Il moralista e tribuno Di Pietro non convince più nessuno

20.08.2010 16:48

Perchè Di PIetro ha lasciato la magistratura?
Esiste una sentenza (n. 364/96 - 1519/95), alla quale NON sono stati presentati appelli e successiva ad un dibattimento nel corso del quale Di Pietro si rifiutò di rispondere alle domande del Tribunale, che riportano queste considerazioni sui "favori" che  Giancarlo Gorrini (imprenditore inquisito per bancarotta) fece a Di Pietro:

- "sistematico ricorso di Di Pietro ai favori di Gorrini"
- "Aver prestato al magistrato la somma di cento milioni di lire tra la fine del 1989 e l'inizio del 1990... somma corrisposta mediante assegni"

 

- "Nel 1990 Gorrini aveva poi ceduto a Di Pietro (...) un'auto Mercedes 300 CE, provento di furto già indennizzato dalla compagnia assicuratrice Maa, per un importo di circa 20-25 milioni a fronte di un valore commerciale dell'auto di circa 60 milioni. ... l'auto era stata rivenduta dopo 2/3 mesi da Di Pietro il quale aveva trattenuto la somma percepita per la vendita... Non può negarsi un trattamento di favore riservato a Di Pietro nonostante le apodittiche affermazioni contrarie di quest'ultimo" di pietro e la mercedes

 


- "Di Pietro (pagine 153-156) vende sostanzialmente un'auto che non gli appartiene, trattenendo i soldi... i fatti si erano realmente svolti ed alcuni rivestivano caratteri di dubbia correttezza, se visti secondo la prespettiva della condotta che si richiede a un magistrato"
- "interessamento specifico" e "risvolti non certo trasparenti" in riferimento alle azioni di Di pietro in soccorso dell'amico Eleuterio Rea, sommerso da debiti di gioco.
- "La prestazione di attività lavorativa di Cristiano Di Pietro (figlio del magistrato) a favore della Maa assicurazioni (appartenente all'imprenditore inquisito Gorrini)" e "l'assegnazione di alcune cause a Susanna Mazzoleni da parte della Maa, l'erogazione di un prestito a Di Pietro".
- "... timore nutrito dall'inquisito per i possibili esiti dell'inchiesta ministeriale in sè, quanto, anche, per l'appannamento dell'immagine pubblica che la divulgazione di quei fatti avrebbe comportato" episodi che "rischiavano di prospettare agli inquirenti un sistematico ricorso di Di Pietro ai favori di Giancarlo Gorrini, il quale, peraltro, alla data del novembre 1994 risultava già condannato per appropriazione indebita"... "ne viene fuori un quadro negativo dell'immagine di Di Pietro... fatti specifici che oggettivamente potevano presentare connotati di indubbia rilevanza disciplinare"


di pietro

Oltre la vicenda della Mercedes e dei soldi prestati senza interessi, il moralista Di Pietro si è distinto anche per altri fatti che con la sua nota "morale" fanno non poco a cazzotti.

Di Pietro possiede una società immobiliare, la An.to.cri. s.r.l (le iniziali dei nomi dei figli). 
Con questa società Tonino ha comprato 2 grossi appartamenti a prezzo di favore (è un politico...), facendo mutui per un totale di 700.000 €, e li ha successivamente affittati al suo partito ad un prezzo superiore alle rate dei mutui... la differenza se la intascava.
Come far fruttare i soldi del finanziamento pubblico ai partiti! Per fortuna che sono gli altri a fare politica per il loro interesse.

Una volta scoperto dai giornali, Di Pietro ha venduto gli appartamenti... non proprio il comportamento di una persona che ritenga di aver avuto un comportamento limpido; un po' come quando, dopo 4/5 anni dal prestito di 120 milioni di lire, li restituì (senza interessi) in tutta fretta una volta scoperto dai giornali.
Dalla vendita degli appartamenti avrà ricavato un bel po' di soldini, chissà in cosa li investirà stavolta.

Riporto infine un'ormai celebre frase di Veltri: "Dall’Italia dei Valori all’Italia dei valori immobiliari".

il "moralista" di pietro 

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