Il silenzio è d'oro: la preziosa arma del malaffare

10.07.2011 16:09

Assessore e sindaco di un paese della provincia arrestati per voto di scambio, poi l’ultimo è stato rimesso in libertà, giusto, ma con ricorso della Dda di Napoli.


Nove arresti per usura, in seguito a un’indagine che ha costretto l’opinione pubblica ad aprire gli occhi sul sempre più stretto legame che unisce famiglie camorristiche del Sannio.

Ma cosa succede dopo gli arresti, dopo gli elicotteri che volano basso sulla città, dopo il rumore di articoli, dichiarazioni e conferenze stampa, dopo che anche i tg nazionali hanno parlato della nostra città? Niente, tutto come prima. Dopo poco più di un mese ritorna il silenzio. Si spendono fiumi di parole e dettagli, poi cala di nuovo il silenzio. Il silenzio è d’oro, scrive Gigi Fiore in un libro che si chiama l’Impero e che racconta la storia dei Casalesi.

Il silenzio è d’oro, appunto, proprio perché porta al raccontare quel fatto come se fosse un evento piovuto dal cielo, un caso isolato di malaffare, sconfitto grazie a quell’operazione dei carabinieri, di quello Stato che “si costerna, si indigna e si impegna”, ma poi trascura le gravi piaghe sociali che permettono l’attecchimento dell’egemonia criminale.
Il silenzio è d’oro perché permette di guardare solo la punta dell’iceberg, quella emersa che ormai vedono tutti, e di ignorare quanto c’è in profondità, permette ai traffici più nascosti e sotterranei di continuare ad agire indisturbati, di espandersi a macchia d’olio.
Si racconta, si trascrive, poi si torna a tacere.
Non si cerca di capire ciò che sta sotto, non si vede che se anche il sindaco del paese è innocente, lo smaltimento dei rifiuti è affidato a una ditta di proprietà di un noto clan della zona, non ci si chiede cosa c’è dietro un’attività commerciale, non si fa caso a certe facce, a certe parole, ai motivi, alle cause.
Si infila la testa sotto la sabbia, finchè non arriva un’altra retata a svegliarci, a farci fare i conti con situazioni ignorate per anni, che hanno trovato un valido alleato in questo silenzio che uccide più di pistole e rifiuti tossici, che atrofizza le menti e le speranze.

Giulia Tesauro 

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