualmente www.governoberlusconi.it, che nel post dove condivide le grafiche dei manifesti consegna una visione della democrazia del tutto diversa rispetto ai valori e agli ideali che vengono così sapientemente ostentati per le strade di Milano.

 Leggete attentamente i commenti sotto: non avete anche voi la strana sensazione che... manchi qualcosa?
Commenti alla pagina del governo berlusconi su facebook
 

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