Il business dell'eolico. Ecco cosa c'è dietro...

18.09.2010 18:57

Nel sud c'è un vero e proprio proliferare di impianti eolici.

Ma c'è davvero una reale esigenza legata alla produzione della cosiddetta energia pulita o ci sono altre motivazioni che spingono le società ad investire nel business dell'eolico?

Cerchiamo di capire meglio come funziona l'intero sistema.

In questa fase di crisi globale della economia, c'è un settore invece, che è il caso di dirlo, fila come il vento ed è il business dell'eolico.

Perchè ?

Le organizzazioni internazionali e quelle governative spingono per le fonti rinnovabili, la cosidetta energia pulita e mettono in bilancio consistenti somme come contributo pubblico, cioè di ciascun cittadino.

Eppure, qualsiasi persona dotata di quoziente intellettivo medio comprende che, ad esempio nel Molise, il proliferare di impianti eolici come funghi, in ogni parte del territorio è sovradimensionato, a dire poco, rispetto al locale fabbisogno di energia.

Come minimo c'è qualcosa di poco chiaro.

Un parco eolico si compone di una parte "visibile" ed una "in-visibile".

Quella visibile è il palo, gigantesco, piazzato nel mezzo una radura o sul crinale della montagna.Quella in-visibile è a monte del palo.

 

Il sistema funziona così. Il business dell'eolico poggia sul fondamento del cosiddetto scouting.

Gli scout, non quelli che siamo abituati a pensare, sono coloro che approssimativamente potremmo definire "i procacciatori di pale", pale eoliche.

Si mettono in automobile e girano il territorio armati di binocolo.Scoperta l'area ora priva di torri eoliche e, dappertutto, sono sempre meno,individuano le Amministrazioni competenti. Prendono accordi con queste Amministrazioni e propongono a ciascuna il ritorno eonomico che deriverebbe in caso di realizzazione di un nuovo parco eolico.

 

Sorvoliamo per eventuali, "altri" accordi,  evidentemente sottobanco, di carattere personale, compito di verifica della Magistratura.

Gli scout, quasi sempre gli stessi, i padroni del business dell'eolico costituiscono piccolissime società, quasi sempre s.r.l. : queste microscopiche società avranno il compito di ottenere dall'Ente pubblico le necessarie autorizzazioni alla installazione dei pali.

La procedura NON è quella complessa della VIA ovvero la Valutazione di Impatto Ambientale, ma quella molto più sbrigativa del cosiddetto documento di screening.

Formalmente è il soggetto pubblico a elaborare il documento di screening: duecento o trecento pagine in cui si spiegano la caratteristica tecnica del processo e dell'impianto, le dovute distanze di rispetto nei confronti di case e monumenti e così via.

 

In realtà però il documento di screening è elaborato da queste stesse minuscole società e così sottoposto al funzionario che si limita a firmarlo ma spesso senza averlo nemmeno letto.

Solo così si spiega la realizzazione di pali a pochi metri da case e monumenti.

E d'altra parte, a ben guardare, i documenti di screening sono quasi sempre gli stessi, in pratica sono fotocopie uguali dappertutto, sicchè anche e soprattutto il rispetto delle distanze da case e monumenti andrebbe  verificato con ricognizioni sul campo che però quasi nessuno fa.

Ottenuta finalmente l'autorizzazione la piccola società ha ormai fatto l'affare.

Il passo successivo infatti è la vendita della piccola azienda che esiste solo sulla carta ai grandi gestori dell'energia e alle multinazionali che acquistano le piccole società a cifre del tutto spropositate : centinaia di migliaia di euro a fronte delle poche migliaia valutate all'atto della costituzione.

 

In tal modo, l'eventuale presenza di fondi neri non appare in alcun bilancio, viene anzi celato.Per sempre.

Il risultato finale di questa operazione è l'enorme pala, magari vicino all'area archeologica, o alla casa di campagna.

 

L'energia ottenuta sarà pure pulita ma certamente PUZZA.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Ed è così che da tempo impegnata nella lotta contro la centrale turbogas La Luminosa, la città di Benevento si scopre al centro di trame insospettabili. Un complicato intreccio di affari e società da cui non è fuori neppure San Giorgio del Sannio(BN)

 

 

altravocedelsannio.webnode.it/news/ed%20%c3%a8%20cos%c3%ac%20che%20da%20tempo%20impegnata%20nella%20lotta%20contro%20 la%20centrale%20turbogas%20la%20luminosa%2c%20la%20citt%c3%a0%20di%20benevento%20si%20scopre%20al%20centro%20di%20trame% 20insospettabili-%20un%20complicato%20intreccio/

 

L'eolico e la falsa prospettiva occupazionale.Lo studio di fattibilità della holding Fortore Energia s.p.a. ha fatto credere in 2000 posti di lavoro, ma ne ha impiegato appena 100

 

 

altravocedelsannio.webnode.it/news/l%27eolico%20e%20la%20falsa%20prospettiva%20occupazionale-lo%20studio%20di%20fattibilit%c3%a0%20della%20holding%20fortore%20energia%20s-p-a-%20ha%20fatto%20credere%20in%202000%20posti%20di%20lavoro%2c%20ma%20ne%20ha%20impiegato %20appena%20100/

 

altravocedelsannio.webnode.it/news/criminalit%c3%a0%20mafiosa%20nel%20business%20delle%20energie%20rinnovabili/

 

altravocedelsannio.webnode.it/news/spira-il-vento-e-splende-il-sole-del-malaffare/

 

altravocedelsannio.webnode.it/news/sole-vento-e-una-forte-puzza-di-monnezza/

 

altravocedelsannio.webnode.it/news/traffici-eolici-il-silenzio-di-confindustria/

 

altravocedelsannio.webnode.it/news/la-speculazione-delleolico-e-palazzinari-dellenergia-perche-il-gioco-delleolico-non-vale-la-candela/

 


 


 

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...