L'eolico e la falsa prospettiva occupazionale.Lo studio di fattibilità della holding Fortore Energia s.p.a. ha fatto credere in 2000 posti di lavoro, ma ne ha impiegato appena 100

14.09.2010 18:29

BUSINESS AL VENTO.L'INCHIESTA L'ESPRESSO

 

 

La prospettiva della creazione di posti di lavoro, in una provincia dove la disoccupazione è il problema principale, è stato sicuramente uno dei fattori più importanti che hanno contribuito alla diffusione degli impianti eolici industriali nella Capitana e sul Preappennino Dauno.
Alle promesse fatte da chi è interessato direttamente a realizzare gli impianti, aiutato localmente da politici interessati in qualche modo all’affare, ha dato man forte, una campagna di stampa, mirata a convincerci che con l’eolico saremmo diventati tutti più ricchi, attraverso una serie di vantaggi, tra cui quello più importante era relativo all’incremento dell’occupazione. Gli studi e le proiezioni effettuate, tutte in contraddizione tra di loro, di parte e senza nessun fondamento storico e scientifico, come vedremo, non hanno mai mantenuto quanto prospettato sia a livello nazionale che locale.

In Italia nel 2007, secondo l’associazione degli industriali di impianti eolici (A.n.e.v.), presieduta dall’avv. A. Vigorito, nel settore eolico risultavano occupate 3.544 persone, quasi tutte concentrate nell’attività di ricerca, sviluppo e intermediazione.
Non mancano studi di settore, che prospettano migliaia di posti di lavoro per il prossimo decennio, dimenticando stranamente quelli non creati nei passati venti anni di storia dell’eolico nel nostro paese.
Secondo l’European Wind Energy Association (E.W.E.A.), lo sviluppo del settore eolico permetterà di creare entro il 20020 oltre 325.000 occupati(1). La maggior concentrazione, stimata nel 75% del totale, si registrerà nei paesi pionieri dell’eolico: Danimarca, Germania e Spagna. Il restante 25% sarà da dividere tra tutti gli altri stati europei.
In uno studio congiunto effettuato dall’A.n.e.v e dalla U.I.L(2) si stima che il settore eolico in Italia occuperà, entro il 2020, circa 19.000 addetti diretti, nella proiezione fatta dai costruttori europei (E.W.E.A.) e da quelli italiani dell’A.n.e.v, non si capisce come mai, quello che non è stato fatto in 20 anni dovrebbe essere realizzato nel prossimo decennio e questo in presenza di una tecnologia ormai matura e che, proprio per questo, richiederà un numero minore di occupati rispetto alla sua fase di sviluppo.
Tutte queste proiezioni, parlano di migliaia di posti di lavoro che nessuno ha visto e che nessuno vedrà per un motivo molto semplice: un impianto eolico, non richiede nessun tipo di intervento tale da giustificare tutti questi occupati.
Ma d’altronde, è lo scarso numero di occupati in questo settore nella Provincia di Foggia che ci indica che le promesse dei presunti posti di lavoro che dovevano nascere, sono servite semplicemente a giustificare scelte che avevano altissime probabilità di non essere accolte dalle popolazioni locali.
L’associazione dei costruttori europei di impianti eolici (E.W.E.A.) stima che un Mw di eolico installato dovrebbe produrre 4 posti di lavoro.
In Puglia sono attivi impianti eolici per circa 540 MW , installati sostanzialmente nel Preappennino dauno. L’Assessorato all’Ecologia ha inoltre autorizzato, a conclusione dell’istruttoria di screening, altri 800 MW per impianti diffusi in tutto il territorio regionale(3).
Qundi, secondo la E.W.E.A., in Puglia dovrebbero lavorare nel settore eolico circa 2000 persone e la maggior parte di queste, secondo i dati degli uffici regionali e riferiti al 2006 (in effetti i Mw installati sono molti di più), dovrebbero essere occupate a pochi km da Lucera, nel Preappenninodauno.
La Fortore Energia(4) in uno studio di fattibilità(digidownload.libero.it/no_eolico_selvaggio/occupati/VolumePubblicazione.pdf ) per realizzazione di società di bacino per la produzione di energia da fonti rinnovabili(5), prevedeva che al 2006, nella Comunità Montana delle Comunità Montane Settentrionali (Campobasso, Foggia, Benevento, Avellino, Potenza) ci sarà un aumento di circa “1.000-2.000 posti nuovi netti di lavoro nel settore specifico, oltre agli altri che potranno crearsi nei settori tradizionali”.
Nello studio, per settore specifico sono intese tutte le fonti rinnovabili (F.E.R), anche se, bisogna ribadire, che nei paesi oggetto della previsione, l’unica fonte rinnovabile di rilievo è l’energia eolica.
La Fortore Energia ha installato nei comuni di Biccari, Roseto, Alberona, e Rocchetta San’ Antonio 82 pale per 164 Mw di potenza e, i posti di lavori creati non sono sicuramente quelli previsti dal suo studio di fattibilità e neanche quelli previsti dalla E.W.E.A..
La società impiega, secondo quanto riferito dall’Amministratore Delegato dott. A. Calandra, 100 unità di personale di cui, il 60% impiegati negli uffici dell’area Foggia, Lucera e Preappennino dauno, il restante 40% è impiegato negli uffici dell’area beneventana.
Le aziende dell’indotto che offrono i loro servizi alla Fortore Energia, impiegano circa cinquanta lavoratori nei due campi che, mediamente, la società sviluppa tutti gli anni.
Ad Alberona la IVPC ( 30 pale per 30 Mw) a fronte di un guadagno annuo di circa 10 milioni di euro(6) con una liberalità comunale dell’1.5 %, ha impiegato negli anni circa una decina di unità.
Questa cifra può aumentare può aumentare e di molto, in quanto dipende dalla ventosità del sito e dal prezzo dei certificati verdi. , con una liberalità comunale dell’1.5 %, ha impiegato negli anni circa una decina di unità.
Altre società , negli impianti di Troia (110 pale) e Faeto (42 per 24,4 Mw) hanno assunto due lavoratori, in quelli di Accadia (18 per 21,6 Mw) nessun assunto.
Una situazione a macchia di leopardo che dà l’impressione che, soprattutto per i primi contratti, la nostra provincia sia stata una vera e propria terra di conquista con poco lavoro creato, ridicoli risarcimenti ai proprietari terrieri e royalty ai comuni nell’ordine dell’1-1,5 %.
La distribuzione dei posti di lavoro sembra rispondere più a una logica “politica” che a delle reali esigenze degli impianti. Non si capisce il motivo per cui lo stesso numero di pale, generi un numero di occupati che variano a seconda del paese e della società.
Il lavoro vero, quello che permette di panificare il proprio futuro in maniera serena e che crea ricadute su tutto il corpo sociale e non solo su pochi soggetti, non è stato creato in nessuno di questi territori che continuano a spopolarsi anche con gli impianti eolici.
Un vero peccato, ci si è accontentati delle briciole delle royalty, che spesso sono servite creare servizi che in altri posti sono garantiti anche senza l’eolico, invece di creare impianti a gestione comunale oppure, società che potevano mettere insieme, nella costruzione degli impianti, i comuni, imprenditori locali e i proprietari terrieri che, è bene ribadire, rappresentano l’anello debole di tutta la catena.
Un’occasione che poteva cambiare il corso della vita a tante famiglie, si è trasformata nell’ennesima beffa che ha permesso la svendita di un intero territorio a prezzi di realizzo.
Nel prossimo numero, faremo un pò di conti nelle tasche delle società e cercheremo di capire le reali dimensioni di questo affare.
 

Pasquale Trivisonne

  1. Wind energy and job creation in the EU – By the European Wind Energy Association – JANUARY 2009 []
  2. Il potenziale eolico italiano e i suoi risvolti occupazionali – Protocollo intesa ANEV – U.I.L. – Roma, 1gennaio 2008 []
  3. Comunicato ufficiale Regione Puglia – Assessorato all’ambiente 15 Dicembre 2006 []
  4. La Fortore Energia è un holding che ha al suo attivo diversi impianti realizzati in provincia di Foggia: Biccari,
    Roseto Valfortore, Alberona, Rocchetta Sant’Antonio. Tra i suoi soci principali (50 % imprenditori emiliani e 50 % imprenditori locali) , figura il gruppo: Amadori leader in Italia nel settore agro- alimentare. Il gruppo, è al centro di violenti polemiche in quanto ha deciso di trasformare la palude di Valle San Floriano (Zapponeta, FG) (istituita nel 1983 con D.P.G.R. n. 216 del 2.2.1983 con una superficie di 576 ettari) in campi coltivati. Valle San Floriano, è un sito chiave nazionale per la conservazione di alcune rare specie di uccelli acquatici, ed è annoverata tra le aree umide più importanti del Mediterraneo. [
    ]
  5. Energia da fonti rinnovabili: un volano per lo sviluppo locale auto-sostenibile – a cura di Fortore Energia S.pa. []
  6. Il calcolo è stato effettuato calcolando un guadagno minimo, netto annuo di 330.000 euro per ogni Mw installato []

 

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