IL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA NON SA LEGGERE LA FIRMA DIGITALE

25.02.2011 19:18

IL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA NON SA LEGGERE LA FIRMA DIGITALE

Monfalcone manda in crisi Brunetta
«Gli uffici della Funzione pubblica non dispongono del programma per la lettura del documenti con la firma digitale.
Ne ha preso atto un Comune del Nordest...». La notizia è apparsa sul quotidiano economico ItaliaOggi il 28 gennaio. Il Comune del Nordest citato è quello di Monfalcone.

Innovare stanca. Lo si diceva quando al ministero c’era un ministro che si chiamava Lucio Stanca.
Oggi, nell’era di Renato Brunetta (che è pure responsabile della Funzione pubblica), fa ancora più effetto. Non passa giorno che il ministro non annuncia in pompa magna l’ennesima innovazione/rivoluzione con la frase: «Oggi è un bel giorno per la Pubblica amministrazione». Non più di una settimana fa, il 25 gennaio, il ministro ha annunciato l’entrata in vigore del Cad (Codice di amministrazione digitale): «Da oggi la Pubblica amministrazione non è più la stessa: il dialogo avverrà in rete. Non sarà più possibile per la Pubblica amministrazione, ad esempio, richiedere ai cittadini un documento cartaceo, invece di un documento in Posta elettronica certificata». Fantastico. Poi, in un crescendo trionfale, ha aggiunto: «La Posta elettronica certificata (Pec) potrà inoltre essere utilizzata anche come strumento di identificazione evitando l’uso della firma digitale Doppiamente fantastico. Il Comune di Monfalcone invia per la prima volta al ministero della Funzione pubblica la comunicazione semestrale dei sostituti d’imposta con firma digitale attraverso la sua Posta elettronica certificata e si sente rispondere: «Questo Ufficio non è in grado di visualizzare il file contenente i dati relativi alle autocertificazioni a causa dell'assenza di un programma di gestione della firma digitale. Si prega di voler predisporre un nuovo invio dello stesso in formato Acrobat». Il software, in questione, si chiama Dike, è stato messo a punto da Unioncamere ed è scaricabile liberamente e gratuitamente da internet. Troppo semplice. Troppo digitale. Dike, inoltre, viene comunemente utilizzato persino dai più piccoli Comuni proprio in relazione al fatto che non solo è di libero accesso ma è anche costantemente aggiornato in base ai più recenti provvedimenti del Cnipa (il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione). E così un assessore ha messo sotto scacco il ministro Brunetta. E la periferia si è presa la rivincita sull’amministrazione centrale: «Come assessore all’Innovazione - commenta il vicesindaco di Monfalcone Silvia Altran - sono orgogliosa di questo risultato conseguito dal nostro Ced (Centro elaborazione dati, ndr), diretto dal Marino Misciali. Ancora una volta Monfalcone si è dimostrata all’avanguardia. Dispiace dover constatare, invece, che il ministero, non è assolutamente all’altezza della situazione».

Nessun riferimento, ovviamente, alla statura del ministro.

FABIO DORIGO

 

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