Indagini su Genio Civile e Provincia di Caserta, blitz in Regione: indagati Cozzolino e Nappi

16.02.2011 11:19

Tangenti, blitz in Regione indagati Cozzolino e Nappi
29 aprile 2009
Indagini su Genio Civile e Provincia di Caserta: tra i fermati anche Capobianco (Pd). Presi imprenditori dirigenti e politici.
Soldi di San Marino trasferiti su conti svizzeri.

 

Santa Maria Capua Vetere - Si apre un altro capitolo della infinita tangentopoli campana. La prima retata, con 23 arresti per corruzione e falso, colpisce la Regione a Napoli, il Genio Civile e la Provincia a Caserta.

«È solo il punto di partenza», avverte Corrado Lembo, capo della Procura di Santa Maria, la stessa che avviò l´inchiesta su Mastella e scoprì l´intrigo affaristico di Romeo per il Global Service.

Questa è invece la storia di una grande truffa (6,8 milioni) tentata ai danni della Regione ed una serie di falsi per aggirare le norme antisismiche: offrendo soldi, favori o posti due industriali romani cercano un contributo per la "centrale da biomasse" a Pignataro Maggiore, impianto per produrre energia alternativa, con combustibile da legno ma anche sostanze animali e vegetali.

Altre centrali eoliche erano in progetto nel Sannio: a Reino e a San Bartolomeo in Galdo, dove fra molti sospetti fu esclusa Sorgenia.
Il blitz ha sconvolto l´assessorato alle attività produttive: in carcere tre. Il dirigente Vincenzo Guerriero, fu promesso al figlio Francesco un posto da progettista. Il funzionario Fulvio Scia, come ad altri con 25 mila euro l´anno per consulenze. Eugenio Di Santo accusato di mazzette per 140 mila euro, capo della segreteria di Andrea Cozzolino.

L´assessore, candidato alle Europee per il Pd, è indagato. Lo stesso, Gianfranco Nappi, capo della segreteria di Antonio Bassolino, nome citato più volte nelle intercettazioni, ma finora estraneo all´inchiesta. Perquisiti gli uffici di Cozzolino e Nappi, come la casa del sindaco di Pignataro, Giorgio Magliocca, Pdl. Indagato, dice: «Sostengo la bontà dell´operazione, la centrale avrebbe reso 300 mila euro l´anno». Ai domiciliari invece l´ex assessore della Provincia di Caserta, Francesco Capobianco, Pd. «Chiedeva posti per i voti», e ammorbidiva Raimondo Cuccaro, consigliere a Pignataro, stesso partito, ma autore di denunce.
Tutto lo scandalo ruota intorno all´industriale romano Renzo Bracciali di 68 anni e al suo amministratore Renzo Tombolillo di 34, residente a Lanuvio. Guidano le società Biopower, Natural Energy e Energetich. Costruiscono la centrale sui suoli di due imprenditori, Tommaso Verrazzo di Casal di Principe e il figlio Giovanni, 71 e 34 anni. Hanno la Cover Sud. Tommaso Verrazzo fu visto nell´area della centrale con Pietro Ligato, reggente del clan arrestato a febbraio, dal giornalista Carlo Pascarella il 28 maggio 2007. Alla sorella fu bruciato un mobilificio, «è scritto anche nel libro di Pasquale Iorio» dicono i cronisti anticamorra di Pignataro, tutti presenti ieri in Procura. Sono i Verrazzo che creano i contatti con burocrati e politici locali. Per uno di questi, Francesco D´Alonzo, anche una quota di 8 mila euro di Biopower alla squadra di calcio.
«Un sistema scientifico di corruzione», osservano in Procura. Da una banca di San Marino soldi trasferiti su conti svizzeri, dove i finanzieri del colonnello Antonio Manozzi cercano nuove tracce, decisive per la posizione dei politici. Una inchiesta veloce, un anno di tangentopoli in diretta e niente tregua elettorale. Ha infatti reso urgente il blitz una fuga di notizie: per una valigetta filmata, centomila euro, promessa a Michele Testa e Mario Pasquariello del Genio Civile, fu ideata la stipula di una compravendita di pari importo, I due avrebbero falsificato un registro e declassato le prescrizioni antisismiche. Due donne aiutavano Bracciali e Tombolillo: Silvia Fiorani, la commercialista romana in carcere, e la napoletana Margherita Di Vincenzo, ai domiciliari. Creava le migliori relazioni con personaggi che contano. Ma i due puntavano ai vertici della Regione, ed hanno alla fine escluso anche Eugenio Di Santo, «perché noi dobbiamo trattare ai massimi livelli». Puntano quindi su Antonio Marciano, vicino a Bassolino, su Gianfranco Nappi indagato per una frase delicata captata dalla finanza, ottengono l´incontro con Andrea Cozzolino nel luglio 2008. Dopo il colloquio si registra finalmente una accelerazione. «La questione è sul tavolo della presidenza», sospirano i due. Passaggi che saranno più chiari dopo gli interrogatori del gip Paola Cervo che ha accolto le richieste del pm Maurizio Giordano.

Immediate le reazioni. L´avvocato Pierfrancesco Lugnano difende il 71enne Italo Verzillo, ingegnere con un passato nel vecchio Pci. «Ha redatto solo il progetto delle fondazioni dell´ufficio tecnologico, non della centrale e si è attenuto alle norme antisismiche del 2008». Il procuratore Corrado Lembo si presenta proprio oggi alla Commissione Antimafia. «Il mondo del crimine si è infilato in settori inesplorati, trovando un interfaccia molto disponibile negli enti pubblici». Ha un motivo in più per sollecitare una sezione anticamorra (Dda) a Caserta, staccata da Napoli. «Problemi di competenze fanno sprecare troppe energie».

Come Nola e Torre Annunziata sollecita più forze di polizia. C´è tanto da indagare. 

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