La libera circolazione delle persone è un diritto universale. Di segno opposto e restrittivo dovrebbe essere la circolazione delle merci !

29.08.2010 19:22

Dichiarazione Universale dei diritti umani: Articolo 13

1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.

2) Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.



Le espulsioni che stanno avvenendo recentemente in Francia dei ROM e il compiacimento del governo Italiano circa le politiche di respingimento adottate dai due governi europei, denotano una preouccupante e sistematica violazione del diritto umano delle persone a poter circolare liberamente nel rispetto dei principi giuridici fondamentali del paese di destinazione.

La demagogia che i governi accompagnano alla loro azione per rassicurare i cittadini circa la necessità di adottare tali provvedimenti discriminatori cela la loro incapacità a governare il problema dell'immigrazione che coinvolge tutto il pianeta. Sette miliardi di persone nel mondo non possono essere amministrate con politiche di esclusione e di respingimento come fossero i reietti della terra.

(Morire nel deserto come prevede l'accordo Berlusconi-Gheddafi, voluto da Prodi , senior advisor della Goldman Sachs)

A questa vergogna mondiale, che definiamo il nuovo olocausto planetario, ci opponiamo con fermezza, e chiediamo alle Nazioni Unite di integrare l'articolo 13 della dichiarazione universale dei diritti umani con la dizione:

1- Ogni individuo ha diritto ad entrare in tutti gli Stati, nel rispetto dei principi giuridici fondamentali del Paese di destinazione.

Siamo fermamente convinti che ogni individuo abbia diritto ad entrare, oltre che a circolare, in tutti gli Stati, nel rispetto dei principi giuridici fondamentali del Paese di destinazione. Riteniamo, dunque, restrittivi gli effetti dell'articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che non prevede il diritto di entrare in un Paese diverso da quello di origine.



Per quanto concerne la circolazione delle persone condividiamoo pienamente il punto descritto nella nota. Vorrei però estendere la riflessione sul problema della circolazione delle merci, su cui ho un'idea di regolamentazione di segno opposto rispetto alla libera circolazione degli esseri umani, e di difficile attecchimento nell'ambito del Potere sovranazionale.

Una volta tanto potrebbe cominciare l'Italia, se solo volesse rinunciare a prostituirsi ai poteri europei e sovranazionali e volesse recuperare un minimo di sovranità nazionale sancita nella nostra Costituzione.

Diciamo che anche per quando riguarda le merci il discorso è semplice, lineare e non farebbe una piega , anche se l'attuabilità è più difficile data la  resistenza dei poteri sistemici forti.
In ogni singolo paese dovrebbe essere consentita la circolazione soltanto delle merci prodotte con standards ecologici e lavorativi rispettosi delle leggi di quel paese che le importa. Ciò significa che  in Italia (e in tutti i paesi) dovrebbero poter essere venduti solo prodotti certificati per tutta la filiera di produzione e non solo per il passaggio nell'ultima fabbrica.
Tale  certificazione dovrebbe garantire il rispetto effettivo delle leggi anti-inquinamento e dei diritti (salariali, di sicurezza e di ore settimanali) dei lavoratori corrispondenti al paese in cui si vuole esporare, importare o comunque, far transitare la merce.

Con tale norma si colmerebbero da subito tutte le carenze in ambito di immigrazione in tutti i paesi del mondo.

Proviamo ad immaginare se il petrolio raccolto in Sud Africa con tecniche che devastano l'ambiente ed hanno praticamente distrutto l'ecosistema e sterminato villagi e tribù non potesse più essere  commercializzato nei paesi aderenti ad una simile proposta di legge o convenzione.
Oppure pensiamo alla scomparsa della fobia della Cina o di altri paesi asiatici in cui i prodotti vengono creati sotto costo, con sfruttamento di manodopera infantile, in condizioni di totale mancanza di regole in ambito ecologico, di sicurezza e garanzie tariffarie del lavoratore.
Arriveremmo probabilmente anche alla  fine delle guerre : esistono infatti dei potenti che desiderano le ricchezze di determinati paesi, e per poterle avere a minor prezzo, fomentano guerre che mirano a destabilizzare il paese, e ad ottenere quindi un commercio "irregolare" di una  determinata merce .

Ma il governo del mondo non vuole legalità,  progresso e civiltà , ma solo l'appropriazione del mondo e l'accentramento del potere nelle mani di pochi.

Rosanna Carpentieri

 

 

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