L'EnerAmbiente, il socio privato della Te.Am in un’inchiesta anti mafia.L'Asìa col suo presunto appalto anticlan lo sa ?

24.08.2010 10:34

 

L'EnerAmbiente, il socio privato della Te.Am in un’inchiesta anti mafia.

APRILE 5, 2010
 

Il socio privato della Te.Am la Enereambiente, che ricordiamo, è sotto gli occhi della minoranza in consiglio comunale per essere diventato socio senza una gara d’appalto a gettata europea e senza i progetti di scissione societaria, è nel mirino della prefettura di Napoli e della magistratura per uno strano giro di rapporti e appalti. Seguiamo attentamente alcuni passaggi chiave della vicenda campana. Il prefetto di Napoli , Alessandro Pansa ha firmato la seconda interdittiva antimafia per la SaBa Ecologia srl, una delle più grandi imprese per la raccolta di rifiuti nella regione Campania. Un provvedimento che obbliga gli enti locali a cessare i rapporti con la società interdetta e per legge invita i comuni, i quali abbiano rapporti con la società, a rescindere i contratti. I rapporti degli investigatori hanno in sintesi rivelato che la SaBa Ecologia è un’azienda sotto pressione camorristica da quando per accorpamento societario con la Campania Multiutility, ha dovuto assorbire il personale vicino al Clan Falanga di Torre del Greco. Una sorta di protezione contro il secondo Clan dei Di Gioia. Fabrizio Geremicca, giornalista del Corriere del Mezzogiorno scrive “ La prefettura rileva poi i rapporti dell’impresa di Sabatino con una società che sarebbe riconducibile al nipote di Lorenzo Nuvoletta. Torna in scena la vicenda del fitto di un deposito di automezzi a Sant’Antimo che sarebbe riconducibile ad esponenti del clan Puca. Un affiliato a questo clan ed un esponente dei Moccia, secondo gli investigatori, sarebbero stati inoltre sorpresi alla guida degli automezzi della ditta di Sabatino. L’interdittiva passa infine in rassegna l’elenco dei fornitori della SaBa: «Cooperativa San Marco (interdetta ai fini antimafia), Slia e Fineco (riconducibili al gruppo Colucci, gravato da interdizione antimafia), Gruppo Fontana (interdetto dall’antimafia perché ritenuto vicino al clan dei casalesi ), Langella (richiamata nello scioglimento dell’Asl Napoli 4 di Pomigliano in relazione a collegamenti con il clan Fabbrocino), Geoeco Spa (permeabile al clan dei casalesi perché ha assunto due parenti stretti di Gaetano Vassallo, noto imprenditore del gruppo Bidognetti), Mita spa (il cui liquidatore è stato deferito per associazione mafiosa), Oplonti Service, (gravata da interdittiva antimafia), Arzano Multiservizi (gravata da interdittiva antimafia) ed Enerambiente». Quest’ultima sarebbe riconducibile a un personaggio, A. D. O., indicato quale anello di congiunzione tra il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia e la Sacra Corona Unita”.

Esiste il principio del dubbio ? Teramo è una città che non conosce queste situazioni, che ha sempre vissuto lontano dall’ombra camorristica e mafiosa. La questione potrebbe diventare di allerta sociale. Chiedo al Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi di continuare la sua opera di garante e buono Amministratore, mostrando i certificati antimafia aggiornati della Enereambiente, il progetto di scissione societaria e di farsi garante sul socio privato della Te.Am… la Enereambiente di Napoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

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