Il silenzio omertoso della vergogna.Il Comune sannita di San Giorgio del Sannio stia attento...

05.08.2010 13:41

Un attentato ogni 36 ore, una persona nel mirino ogni 280 abitanti, 305 roghi e devastazioni in un anno e mezzo.

Nemmeno di fronte ai numeri del procuratore di Sanremo Roberto Cavallone il questore di Imperia, Luigi Mauriello, ha osato parlare di mafia nel territorio che il governo gli ha affidato : «Singole fattispecie criminose quali la concorrenza sleale, le vendette personali o gli atti di vandalismo».


A Bordighera un assessore ammette di aver dormito con la pistola sotto il cuscino dopo aver ricevuto la visita di due uomini, poi arrestati dall’Antimafia, che gli rimproveravano di essersi opposto in giunta all’apertura di una sala per slot machine, ma il sindaco Giovanni Bosio, centrodestra, si limita a dire: «Mai fatta a me nessuna minaccia, tantomeno so che ne siano state fatte a miei assessori».

A Sanremo brucia il Big Ben, locale simbolo della città dei fiori, ma il sottosegretario Francesco Belsito (Lega Nord) invita a «non alimentare l’allarmismo, perché non aiuta i cittadini e tantomeno le aziende che vivono di turismo».

Ora che i carabinieri hanno chiesto l’avvio della procedura per lo scioglimento del consiglio comunale di Bordighera, le rassicurazioni degli amministratori e dei responsabili della sicurezza suonano non più soltanto ridicole, ma sinistre.

La mafia c’è, è presente e radicata, la procura sta indagando sui legami tra i clan della zona e i politici locali, c’è il sospetto di voti di scambio e di finanziamenti occulti. La criminalità ha nomi e cognomi: sotto inchiesta ci sono i clan dei Pellegrino e dei Valente, Francesco Barilaro e Rocco Di Marte.

Ma c’è un altro filone di indagine, molto più ampio, condotto dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, che va ben oltre i confini di Bordighera e coinvolge un’ottantina di indagati.

A che cosa è servito girare per anni con le fette di prosciutto sugli occhi?

A chi sono serviti i silenzi e le omertà degli imprenditori e degli esercenti puniti dagli incendi dolosi, le sottovalutazioni delle autorità chiamate a garantire la sicurezza, gli attacchi a “certa stampa” che il sindaco di Bordighera, nel frattempo abbandonato dalla Lega, ha lanciato per negare l’innegabile?

È la prima volta che un Comune ligure finisce nella lista dei consigli comunali a rischio di scioglimento per collusioni mafiose. È la seconda che succede in tutto il Nord Italia dopo il caso di Bardonecchia.

E questo è un primato che Bordighera e la Liguria non meritano, una vergogna che soltanto la reazione dei cittadini onesti può cancellare.

Far finta di niente è proprio quello che la mafia si aspetta.

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