Isolare gli uomini di mafia, far loro sentire il più profondo disprezzo sociale: perchè la mafia è una montagna di merda

12.09.2010 16:44

domenica 12 settembre 2010
Carmelo GullaceSAVONA - Oggi l'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità, insieme ad attivisti del Movimento delle Agende Rosse, ha compiuto un nuovo "blitz" nel savonese. Se qualcuno pensava che con le nuove minacce ed intimidazioni poteva fermarci o frenarci, si sbagliava di grosso. Questa mattina a Toirano, davanti alla Chiesa di S. Martino, con presidio delle Forze dell'Ordine in divisa ed in borghese, abbiamo distribuito una lettera aperta alla comunità del paese ed al Parroco (oggi pomeriggio sarà la volta di Borghetto Santo Spirito), ed abbiamo effettuato una conferenza stampa pubblica. Grande parte dei cittadini ha letto con attenzione il volantino testimoniando di concordare (alcuni ne chiedevano altre copie da diffondere, mentre altri hanno già fatto alcune segnalazioni), mentre un groppuscolo, radunatosi nel bar davanti alla Chiesa, si è contraddistinto in alcune urla come "Viva la Mafia" e "La mafia da lavoro e soldi", oltre ad intercalare l'intervento pubblico del Presidente della Casa della Legalità, che illustrava chi fossero il Carmelo Gullace & C, con frasi del tipo: "Questo che cazzo vuole", "Questo che cazzo fa" e "Questo è informato"... Il Parroco non c'era ma il suo sostituto ha detto di concordare sul fatto che la Chiesa debba dire con chiarezza che la mafia è il male ed ha auspicato anche una modifica del Codice del Diritto Ecclesiastico finalizzata ad arginare in modo significativo l'uso che viene fatto della "fede" dai mafiosi. Ecco di seguito il testo della Lettera Aperta distribuita questa mattina 



Lettera aperta al Parroco della Chiesa di S. Martino
ed alla comunità di Toirano e Borghetto Santo Spirito

 

ISOLARE GLI UOMINI E LE DONNE DI MAFIA
COME I GULLACE, FAZZARI, RASO & C.


Gli uomini e le donne di mafia devono essere colpiti, prima ancora che dalla magistratura, dalla comunità. Devono sentire il più profondo disprezzo sociale nei loro confronti. Devono vivere l'isolamento e devono capire che la comunità ha ben chiaro che loro sono dei signor nessuno!
Gli uomini e le donne di mafia sono dei parassiti che vivono sulle spalle e la pelle delle persone, del territorio. Devono sentire che la loro forza di intimidazione non fa paura perché, come abbiamo dimostrato, si possono indicare per quello che sono e li si può denunciare, senza che possano fare nulla (se non qualche blabla o baubau), perché anche le loro protezioni eccellenti ormai sono al muro! Ed agli uomini ed alle donne di mafia occorre ricordare in faccia, ogni volta che li si incontra, quello che ci diceva Peppino Impastato: "la mafia è una montagna di merda!". E che i GULLACE, FAZZARI, RASO & C siano uomini e donne di mafia non c'è alcun dubbio. Lo dice da tempo lo Stato (gli atti ufficiali li abbiamo pubblicati tutti su internet www.casadellalegalita.org). Loro fanno parte della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE (e imparentati con i PIROMALLI), e sono in stretto legame (anche attraverso matrimoni e cerimonie religiose) con i MAMONE attivi a Genova e coinvolti in molteplici inchieste della Procura, oltre che in contatto permanente con quel Antonio FAMELI della cosca dei PIROMALLI, noto truffatore (condannato in via definitiva) e assassino graziato dall'ergastolo per un vizio di forma e che si è dato al mattone da Loano alle Canarie... ed ancora: sono in contatto con i FOTIA, la potente famiglia insediatasi a Savona con le sue società (su tutte la SCAVO-TER) e che fa parte della cosca dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI.


Loro, e su tutti Carmelo GULLACE il boss che scappava in mutande ad una dei controlli effettuati dai reparti dello Stato, sono tra i responsabili della scia di morte della faida di Cittanova, dove venivano uccisi senza pietà anche i bambini! Ed allora chi è con loro, deve essere chiaro, è con la mafia e non ha scusanti! A questi signori bisogna negare anche il saluto, in attesa che lo Stato gli porti via tutto il patrimonio che illecitamente hanno accumulato. Loro si dicono d'onore ma sono invertebrati, forti solo davanti alla paura delle vittime prescelte, e non meritano alcun rispetto!

Per avere idea di chi siano questi signori basterebbe il profilo criminale di Carmelo GULLACE (nato a Cittanova RC il 06.01.1951, residente in Toirano, via della Costa 17), coniugato con FAZZARI Giulia. Per comprenderne lo spessore criminale del soggetto e la conseguente pericolosità sociale si può rimandare ai precedenti di Polizia e condanne per:
- associazione a delinquere di stampo mafioso;
- omicidio;
- sequestri di persona a scopo di estorsione;
- detenzione e porto abusivo di armi;
- traffico di sostanze stupefacenti;
- riciclaggio.
Oppure basterebbe guardare a ciò che hanno combinato Francesco e Filippo FAZZARI nella Cava di Borghetto Santo Spirito dove avevano interrato oltre 12 mila fusti tossico-nocivi e per cui sono stati condannati (il solo Filippo, perché il Francesco è morto nel frattempo) in Appello al pagamento di 21 milioni di euro, oltre a 4 anni e 6 mesi di carcere.

E se il Filippo FAZZARI si è battuto in ritirata in Spagna (forse non sa che al momento opportuno esiste l'estradizione?!), le dame della cosca, Giulia (precedenti di Polizia per riciclaggio ed altro), alias la signora GULLACE e la Rita FAZZARI (precedenti di Polizia per riciclaggio ed altro), con il consorte Roberto ORLANDO (che non si sa come possa avere ancora il porto d'armi!) hanno continuato ad operare con le società intestate, a partire dalla SA.MO.TER. e la ex CO.MI.TO, ma anche con altre, intestate ai prestanome, da quelle del caffè, di stocco e negozi vari, continuando a riciclare, truffare, farsi un baffo di regole, legalità, del rispetto della dignità, di diritti e vita degli altri.

Ed accanto a loro vi è un concentrato di boss-etti e quaraquaqua che si è materializzato in tutto il suo squallore il giorno del funerale del compianto - per loro - Francesco FAZZARI. Partiamo dai due nuclei criminali, quelli della medesima cosca del GULLACE e quelli, invece, provenienti da Africo, della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI, con cui, con la scusa del funerale si è tenuto anche summit, ovvero i MAMONE ed i FOTIA... quindi possiamo passare ad alcuni degli altri signorotti. Su tutti "u Lupu" ovvero il PRONESTI' Rocco (nato a Cittanova nel 1951) con precedenti di Polizia per associazione a delinquere, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi ed esplosivi, traffico di sostanze stupefacenti ed altro... attivo dal torinese e partecipante anche alle riunioni della 'ndrangheta nel sud Piemonte. E poi, per citarne alcuni: GUARRISI Girolamo (nato a Cittanova nel 1954), residente a Ceriale, con a carico precedenti di polizia per associazione a delinquere, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione, rapina ed altro; BRUZZI' Camillo (nato a Taurianova nel 1955), residente a Ortovero, con precedenti di Polizia e condanne per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi ed esplosivi; SENATORE Domenico detto "Mimì" (nato a Cava dei Tirreni nel 1953), residente a Borghetto S.S., con a carico precedenti di Polizia per detenzione e porto abusivo di armi, traffico di sostanze stupefacenti (anche internazionale); FERRARA Giovanni (nato a Termini Imerese nel 1950), residente a Toirano, con precedenti di Polizia per associazione a delinquere, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione; PRONESTI' Alessandro (nato a Cittanova nel 1974), residente ad Albenga, con precedenti di Polizia per traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, usura... Ci fermiamo qui, può bastare! E poi vedremo anche cosa emerge sul recente ritrovamento dell'arsenale nell'ex discoteca DOMINO in località Bardineto, dove il GULLACE & C "bazzicava".

Questo è l'ambiente di lor signori. Ma costoro, che si fanno tanto "galletti" nel prendersi con prepotenza quello che vogliono e nel piegare chi si mostra timoroso, possono essere denunciati senza timori e schiacciati! Adesso in Procura a Savona non c'è più chi dice che la mafia nel savonese non c'è. Ora, con il Procuratore Granero (e dopo nostre denunce e segnalazioni dettagliate) è stato attivato un "pool antimafia" di polizia giudiziaria con agenti scelti di Carabinieri, Polizia e Finanza (e lì non ci saranno agenti che vanno al bar e si scambiano pacche sulle spalle con il GULLACE e cumpari, e nemmeno agenti che cercano di fargli avere il passaporto per garantirgli la fuga, tanto che l'agente che ci ha provato ora ne deve rispondere penalmente!).


Quindi quando si presentano i signorotti, sia il Carmelo con signora o il Carmelo con la fratellanza (Elio e "Ciccio"), il Roberto Orlando, il "Mimì", "u Lupu", il Soffio e signora, un Raso o Mamone, un Furfaro o chicchessia, devono e possono trovare un netto rifiuto, perché sono: dei Sig. Nessuno! Se non si cede alla paura la loro capacità di intimidazione evapora: loro sono il nulla!


Ed è ora che si cambi registro anche al Comune di Borghetto S.S. dove i signorotti (ma anche le signore, si dice) hanno amici che gli hanno garantito affari e soprattutto di restare in possesso di quella villa nella Cava che doveva essere demolita dai primi anni Novanta perché abusiva! Qualcuno pensava, in Comune, persino di dargli in cambio - come se a loro venisse qualcosa - una casa comunale! E devono cambiare registro anche nei "palazzi" della Provincia e della Regione dove vi sono amministratori e funzionari che gli hanno fatto concessioni su concessioni, nonostante sia risaputo chi siano! Anche su questi le protezioni stanno crollando e la verità viene a galla!


Ed allora la risposta deve essere chiara e netta da parte della comunità: rifiutarli e, quando è necessario, denunciarli senza timore. Ed occorre anche stare vicini a quanti hanno avuto il coraggio della denuncia, e non hanno accettato le loro prepotenze!

E vi è anche una risposta che spetta alla CHIESA. Infatti questi mafiosi, le cui mani sono intrise di sangue, si professano "fedeli" e "devoti" ed usano cerimonie religiose (battesimi, matrimoni, funerali, processioni) per fare incontri di mafia e costruire alleanze. Sono una bestemmia vivente! Questi signori non sono pentiti, non hanno abbandonato la strada del crimine, quindi la Chiesa può e deve metterli alla porta, perché crediamo non possa essere permesso loro di usare la "fede" per i loro sporchi affari.

 

 

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