Il "moralizzatore DI PIETRO " tra Bulgaria e strade Italiane...

14.09.2010 22:04


Per la serie "simbolo della questione morale", "l'uomo del rinnovamento contro la commistione politica & affari", oppure, se vi pare, il "meno peggio" (nel senso: uguale agli altri ma con il mantello bianco), nuovo capitolo su Antonio Di Pietro...
Oltre a quello che avevamo scritto (mai smentito! ed anzi ripreso anche da una seria giornalista su Panorama) ora parliamo del rapporto tra Antonio Di Pietro e Tristano Testa.

I due sono soci (50% ciascuno) di una società in Bulgaria, via Graf Ignatiev 17/5 a Varna. L'amministratore è Tristano Testa. La società si chiama "Suko" (la visura camerale estera in formato .pdf).

Ora è già strano che un ex Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, considerato il "simbolo" della "questione morale", della trasparenza eccetera eccetera, apra una società in Bulgaria, anche più curioso per il suo rapporto con il Testa. Perché? Semplice.

Tristano Testa è stato nominato nel marzo 2007 Consigliere di Amministrazione della "Società di Progetto Brebemi spa". I soci di questa società sono la "controparte" del Ministero delle Infrastrutture e non solo. Ci sono i Pizzarotti (di cui avevamo già parlato e che lo stesso Di Pietro conosce bene dai tempi di Tangentopoli!) ma anche le società della galassia di Marcellino Gavio, la Grandi Lavori - Fincosit spa, Autostrade per l'Italia spa, le Autostrade Lombarde spa con alla testa la Banca Intesa - Sanpaolo, tanto per fare qualche esempio. Nello stesso verbale dell'assemblea del 26 marzo 2007 in cui Testa è stato nominato, si afferma, in merito agli affari della società, testualmente che: "Determinante è stato il ruolo del Ministro Di Pietro, che dopo l'iniziale perplessità [ndr prima delle nomine?] si è convinto dell'utilità del progetto Brebemi e della sua importanza per la Lombardi e, con il Presidente di ANAS, dott. Cucci, ha creato un filo diretto con la Regione ed il Governatore Formigoni per l'individuazione di soluzioni per concretizzare i progetti da tempo ritenuti unanimemente vitali per il territorio."

Non è chiaro in "rappresentanza" di quale socio è stato nominato il Testa, ma è chiaro che da quando Testa è entrato nel Cda, le lodi verso Di Pietro compaiono nei verbali dell'assemblea dei soci. Non solo è anche curioso il fatto che il Ministro assuma una decisione la mattina ed al pomeriggio il Cda è già pronto a riunirsi (naturalmente con il Testa collegato in videoconferenza, non si sa se dalla società Suko in Bulgaria o dalla residenza a Praga, ma questo non fa differenza).

La cosa curiosa è che dai verbali - oltre ad apprendere che, naturalmente, vi è un rapporto privilegiato con uno dei proprietari (l'Intesa) delle società socie della "Progetto Brebemi spa" - la Brebemi spa opera in convenzione con il CAL spa (costituito da ANAS e INFRASTRUTTURE LOMBARDE).. Ancora più curioso è che il CAL è stato costituito qualche giorno prima della sottoscrizione con la Brebemi spa della Convenzione Unica. Testuale dal verbale del 15 novembre 2007: "Il Presidente ricorda agli azionisti che nel corso dell'assemblea ordinaria del 26 marzo u.s. era stato annunciato che Brebemi aveva siglato, lo stesso giorno, il nuovo schema di Convenzione Unica con l'ente concedente CAL spa, costituita qualche giorno prima da Infrastrutture Lombarde SpA e ANAS SpA ai sensi dell'art. 1 comma 979 L. 296/06 [ndr ministro era Di Pietro], e subentrata a quest'ultima a tutti gli effetti. La normativa sulle concessioni introdotta con la L. 286/06 (c.d. riforma Di Pietro) individua l'iter amministrativo di approvazione al termine del quale la Convenzione diviene efficace. La Convenzione Brebemi-CAL ha superato positivamente l'approvazione...
Il presidente segnala che durante l'iter di approvazione dai seggi del Senato si sono levate alcune voci - poche, in verità - contrarie alla Convenzione, dettate da elaborazioni considerazioni palesemente errate di alcuni dati sul nuovo costo dell'opera... A tutte le argomentazioni critiche è stata fornita dal Governo, dal Ministro delle Infrastrutture
 [ndr Antonio Di Pietro] e dalla Regione Lombardia - con il supporto costante degli amministratori di Brebemi - una risposta puntuale ed esaustiva, che ha portato - come si è visto - alla definitiva approvazione del testo convenzionale"

Dal verbale del Consiglio di Amministrazione del 11 dicembre 2007, testuale:
"Il presidente informa che relativamente alla Procedura di infrazione avviata con la lettera del Commissario McCreevy nelle scorse settimane, Brebemi ha lavorato a stretto supporto di CAL e del Ministro delle Infrastrutture [ndr Antonio Di Pietro] per predisporre un ampio dossier in risposta alle osservazioni del Commissario, che riprendevano sostanzialmente le osservazioni di una parte della Commissione Lavori Pubblici del Senato alle quali il Governo e la Regione Lombardia avevano dato già ampia risposta...
Il dossier è stato attentamente esaminato dal Ministro nel corso di due incontri: uno a Roma il 30 novembre e uno a Bruxelles il 4 dicembre. Nell'incontro del 4 dicembre tra il Ministro Di Pietro, il Presidente Formigoni e il Commissario McCreevy sono stati affrontati molti temi contenuti nel dossier ed il Ministro Di Pietro, considerato il documento sostanzialmente completo ha deciso di trasmetterlo ufficialmente seduta stante al Commissario McCreevy senza attendere la scadenza del termine del 24 dicembre prossimo..."
 

Dal verbale del Consiglio di Amministrazione del 27 dicembre 2007 spuntano gli "amici parlamentari", testuale:
"Infine il Presidente riferisce di una notizia di grande rilievo per la società. In occasione della presentazione del disegno di legge della nuova finanziaria, la Società aveva lanciato (sola nel panorama italiano) un allarme in merito all'introduzione di limiti alla deducibilità degli interessi passivi che, se applicati a Brebemi, avrebbero comportato un aggravio calcolato in circa 70 milioni di euro al PEF. E' stata pertanto avviata un'intensa attività di sensibilizzazione al problema, con l'aiuto dei Soci e degli amici parlamentari, avanzando alcune proposte correttive che sono state introdotte in emendamenti presentati e recepiti nella legge finanziaria approvata dalla Camera... E' stata così introdotta l'esclusione delle società di progetto dalla nuova normativa che impone limiti alla deducibilità degli interessi passivi." 

Davvero curioso quindi. Il socio di Di Pietro nella società estera - la "Suko" - entra nel Cda della Brebemi e la Brebemi sottoscrive una convenzione "figlia" dei provvedimenti legislativi promossi da Di Pietro, e viene sostenuta e "difesa" dallo stesso Di Pietro, anche in quel Senato vacillante dell'omai defunta legislatura, fa modificare, con gli "amici parlamentari", anche la Legge Finanziaria, ed arriva - in anticipo - a braccetto con il Ministro Di Pietro a Bruxelles.

Niente male d'avvero. Ora aspettiamo, per un altro capitolo sul impropriamente classificato "moralizzatore", che dalla Procura di Roma si arrivi a conclusione dell'indagine su Antonio Di Pietro, a seguito delle denunce di Mario Di Domenico.

Sugli uomini di Di Pietro nell'Anas, tra cui il suo legale di fiducia, rimandiamo a quanto già scritto nel dossier, buona lettura.

PS;

Una nuova domanda dunque, come quelle che avevamo posto a marzo dello scorso anno, si aggiunge, ma il Tonino non risponde, come non risponde quando gli arrestano, su e giù per l'Italia segretari, dirigenti e amministratori pubblici dell'Italia dei "Valori"... niente, non una risposta, nemmeno sul fatto che dopo la caduta in disgrazia (dal punto di vista giudiziario) di Clemente Mastella & family, l'Italia dei "valori" è divenuta la terra promessa degli uderini di mezza Italia, partendo dalla Campania per arrivare alla Calabria! 

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