L’antimafia, la Te.Am e l’Enerambiente.A quest'ultima sono stati assegnati dall'Asìa di Napoli i lotti dell'Arenella e di Stella San Carlo

24.08.2010 10:15

Questa è la storia di Teramo e della propria partecipata pubblica per la raccolta dei rifiuti, per i servizi museali, per i servizi cimiteriali, per i bollini blu delle caldaie, per molto altro, tanto altro. Questa è la storia della Te.Am e  del suo socio privato, L’Enerambiente e dell’antimafia, di una magistratura lenta ma costante, che arriverà a dirimere il bandolo della matassa di società e fallimenti e scissioni e nuove nate, linde e pulite. 

Perché l’antimafia si dovrebbe occupare della Te.Am  di Teramo? Perché la procura di Teramo indagando sul Cirsu, si troverà ad indagare anche sulla Te.Am ?

La Teramo Ambiente Spa è una società misto pubblica privata costituitasi il 25 novembre 1995 con un capitale sociale di 1.291.000 euro. In origine era partecipata al 51% dal comune di Teramo e al 49% dal socio privato, la Slia Spa di Roma.
La Slia Spa faceva parte della Holding di Manlio Cerroni, l’ottavo imperatore di Roma.  Cerroni è il re delle discariche romane e in molte altre regioni italiane. Un abile ottuagenario in grado di dominare e dirigere la politica romana. Francesco Rando è un suo fido collaboratore. Responsabile della Giovi s.r.l per la gestione della discarica di Malagrotta di cui Cerroni è proprietario
. Rando è stato condannato a un anno di reclusione, 15 mila euro di ammenda nonché al risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidarsi in sede civile a favore di alcune delle parti lese costituitesi al processo. Si tratta in particolare del gruppo Verdi ambiente e società, di due comitati cittadini di Malagrotta e del Wwf.

Motivo della condanna, lo smaltimento «senza alcuna autorizzazione” di “rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall´Acea nell´ottobre 2004», in violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003. Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui Rando sarebbe anche stato produttore».

Nel 2007 viene costituita un’altra società la Te.Am Tec spa, nata per scissione è partecipata dal 60% dalla Te.Am  e dal 40% dalla Deco Spa (quest’ultima di proprietà Di Zio e famiglia, indagati per associazione a delinquere, corruzione, truffa e abuso di ufficio). La Te.Am Tec Spa si occupa della costruzione di nuove tecnologie (termovalorizzatori, Bioessicatori) inattiva dalla nascita, 2007. Ma torniamo al socio privato della Te.Am la Slia . Negli anni 2000/2001 fu venduta dal gruppo Cerroni all’immobiliarista e amico Stefano Gavioli, che pone la Slia in liquidazione forzata negli anni 2005/2006.

Il 30/04/2007 la Slia Spa viene scissa in Slia Spa, Slia Tecnologies, Enerambiente Spa.

Nell’anno 2007 vengono incorporate in Enerambiente insieme alla  Società Meridionale discariche ARL. L’Enerambiente diventa  senza nessun bando pubblico a gettata europea come prevede la legge, il nuovo socio privato della Te.Am. La  liquidazione della Slia  fu condotta dall’attuale AD della Te.Am,l’ Avv. Giovanni Faggiano, condannato in primo grado per favoreggiamento in un caso di tangenti nel Brindisino. Nel frattempo la Slia fu interdetta per antimafia dal Prefetto di Napoli Pansa e la stessa Enerambiente è sotto “osservazione” per essere riconducibile ad un personaggio, A. D. O., indicato quale anello di congiunzione tra il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia e la Sacra Corona Unita”.

La giunta Brucchi ad eccezione degli assenti, Di Stefano, Luzii, Di Sabatino, con il voto dei  consiglieri di maggioranza, ha approvato l’assegnazione dei servizi museali e cimiteriali, nonostante un verbale negativo del Ministero dell’Economia, nonostante che il parere dell’avvocatura del comune di Teramo si basasse sul vecchio socio,la Slia e non sul nuovo, L’Enerambiente, come riportato sulla delibera di Giunta.

Una forzatura o sicurezza sui tempi della giustizia? Perché il progetto iniziale era di affidare i servizi per undici anni e poi, dopo ore di discussione politica e non,  si è passati a cinque anni?  Intanto nel teramano è scoppiato il caso discariche. La discarica La Torre sarà oggetto di esami accurati perché si sospetta che ci siano dai 600.000 ad un milione di metri cubi in più di immondizia provenienti da altre regioni,  mentre di recente sono stati consegnati quattro avvisi di garanzia per reati amministrativi e traffico illecito di rifiuti, a quattro dirigenti del Cirsu: il consorzio intercomunale per la raccolta rifiuti che raggruppa sei comuni.

Il PM, Roberta D’Avolio, sospetta che nell’impianto di Grasciano siano stati smaltiti rifiuti senza autorizzazione.  Ma cosa c’entra la Teramo Ambiente con il Cirsu? Nel 2008 sotto la Presidenza di Venturoni, la Teramo ambiente entra in Sogesa con 40.000 euro per le acquisizione del 10% di Aia (Abruzzo Igiene Ambientale) e il 5% di Sogesa, versando anche 230.000 di euro a copertura parziale del debito in Sogesa. Nel corso del 2008 è stata deliberata la procedura di fusione per incorporazione della società Cirsu Patrimonio nella Cirsu Spa, allo scopo di riunire le due società pubbliche in una, demandando la gestione completa del polo tecnologico alla Sogesa spa; procedura conclusasi con atto notarile repertorio n. 33774, raccolta n. 9311 con effetto dal 21.10.09.

Il tutto porterà alla costruzione e gestione di un’altra Grasciano. Un’altra discarica da riempire prima del tempo? Caratteristica del Gruppo Cerroni. A Roma  la discarica Malagrotta doveva essere attiva fino al 2018 e invece siamo al secondo gigantesco impianto.  La politica a Teramo sta cambiando tra giochi di ruolo e personaggi. Giovanni Cavallari, Gianguido D’Alberto e il lavoro incessante e coriaceo di Leonardo Codirenzi.

Partito democratico e IDV? Non semplicemente anime di partito ma forze e motori di passione per un’inchiesta che ha molti padri e un solo traguardo: La verità.

Nell’attesa del parere dell’Antitrust… e degli avvisi dell’Antimafia, l’aria al Comune di Teramo è sempre più pesante, talmente pesante da essere un possibile nuovo sito…di-scaricati della politica.

 

 

 

 

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