Il sonno delle donne genera mostri !

01.09.2010 19:35

Abbiamo sempre sostenuto che il corrotto non esiste senza il corruttore. Abbiamo anche detto che certe donne non ci rappresentano. I puttanieri esistono grazie alle puttane, o escort o come volete chiamarle...

Riteniamo che il sonno delle donne ha generato e genera mostri... Lo diciamo a più non posso e senza peli sulla lingua!

Il colonnello è arrivato dalla Libia per festeggiare il secondo anniversario del trattato di amicizia con l’Italia e ha portato con sé un nuovo spettacolo surreale, questa volta completo di effetti speciali. 

 “L’amico” Gheddafi, infatti, non si è limitato, come la volta scorsa, a far piantare tende beduine nella capitale e ad aggirarsi per le vie del centro seguito da cinquecento odalische in tailleur. Il premier libico, questa volta,  ha decisamente alzato il tiro e si è dedicato con fervore religioso alle “menti” (o alle anime?) delle suddette odalische. Le ragazze sono state ingaggiate dalla stessa agenzia che aveva provveduto al rifornimento di femmine la volta scorsa (evidentemente lo standard era stato reputato soddisfacente) e, per una cifra che non è dato sapere per via della consegna del silenzio loro imposta, ma che pare si sia aggirata intorno ai 64 euro, le ragazze hanno assistito a una vera e propria lectio magistralis tenuta da Gheddafi in persona sull’islam e sui dettami del corano nell’accademia culturale libica.

Sembra che quelle che si saranno mostrate più interessate ad approfondire la conoscenza del corano, riceveranno inviti a partecipare ad altre manifestazioni “culturali” in Libia. Intanto, una copia del corano per tutte è garantita. Il colonnello avrebbe inoltre suggerito alle ragazze di farsi sposare da uomini libici, in quanto i rapporti tra i due paesi, un tempo nemici, sono ora ottimi: «i rapporti promettenti di diplomazia tra me e il capo di Stato italiano Berlusconi consentono di  mischiare le due etnie, e di procedere verso l’unità. Ma non prima – spiega il colonnello – che voi abbiate letto il Corano, senza preconcetti e con l’apertura mentale necessaria alla conversione».

La giornata di acculturazione islamica è infatti terminata con un grande successo: il colonnello ha suggellato con una piccola cerimonia la conversione di tre ragazze italiane alla religione dei seguaci di Maometto, unica salvazione dell’umanità, e che, secondo il leader libico, «dovrebbe diventare la religione di tutta Europa». Le tre neo mussulmane sono uscite dall’istituto indossando il tipico chador libico completamente nero.

Il commento della Bindi, puntuale e opportuno, prende tuttavia in esame solo un aspetto del problema, ossia il compiaciuto supporto di tutto il governo italiano alla messa in scena. «Berlusconi – ha detto la vicepresidente della Camera – finisce per rendersi complice non solo della sorte dei tanti disperati ricacciati nel deserto libico ma di una nuova umiliante violazione della dignità delle donne italiane. Solo nell’Italietta berlusconiana che si compiace di barzellette e battute misogine  e che ha incoraggiato una nuova forma di mercificazione del corpo della donna – ha sottolineato – è possibile assistere alla celebrazione così imbarazzante e subalterna di un personaggio come Gheddafi».

C’è qualcosa di più sottile, tuttavia, nelle immagini viste, nelle parole sentite, nei modi di fare usati e nell’intera atmosfera dell’evento che disturba. Il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni si è forse avvicinato di più a questo non-so-che, che suscita un indefinibile imbarazzo; a proposito della prospettiva di un Europa islamizzata, Stiffoni ha commentato: «Dopo Boumedienne, allora presidente algerino, che nel 1974 all’Onu disse che sarebbe stato il ventre delle loro donne a dare loro la vittoria nella sopraffazione dell’occidente, ora Gheddafi si contorna di una platea femminile per mandare i suoi messaggi. L’Islam non viene in pace ma per conquistarci».

Il ventre delle “loro” donne. E se piuttosto fosse il ventre delle nostre donne? Cinquecento ragazze, per una cifra irrisoria, hanno fatto ore sotto al sole per comparire quale codazzo giocondo di un leader quanto meno discutibile di un paese in cui i diritti umani, e quelli delle stesse donne, giacciono in una condizione per lo meno ambigua. Sono state usate come bambole di pezza, ma con il proposito di far di loro una testa d’ariete per fare propaganda a un uomo e a una cultura che non ci rappresentano e che, senza falsi correttismi, è lontana anni luce dai nostri parametri. Ma non sono loro le mercenarie: 70 euro non è paga che possa suscitare appetiti tali da mettere a tacere una coscienza, anche vacillante. I mercenari, così come i loro profitti, sono altri: sono coloro che queste ragazze le hanno vendute, e il riferimento non è certo - o non è solo - all’agenzia, ma alle istituzioni che hanno consentito questo spettacolo aberrante.

Ma allora che cos’è che disturba? A disturbare c’è il motivo per cui queste ragazze hanno acconsentito a essere parte di quel grottesco carrozzone. Non vi è dubbio; eccetto per poche, che forse erano antropologicamente incuriosite dall’esperienza, il motivo non può essere che uno e uno soltanto: una incredibile, vuota, cupa ignoranza declinata in tutte le sue possibili conseguenze e manifestazioni, che vanno dalla candida inconsapevolezza al più vile menefreghismo.

Tutti i politici dell’opposizione (e alcuni della maggioranza) hanno criticato chi il governo, chi la mercificazione della donna, chi la compiacenza verso un semi dittatore, ma nessuno ha osato criticare le donne. Non è politically correct ???

Al contrario, non sarebbe politically correct non farlo: vergogna. Con la vostra dabbenaggine avete inferto un duro colpo alla nostra, e vostra, battaglia di dignità e uguaglianza.


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