Il Comitato "Cittadini per la Trasparenza" chiede al sindaco di San Giorgio del Sannio di spiegare i costi della differenziata a regime

10.08.2010 20:08

 Benevento, 09-08-2010 09:06

Il Comitato "Cittadini per la Trasparenza" chiede

al sindaco di San Giorgio del Sannio di spiegare

i costi della raccolta dei rifiuti

La tariffa, dopo un primo 40%, è aumentata anche quest'anno di un altro 15%

e dalla raccolta differenziata, oramai a regime, non si ha nessun beneficio

Redazione di Gazzetta di Benevento

 

Sulla vicenda della raccolta differenziata a San Giorgo del Sannio, da affidarsi ai Consorzi Rifiuti,torna, con una nota, Rosanna Carpentieri (foto), del Comitato "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia".

"Il sindaco di Camigliano, in provincia di Caserta, Vincenzo Cenname - scrive - è stato esautorato dei suoi poteri, di fatto ricondotto ad essere un normale cittadino, con tanto di firme del prefetto, ministro dell'interno e presidente della Repubblica.

Il tutto perché, nell'intento di difendere il suo territorio e di attuare la volontà

dell'intera cittadinanza dell'autonomia locale da lui amministrata, ha resistito ad una legge

che lo obbligava a passare il controllo della raccolta dei rifiuti ad un consorzio unico di bacino,

invece di continuare la sua virtuosa gestione dei rifiuti.

E' chiaro che il motivo dello scioglimento dovrebbe essere il mancato rispetto di una legge

che Cenname ha disatteso volontariamente sentendosi in dovere morale, nell’interesse

dei suoi concittadini, di attuare una forma di disobbedienza civile.

Ma così non è stato e noi, esprimiamo la nostra solidarietà alla giovane e votatissima

fascia tricolore.

Per dare un segno tangibile della solidarietà, proclamiamo una settimana di stato di

agitazione e chiediamo al nostro sindaco di San Giorgio del Sannio di renderci nota

pubblicamente la sua posizione assunta o da assumere in merito alla legge n.26 del 2010

e sulla vicenda di Camigliano, altamente emblematica di un'autonomia locale contro l'autoritarismo del potere centrale.

Il che è già tanto per chiedere chiarimenti al nostro Ente, ma se come cittadini di San Giorgio

tiriamo in ballo il nostro attuale sindaco è perchè lui ha avuto il merito (indiscusso)

di aver introdotto, innovativamente, la raccolta differenziata porta a porta, e pertanto,

coerenza vorrebbe che seguisse "virtuosamente" l'esempio del sindaco Cenname di Camigliano. 

Al sindaco di San Giorgio del Sannio non può, infatti, passare inosservata e senza

chiare prese di posizione verso i suoi concittadini una legge dello stato che penalizza

i comuni che si dimostrano autosufficienti e favorisce , imponendolo, un sistema di

gestione che incentiva non solo l'incremento della "monnezza", ma premia i cosiddetti

consorzi provinciali spingendoli, attraverso lauti guadagni e sovvenzioni pubbliche, a mantenere

viva la modalità di raccolta dei rifiuti rigorosamente indifferenziata!

La legge va rispettata da tutti, in particolare da chi rappresenta le istituzioni ma quando è

palesemente anticostituzionale sarà pur ammessa la disobbedienza civile?

Intanto, il Comitato "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia", mentre sottoscrive

l'appello e la battaglia portata avanti dall'Amministrazione comunale di Camigliano

ed esprime solidarietà e sostegno a Vincenzo Cenname e alla sua squadra

di buon governo, invitando a sottoscrivere tutti la petizione al link:(www.petizionionline.it/petizione/obiezione-di-

coscienza-a-camigliano-ce/1295) 

chiede di conoscere pubblicamente, mediante apposita intervista, la posizione del sindaco di San Giorgio del Sannio

sulla legge 26/2010 e sul bilancio complessivo della raccolta differenziata sin qui espletata nel nostro comune.

Perché da cittadini attenti non ci sfugge che il costo dell'imposta rifiuti a San Giorgio

è pari a circa 3,6 euro a metro quadro per le abitazioni e 6,5 euro a metro quadro per le attività commerciali. 

Tale costo è stato incrementato inizialmente (quando la raccolta differenziata è stata introdotta)

del 40%, giustificando l'aumento per la gestione dei relativi costi. 

Quest'anno, rispetto allo scorso, l'incremento è stato di un ulteriore 15%.

La domanda che poniamo al Sindaco è questa:  ma è possibile che differenziare a San Giorgio

costa di più che non farlo?

Che fine fanno i contributi per la differenziazione ed i ricavi di processo?

Di certo è inspiegabile che a San Giorgio del Sannio i costi aumentino significativamente

ogni anno quando ormai la differenziata è a regime e da questo si dovrebbero ricavare soldi,

non rimetterci.

La nostra amministrazione Nardone crediamo che abbia da spiegarci qualcosa su tutto questo,

sulla legge 26/2010 e su altro: la questione della depurazione delle acque, per esempio,

per la quale il Comune è addirittura in sanzione e si sarebbe inventato una formula per

scaricare su cittadini e imprese del paesello l'onere, obbligando tutti a dotarsi di impianto di depurazione (sic!)

invece di averne uno solo a servizio di tutto il Comune".

 

 



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