Inaugurazione della dittatura: Europa e Trattato di Lisbona

06.12.2010 17:48

Il 23 luglio 2008 il Senato della Repubblica Italiana approvava il trattato di Lisbona, votato insieme al “pacchetto sicurezza” senza che ai cittadini venisse detta da parte del Governo, da parte dei politici e di quasi tutti i mezzi d’informazione, una sola parola non soltanto sulla sua approvazione ma neanche sul suo contenuto, sulle conseguenze che comporta.

Basterebbe questo silenzio, questa precisa volontà di passare sopra la testa dei cittadini in modo da non suscitare in loro neanche la minima curiosità, per testimoniare che non esiste democrazia al mondo che possa impedire ai detentori del potere di realizzare i propri scopi. E gli scopi di coloro che detengono il potere sono sempre gli stessi, in qualsiasi tempo, in qualsiasi luogo: aumentare il proprio potere. Quando è impossibile farlo con le guerre, lo si fa con i trattati.

Col trattato di Lisbona i governanti portano finalmente a termine lo studiatissimo progetto di crearsi un vasto Impero eliminando i singoli Stati, i confini fra le singole Nazioni e unificando formalmente, a forza, i singoli popoli. Questi, dopo essere stati costretti a perdere la sovranità monetaria con l’adozione di un’unica moneta e dopo essere stati bombardati per anni da tutti i più importanti pulpiti, inclusa la scuola, sulla “ bellezza” dell’unificazione europea, vengono adesso ufficialmente sottoposti alle medesime leggi, alle medesime autorità, ad una sola polizia, ad una sola Corte di giustizia, ad un solo casellario giudiziario che conterrà i loro dati biometrici ( foto scannerizzata del volto, impronte digitali, DNA). E’ una direttiva europea, questa, infatti, che risale al 2004, non una improvvisa decisione del governo italiano.

Vogliamo protestare perché non è mai stato chiesto in proposito il parere degli Italiani?

Ebbene non è soltanto la mancanza di un referendum che fa paura, ma la esplicita volontà di tutti gli Stati di instaurare, con l’unione europea, la più assoluta dittatura. E, con la dittatura, quello indispensabile stato di polizia che impedirà qualsiasi ribellione.

Non è infatti soltanto il governo italiano a non aver mai voluto chiedere il parere dei cittadini, ma i governi di tutti i 27 Stati che formano oggi l’Unione europea. Il governo italiano si era furbescamente e proditoriamente garantito fin dall’inizio libertà d’azione collocando le operazioni europee nell’ambito della “politica estera”, in quanto questa è sottratta alla consultazione popolare da un apposito articolo della Costituzione. Sono politica estera i soldi che abbiamo in tasca? E’ politica estera la celestiale bandiera con le stelle ( mariana o massonica: l’interpretazione è libera) che sventola ovunque e che pure non è citata nella Costituzione? Sembra abbastanza improbabile, ma, malgrado tutto gli Italiani sono stati zitti.

Non ha mai protestato nessun Partito, neanche quelli abituati a dire sempre di No, e dunque come avrebbero potuto protestare i cittadini?

Ma, come dicevamo, nessun governo ha ratificato il trattato di Lisbona facendo ricorso al referendum. Perfino la Gran Bretagna – quella che un tempo era considerata la democrazia per antonomasia e che da oggi non lo è più – lo ha approvato quasi in segreto , “ovviamente” senza referendum dato che era ben noto che gli Inglesi, se chiamati ad esprimere la propria volontà, avrebbero detto di No. L’unico Stato dove si è svolto un referendum ( obbligatorio per legge) è stata l’Irlanda, con risultato negativo. Come potrebbe, infatti, un popolo essere così folle da voler perdere la libertà, l’indipendenza, la patria, il possesso della propria terra?

Rimane il fatto che nelle democrazie è molto facile realizzare dei colpi di Stato ( tale è infatti l’adozione del trattato di Lisbona) e togliere ai cittadini l’essenza della libertà, lasciandogli quella apparente. Un tempo ci si organizzava in società segrete per ribellarsi alle dittature. Oggi, con la consegna del proprio corpo ( impronte digitali, DNA) si è tornati alla condizione di schiavi, anche se la catena al piede non si vede. E nessuna società segreta, nessuna ribellione sarà possibile. 

Ida Magli

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