L'amministrazione comunale di San Giorgio del Sannio è fuori legge ? L'art.9 dello Statuto è ridicolo in rapporto al D.Lgs 267/2000 !

18.03.2011 16:34

 Il popolo, in quanto sovrano, ha il diritto di esigere trasparenza, esercitare il controllo, e di scegliere quando delegare le decisioni alle rappresentanze elette e quando invece decidere da sé mediante strumenti di Democrazia Diretta  previsti dalla Costituzione.

Il Parlamento ha il potere legislativo ma ha l'obbligo di rispettare ed attuare la Costituzione italiana (*) e non deve ostacolare gli strumenti di Democrazia Diretta.
* La Costituzione recita testualmente all’Art. XVIII delle disposizioni finali: “La Costituzione dovrà essere fedelmente
osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello stato”.
Il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia opera a livello nazionale per proporre l'abolizione di quegli articoli di leggi volute dalla Casta che ostacolano gli strumenti di Democrazia Diretta previsti dalla Costituzione e dalla Legge; a livello locale per pretendere che il Comune di San Giorgio del Sannio introduca oltre che nello Statuto (art.9 della Delibera n.19 del 28.07.2003) anche nei Regolamenti e nella fattuale prassi amministrativa tutte le forme di partecipazione popolare previste dall’art.8 del D.lgs.267/00 fra cui quelle referendarie che dovrebbero essere di tipo consultivo, propositivo e deliberativo, sinora non ancora attuate.
Sappiano gli amministratori sangiorgesi che se ancora fanno orecchie da mercante in merito alla latitante applicazione dell'art. 8 D.lgs 267/00 (Partecipazione popolare) sono dei Fuori legge!

Ed anche chi, fra essi - in maggioranza o minoranza che siano in Consiglio comunale - non riportano ai cittadini tale latitanza lo sono altrettanto !

In proposito dobbiamo ricordare che risale a fine anno 2009 l'istanza del Comitato indirizzata al sindaco Giorgio Nardone e al presidente del consiglio comunale per la ripresa audiovisiva dei consigli comunali e, se alla stessa si replicò informalmente nel corso di un consiglio comunale nel senso che il presidente del consiglio ed i consiglieri si sarebbero adoperati per una tempestiva modifica - secondo noi, non strettamente necessaria, dello Statuto Comunale, se non nell'obiettivo  di sancire, purchè non resti sulla carta, un sacrosanto diritto della cittadinanza alla pubblicità e alla partecipazione alle sedute consiliari in linea con le nuove possibilità offerte dalla tecnologia informatica - sinora tutti : consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno disatteso gli impegni assunti. 

Reitereremo pertanto la nostra richiesta per questa indefettibile conquista di civiltà democratica, coinvolgendo stavolta anche tutti i consiglieri di opposizione ed i rappresentanti della lista civica Nuova San Giorgio, il cui candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative è il signor Giovino Carpenella.

Ancora più in generale, invitiamo tutti i consiglieri a valutare l'assoluta inadeguatezza dell'art.9 dello Statuto Comunale in rapporto al pregnante dispositivo dell'art. 8 del D.Lgs n.267 /2000 e la mancanza di norme regolamentari ed attuative degli istituti del referendum e del difensore civico, quest'ultimo nelle mani della Casta in quanto nominato dagli stessi consiglieri "controllati" e perciò destituito di ogni valenza garantistica ed effettiva a tutela dei cittadini.
Per completezza di informazione riportiamo integralmente entrambe le norme.

Articolo 8 D.lgs 267/2000
Partecipazione popolare.
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono (Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.) organismi di partecipazione popolare all’ amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono(Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.) essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.(Legge sulla trasparenza fra Ente pubblico e cittadino.)
3. Nello statuto devono(Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.) essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze,petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono(Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.)essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali, provinciali, comunali e circoscrizionali.

Art.9 Statuto del Comune di San Giorgio del Sannio  
PARTECIPAZIONE

Il Comune assicura la partecipazione di tutti i cittadini , come singoli ed in forma associata , all'organizzazione politica, economica, sociale, culturale e sportiva (!) del proprio territorio.

All'uopo pone in essere i mezzi opportuni per assicurare la collaborazione di tutti e per rendere pubblici e trasparenti tutti gli atti politici-amministrativi.
Per il compiuto adempimento di questi principi , il Comune riconosce la validità dei seguenti istituti e forme di consultazione:
a) referendum popolare;
b) difensore civico;
c) Conferenze di Servizio,Convegni, Mostre, Rassegne,Pubbliche informazioni (!)e Comitati di Quartiere. All'uopo, possono istituirsi appositi Uffici di organizzazione e svolgimento di tali funzioni. 
La realizzazione del dispositivo di questo articolo sarà assicurato da appositi Regolamenti.

Rosanna Carpentieri 

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