Il Trattato di Lisbona è contro la Costituzione italiana

28.04.2011 20:11

Nell’agosto del 2008, nella quasi indifferenza generale degli italiani, veniva ratificato il Trattato di Lisbona.

Il Trattato di Lisbona ha l’obiettivo di portarci verso una identità europea intesa come unità di popolo. Perché non ci è stato chiesto se eravamo d’accordo? Forse noi italiani, considerando la atavica sfiducia che abbiamo verso la nostra classe politica, avremmo anche potuto accettare una simile prospettiva e riporre le nostre istanze nei Commissari europei, ben contenti di non doverle più rivolgere ai nostri governi. Considerando che non abbiamo mai preso sul serio la nostra identità nazionale, avremmo sicuramente aderito alla prospettiva di una identità europea senza prendere sul serio nemmeno quella. Ma il punto è un altro: perché non siamo stati consultati? Cosa nascondeva il Trattato di Lisbona? Una eventuale consultazione popolare avrebbe sicuramente messo in luce alcune storture che sono in grave dissonanza con la nostra Costituzione italiana. 
Il Trattato di Lisbona prevede la possibilità per l’Europa di entrare in guerra e si pone in stridente contrasto con l’art.11 della nostra Costituzione: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Il Trattato favorirà il libero mercato rafforzando il valore speculativo della finanza a scapito del valore sociale. Ciò comporterà inevitabilmente un divario sempre più incolmabile tra classi ricche, che diventeranno ricchissime, e classi disagiate, che diventeranno poverissime. Se vogliamo in qualche modo prefigurarci uno scenario già noto possiamo guardare al Brasile. Il “diritto al lavoro” non compare nel Trattato mentre era presente nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Al posto del “diritto al lavoro” è stato inserito il “diritto alla libertà di commercio”. Ciò significa che il libero mercato spazzerà via completamente gli aspetti sociali delle politiche nazionali sul lavoro. Ci avvieremo alla dittatura del capitalismo neoliberista. Anche in questo il Trattato si pone in contrasto con l’art.36 della nostra Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” .
Le sovranità nazionali saranno superate dalle limitazioni imposte dal Trattato e solo L’Unione europea potrà legiferare su un numero piuttosto consistente di questioni, con atti giuridicamente vincolanti per tutti gli stati membri, anche su materie che prima erano riservate alle legislazioni nazionali senza per questo pregiudicare l’armonizzazione della legislazione europea. Senza considerare che i Commissari europei che si occuperanno di legiferare non saranno eletti in libere elezioni democratiche.
Anche per questo il Trattato si pone in contrasto con l’art.1 della Costituzione: “La sovranità appartiene al popolo”
.
Il Trattato di Lisbona è stato votato dal Senato e dalla Camera dei Deputati
all’unanimità.
Perché?

 Carla Corsetti

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