Il modello culturale della famiglia Mastella ovvero il familismo amorale

11.08.2010 14:34

 

L’inchiesta che riguarda i Mastella prima che una questione giudiziaria è una questione culturale. Nei giorni scorsi su “la Repubblica” Filippo Ceccarelli raccontava “la famiglia” Mastella, il suo fascino, i servizi sui rotocalchi e nelle trasmissioni in tv di basso ed alto ascolto, ma non arrivava al punto, perché saltava il collante, l’ideologia e il verbo dei Mastella: “il familismo amorale” (Edward C. Banfield, Moral Basis of a Backward Society), cioè l’essere privi di morale pubblica, applicando le categorie del bene e del male solo nell’ambito dei rapporti familiari. Essere mancanti di ethos comunitario. E avere come unico orizzonte possibile la famiglia.
Se non si analizzano il linguaggio e i comportamenti dei Mastella non si arriva al punto.
Nella conferenza stampa il parlamentare europeo ha usato una espressione che conteneva una gaffe quando ha detto: "noi abbiamo le mani pulite" (come l'inchiesta che portò al dis-velamento delle tangenti da parte della procura di Milano), o quando usa il cristianesimo da quattro soldi dicendo: “noi aiutiamo la povera gente senza prendere una lira”
(certo che non prende soldi, lui incamera potere, e i votanti diventano dipendenti delle sue migrazioni partitiche).
E poi si arriva alla moglie, sconcertata, sempre martire, sempre distante e combattiva come una Santa. Intoccabile. Ecco, nessuno del Pd (né nazionale né campano) che dica a Bassolino di sfiduciare la signora Lonardo da presidente del consiglio regionale della Campania (non che facesse molto, oltre gli affari propri e le gite in America. Nessuno che dica a Bassolino - che comunque è parte di questo sistema - ma che combini? Dai ritirati,dimettiti, smarmellati, che la tua presenza e quella di tutti gli eletti nel tuo listino è un peso per la prossima campagna elettorale in regione. No, per loro arrivare fino in fondo con un mucchio di disastri sulle spalle è un punto d’onore, o forse sperano che l’assurdo della politica italiana abbia la meglio, chissà. Nessuno che si sia chiesto perché Mastella e il suo clan avessero puntato all'ambiente, ai parchi e alla protezione civile (ne riparleremo quando ci sarà un disastro in Campania) la risposta non è che Mastella era/é uno nuovo Al Gore, lui sposerebbe il nucleare in nome del fuoco religioso per riscaldare la povera gente, direbbe: “energia pulita e a basso costo per i poveri”, e si venderebbe le scorie ai cinesi, abbraccerebbe qualunque cosa pur di farci i soldi o per tenere il potere. Se mettiamo insieme ecologia/ambiente soprattutto gestione (non educazione o progetto) dei fondi europei e del potere contrattuale in questo ambito, e Sanità (impresa che rende di più nel meridione, vedi Puglia e inchiesta precedente sui Mastella) si capisce perché attraverso questo doppio binario si può contare molto. Sempre nella conferenza stampa, lui, ha quasi scherzato sulla storia che riguarda la macchina del figlio e dei casalesi (la maggiore impresa della Campania e una delle maggiori nel meridione, in questo ha ragione Saviano), storia che è marginale, anche se gravissima, ma è compresa nel familismo amorale, e fa parte dell’orizzonte, ma non deve interessarci che vadano in galera o che smettano di fare politica (dovrebbe inquietare sapere che centomila e fischia persone abbiano scritto sulla scheda delle Europee – a prescindere dal partito – Clemente Mastella) fin quando li votano è inutile, deve interessarci che questo sistema culturale, di imposizione culturale, che ha dominato diverse città del Sud arrivando a scalare il potere in diverse regioni, fino ai ministeri, diventando quasi un esempio – scavalcato solo da certi centri di potere collusi enormemente con la camorra o le mafie – venga smascherato e raccontato, e i cittadini non possano dire: non sapevo, non avevo capito. Oppure indicarli come la bella famiglia italiana.
Ecco, altro capitolo, la chiesa, i vescovi o il Papa (che a quanto pare telefonò a Mastella per la difesa dei dico, se un intellettuale come Joseph Ratzinger chiama Mastella e lo riconosce, allo stesso tempo riconosce che la Chiesa è alla frutta) non possono e non devono scegliere una famiglia simile come esempio di quella cattolica, solo perchè funzionale a difese di diritti che nel cuore dell'Europa dovrebbero essere normalità. La famiglia, il clan, il gruppo Mastella sono una questione culturale, prima che politica, da qualunque punto si guardi, si torna a cosa rappresentano, che tipo di società propongono alle persone o sarebbe meglio dire che tipo di società impongono (nel Meridione), sono come un microcosmo batterico/parassitario che è funzionale alla palude Italia, e vanno studiati.

Marco Ciriello scrittore e giornalista napoletano, scrive per Il Mattino e Repubblica delle Donne. Tre i suoi libri: "In corsa" (L'ancora del mediterraneo, 2004), "Qualcuno era venuto a turbare il nostro cuore" (Pequod, 2006), "Tutti i nomi dell'estate" (Effigie, 2009)

 

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