Interrogazione a risposta scritta: Verificare eventuali coinvolgimenti della Enerambiente s.p.a (aggiudicataria dell'appalto anticlan dell'Asìa in Campania) con la Sacra Corona Unita

24.08.2010 14:33

 INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


Atto a cui si riferisce:
C.4/07387 [Verificare eventuali coinvolgimenti della Enerambiente s.p.a con la Sacra Corona Unita]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07387 presentata da DANIELE TOTO
giovedì 27 maggio 2010, seduta n.329
TOTO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:


Te.Am. Teramo Ambiente s.p.a. è una società a capitale sociale, di 1.291.000,00 euro, misto pubblico-privato, costituita nel 1995 per la gestione di servizi pubblici o di pubblica utilità, che prevalentemente opera nei settori della raccolta dei rifiuti urbani e della verifica degli impianti termici;


soci di Te.Am. Teramo ambiente s.p.a. sono: il comune di Teramo, che ne possiede una quota pari al 48,50 per cento; MO.TE e Ambiente s.p.a., per una quota pari al 2 per cento; Provincia di Teramo, 0,50 per cento e, per la parte privata dell'azionariato, Enerambiente s.p.a., con sede a Venezia, già Slia Technologies srl, detentrice del 49 per cento delle azioni della società;


secondo notizie diffuse da mezzi di comunicazione, la Slia Technologies srl che, prima di essere posta in liquidazione, deteneva il 49 per cento delle azioni di Te.Am. Teramo Ambiente s.p.a. poi rilevate da Enerambiente s.p.a., avrebbe fatto capo a una società svizzera, Ecomanagement Sa, la cui denominazione sarebbe stata successivamente modificata in Immogeste Sa, con sede a Ginevra;


amministratore delegato di Te.Am. s.p.a. e, al contempo, di Enerambiente s.p.a., è l'avvocato Giovanni Faggiano coinvolto, nel 2007, in un'inchiesta della procura di Brindisi sulla cosiddetta «tangentopoli brindisina» che portava all'arresto e alla successiva condanna dell'allora sindaco di Brindisi e alla condanna, tra gli altri, dello stesso Faggiano, a un anno e quattro mesi, per favoreggiamento;


sempre sulla scorta di notizie diffuse da mezzi di comunicazione sembrerebbe che più di una procura della Repubblica indaghi su vicende nelle quali si rintraccerebbe la presenza, in ruoli evidentemente da vagliare sul piano dell'inappuntabilità, di Enerambiente s.p.a., che, comunque, sarebbe comparsa in un elenco di fornitori di SaBa Ecologia s.r.l., un'importante società campana operante nel settore dei rifiuti, il cui nome è allegato a una interdittiva antimafia adottata, alcuni mesi fa, dal prefetto di Napoli, nei confronti di quest'ultima società;


sul Corriere del Mezzogiorno, in un articolo («Rifiuti, rispunta l'ombra della camorra») pubblicato l'8 marzo 2010, a firma del giornalista Fabrizio Geremicca, si legge testualmente, con riferimento a Enerambiente s.p.a.: «(...). Quest'ultima sarebbe riconducibile a un personaggio, A. D. O., indicato quale anello di congiunzione tra il clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia e la Sacra Corona Unita.» -:


se l'affermazione recata nell'articolo a firma del nominato giornalista trovi riscontro in attività di accertamento e di ricerca di elementi che, quindi, la confermerebbero e se, in tale caso, detti elementi eventualmente disponibili non giustifichino l'adozione di un provvedimento prefettizio inibitorio antimafia nei confronti di Enerambiente s.p.a., socio di minoranza della predetta Te.Am. Teramo Ambiente s.p.a..(4-07387)

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...