I SINDACATI "DISCONOSCONO" PER LA SECONDA VOLTA LE R.S.A. DEI LAVORATORI TELSEY S.p.A. DI SAN GIORGIO DEL SANNIO (BN)

03.07.2010 22:52

 

  

 

Il Comitato Sangiorgese "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia" rende noto, con invito a  diffondere con la massima urgenza, che martedi  29 giugno 2010 presso la sede di Confindustria a Benevento si è tenuto un incontro tra Confindustria, Telsey S.p.A. di San Giorgio del Sannio e Sindacati.

Ma, alle Rappresentanze Sindacali  dei lavoratori licenziati dalla Telsey in data  11 giugno 2010 e già senza stipendio dal lontano maggio 2010 è stato fatto abnorme divieto di presenziare ed assistere all'incontro "segreto" in quanto i Sindacati avrebbero disconosciuto le r.s.a. già in sede regionale, al tavolo istituzionale del 04 giugno presso gli uffici della Giunta Regionale della Campania, Settore  Politiche del Lavoro, in quanto ree di essersi fatte assistere da consulenti per l'esame congiunto  !
Siamo dinanzi ad un fatto gravissimo senza precedenti storici.
In virtù di quali motivazioni i Sindacati si arrogano il potere di disconoscere le r.s.a .? 
Ed in nome di chi ed in virtù di quale legittimazione o potere rappresentativo agiscono costoro?
Questo è un evidente abuso di potere , di  legittimazione e di rappresentanza !
Come possono i Sindacati disconoscere le r.s.a. dei lavoratori Telsey e tenere riunioni segrete con Telsey s.p.a. e l'associazione datoriale Confindustria Benevento? Caso mai, sono i lavoratori in diritto di disconoscere i sindacati ! 
Cosa c'è dietro questa perversa inversione dei ruoli al di fuori e al di là di ogni elementare norma di legge? 
Riportiamo per dovere di informazione e di cronaca la " sceneggiata o finzione" eclatante del 04 giugno 2010 presso gli uffici della Giunta Regionale.
Al tavolo istituzionale era presente un funzionario della Regione, il rappresentante di Confindustria, l’azienda rappresentata dal proprio legale, le organizzazioni sindacali CGIL e CISL in persona di Vincenzo Argentato della CGIL ed Ugo Lepore della CISL, e due rappresentanti dei lavoratori accompagnati da due esperti delegati dai lavoratori.
La designazione dei due esperti nasceva dall’esigenza di affrontare con la dovuta preparazione la complessità tecnico-giuridica delle questioni in esame e della loro presenza erano stati preventivamente informati i segretari delle oo.ss.
Prima ancora che l'incontro avesse inizio, Confindustria sollevò un'obiezione incentrata sull'inammissibilità al tavolo dei due esperti nominati dai lavoratori.
Tale obiezione risulta alquanto strana visto e considerato che in tutti i tavoli tenutisi in Confindustria a Benevento  c’è sempre stato il legale dell’Azienda e, ad un secondo incontro (che pure doveva essere solo informale e descrittivo), proprio l’Azienda presentò persino un proprio consulente legale esterno, oltre al proprio legale interno. Su questo punto è importante precisare che non vi sono norme di legge che vietino la presenza di persone esterne e che, coerentemente con la normativa, la funzionaria regionale che presiedeva l'incontro nulla obiettò sulla presenza degli esperti prescelti dai lavoratori.
A dir poco sconcertante fu in quella occasione il comportamento dei due segretari provinciali sindacalisti Fiom Cgil e Fim Cisl che seguirono pedissequamente l'abnorme obiezione di Confindustria.
Alla sola constatazione della presenza degli esperti, di cui – ribadiamo – erano stati preventivamente informati, non si sedettero neanche al tavolo ed abbandonaro in fretta l’ufficio regionale : una reazione inattesa, imprevedibile, spropositata, fuori da ogni normalità !
Su richiesta del rappresentante di Confindustria fecero poi  un istantaneo rientro al solo fine di disconoscere platealmente la legittimità del tavolo di contrattazione e delegittimando altresì lo stesso ruolo delle r.s.a., ritenendole da quel momento esautorate .
Tale condotta inscenata dai due sindacalisti , al di là della inadeguatezza tecnico-giuridica delle motivazioni addotte e mai formalizzate con atto di disconoscimento delle r.s.a., solleva forti dubbi sul ruolo che ha una organizzazione sindacale in siffatte procedure. Ci teniamo a rimarcare che la partecipazione al tavolo dei legali nominati dai lavoratori era stato preannunciato, debitamente comunicato con la massima correttezza nel rispetto del ruolo sindacale, avendo i lavoratori sottolineato la necessità di uditori anche tecnici data la complessità tecnico -  giuridica di cui la vicenda aveva iniziato a vestirsi.
Ebbene, la condotta dei due sindacalisti non ha giustificazione nè all'incontro del 04 giugno in Regione, nè alla riunione segreta del 29 giugno 2010 presso Confindustria BN: i sindacati – almeno da quanto ci è dato sapere leggendo tutti i libri di diritto e di storia del movimento operaio in Italia – svolgono il compito di rappresentare i lavoratori, di sostenerli, e non di imporre le proprie decisioni senza tenere in considerazione quelle che sono le volontà di coloro che rappresentano o in palese contraddizione con le determinazioni dei rappresentati !
E' vergognosa la descritta condotta specie se messa in relazione con il comportamento tenuto dal rappresentante di Confindustria, che, poco dopo l’inizio della riunione, ha abbandonato temporaneamente il tavolo per rincorrere i due sindacalisti e, una volta rientrato, ha chiesto di delegittimare quel tavolo, perché non valido per l’assenza dei sindacati (sic!) e quindi chiedendo ed ottenendo di non verbalizzare.
Nel corso della trattativa, però, la stessa Confindustria , con l'avallo proditorio dei Sindacalisti, cadde più volte in contraddizione, cercando di ottenere la firma delle rsa per la cassa integrazione, firma che, stando proprio a quanto dichiarato inizialmente e all'unisono , da Confindustria e Sindacati  sulla illegittimità del tavolo, non avrebbe dovuto avere alcun valore. 
Ma allora: se un tavolo non è legittimo per discutere di una cassa integrazione straordinaria per l’assenza dei sindacati perché lo deve essere per chiedere la firma dei lavoratori che deve essere apposta con quegli stessi sindacalisti? E perché ancora una volta non verbalizzare? Questa è una domanda che lasciamo in attesa di risposta al pari di altre.
Come possono i Sindacati disconoscere le r.s.a. dei lavoratori Telsey e tenere poi riunioni segrete con Telsey e Confindustria ? Non è venuto meno il mandato rappresentativo per cui è giusto che si facciano da parte ? 
Chi ha il diritto di esautorare chi? Quanto è "genuina" la controparte della Telsey ? Oppure siamo di fronte, nei fatti e nei comportamenti, ad un sindacato di comodo in contrasto insanabile con la norma  fondamentale dello Statuto dei Lavoratori , l'articolo 17, secondo cui i "sindacati accomodanti" non sono veri e propri sindacati e sono per giunta vietati? In tutti i casi di licenziamento collettivo la procedura va espletata nei confronti delle r.s.a. e solo in mancanza di queste, nei confronti dei sindacati maggiormente rappresentativi. In questo caso le r.s.a. ci sono e vanno rispettati i loro diritti e le loro prerogative, perciò tutta la procedura deve essere fatta con le r.s.a., tenendo conto che un qualunque errore di procedura comporta la nullità di qualunque atto. Per i licenziamenti collettivi poi il legislstore ha previsto una terza fase dinanzi alla Direzione Provinciale del lavoro, per adeguarsi alla normativa europea, ma anche in questa fase gli interlocutori sono e restano le r.s.a.
Auspichiamo con forza e fiducia che nel silenzio di tutte le istituzioni questa vicenda che altro non è che la cartina al tornasole di una criminalità organizzata allo stato brado con commistioni gelatinose ad ogni livello, venga setacciata in ogni minimo dettaglio dalle Forze dell'Ordine, perseguita ed arginata dalla Magistratura, nostre uniche garanzie contro abusi, soprusi e malaffare.
 
 
URL articolo: http://www.corrieredelsannio.it/2010/07/03/cittadini-per-la-trasparenza-e-la-democrazia-i-sindacati-disconoscono-le-rsa-dei-lavoratori-telsey/
 
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