Il prossimo disastro nel Mediterraneo e in Italia firmato British Petroleum

01.08.2010 13:27

Uno degli elementi più costanti della modernità è l’ottusità.
Ci se ne può accorgere anche da eventi recenti e recentissimi, come ad esempio il modo con il quale le istituzioni finanziarie e le Banche, se non il sistema in senso lato, stanno ponendo (anzi non stanno ponendo) rimedio alle storture generali che alla crisi stessa hanno portato.
Nulla o quasi è cambiato: le Banche salvate dal fallimento con il denaro (e il futuro) di tutti hanno ricominciato, o non hanno mai smesso, di fare né più né meno ciò che hanno sempre fatto.
La politica tutta ripete come un disco rotto che si deve puntare sulla crescita, malgrado sia stata proprio questa, esponenziale, a ridurci allo stato attuale e malgrado sia necessaria, ad un punto di non ritorno, la decrescita.

Ci se ne può accorgere, e veniamo a cosa praticamente odierna, dal caso della Bp nel Golfo del Messico. Non solo, ovviamente, le politiche di estrazione del petrolio, e dunque il mondo a esse collegato, non cambieranno di un millimetro malgrado il disastro di dimensioni incalcolabili, ma come se niente fosse si pensa di estendere a più non posso tale pratica. Con tutti i rischi connessi.

E stavolta la cosa ci riguarda da vicino, poiché si parla di Libia.
Ovvero Sicilia, distante appena 500 chilometri. Ovvero Italia, casa nostra, il nostro mare e le nostre coste.
Il nostro pesce.

Se il Golfo del Messico è distante, questa volta anche i più disinteressati (e superficiali, e folli) non possono fare a meno di sentire la cosa più vicina.

La British Petroleum ha deciso di iniziare delle esplorazioni al largo del Golfo della Sirte, in Libia. Insomma si parla di nuove trivellazioni nel Mediterraneo.


Queste nuove trivellazioni si dovrebbero effettuare a grandi profondità, ovvero con le modalità più rischiose in caso di incidente. Si parla di 1700 metri, dunque anche più rispetto a quelle del Golfo del Messico.
Con una aggravante: se ciò che è accaduto in Messico avvenisse nel nostro mare - che è un mare chiuso, con un ricambio estremamente lento - e nulla fa pensare che non possa accadere, avverrebbe una sciagura che potrebbe mettere in ginocchio tutta l’Europa.
Basti pensare a quanti chilometri di coste abbiamo in Italia, a quanto l’Italia dipende dal proprio mare, e ci si dovrebbe avvicinare, almeno a grandi spanne, a ipotizzare cosa potrebbe comportare una cosa del genere.

Il nostro governo impedisce la trivellazioni a meno di dieci miglia dalla costa. Una cosa ridicola, come si capisce.
E malgrado questo la nostra Prestigiacomo ha autorizzato la Shell a fare perforazioni in luoghi molto vicini alla Sicilia. La Shell vicinissimo, dunque, e la Bp poco fuori.


Pensare che il Presidente del Consiglio, “grande amico” di Gheddafi, possa intervenire in tal senso è una speranza vana.

Pensare che il mondo cambi, malgrado i disastri sotto gli occhi di tutti, anche.

Forse gli italiani si renderanno conto della cosa (e il che è bene) a fatti avvenuti (e il che è male). Troppo tardi, come al solito.

 

 

 

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