I resistenti della porta accanto: il maresciallo Vincenzo Lo Zito e Francesco Carbone

15.09.2010 15:06

Spesso si parla di resistenza a questo regime mafio-mediatico e più in generale ad un sistema che, più che ad una società moderna, sarebbe più consono ad una società del feudalesimo medioevale.

Ci si chiede cosa si può fare per opporsi a tutto ciò senza ricorrere alla violenza o peggio alla fuga...

Ecco due esempi di resistenza attiva, non violenta, che fa onore a chi la esercita nonostante le conseguenze a cui questi due veri italiani sono andati incontro pur di servire un'idea di patria, di società e di moralità.

Qui sotto le loro storie, stiamo loro vicino in qualunque modo e, ove possibile, prendiamoli come un esempio da seguire quotidianamente... 

Rosanna Carpentieri

Scandalo alle Poste, tangenti e coperture politiche nell'appalto per il trasporto dei pacchi postali, che nel Veneto è stato affidato ad una società sannita di cui è proprietario il nipote di FERNANDO MASONE, ex capo della Polizia e dei Servizi Segreti

Francesco Carbone è un giovane di 35 anni che tempo fa ha dovuto lasciare la Sicilia per mancanza di lavoro. Si trasferisce a Verona, dove finalmente trova un impiego come responsabile di una ditta appaltante per Poste Italiane. Ma la sua è una vicenda assurda, e finisce addirittura peggio. Francesco ha avuto il coraggio di denunciare, con tantissimi esposti presentati alla Magistratura, un vasto giro di tangenti nell'appalto per il trasporto dei pacchi postali, che nel Veneto è stato affidato ad una Società di cui è proprietario un personaggio eccellente: il nipote di FERNANDO MASONE, originario di Pesco Sannita, ex capo della Polizia e segretario generale del Cesis - Coordinamento dei Servizi Segreti .
Il nipote di Fernando Masone si chiama D'Agostino e la sua impresa è denominata "Impresa Sannita" s.r.l. con sede legale a Torino. Da circa trenta anni tale società ha l'appalto per il trasporto dei pacchi postali a Venezia e dal 2001 a Verona e Padova ; ma non si occupa solo di servizi postali ma anche di compravendita di capannoni industriali ed altro: una marea di appalti pubblici! 
Tutte le denunce di Francesco Carbone sono state rigorosamente formalizzate, ma sinora nessuna inchiesta. Tutto insabbiato !
I dati e le circostanze riferite da Francesco Carbone portano poi ad evidenziare un altro dato inquietante: le paventate coperture politiche di un ex Ministro della Giustizia, il ceppalonico Clemente MASTELLA che, alla luce dei fatti, si sono rivelate fondate. 
Dunque, lavoratore per l'Impresa Sannita s.r.l. di D'Agostino che aveva l'appalto del servizio postale, cioè tutti i trasporti postali della provincia di Verona, Francesco Carbone si è ritrovato protagonista di una storia di illegalità che ha dell'incredibile. Dopo aver assistito a tante violazioni, con lavoratori pagati in nero con in mano tesserini delle Poste Italiane, costretti a lavori non previsti nel contratto ha voluto denunciare le sue scoperte ai rappresentanti sindacali ed ai dirigenti del Triveneto di Poste Italiane. Al posto di ricevere solidarietà ed attenzione è stato minacciato, offeso, interdetto dall'ingresso in qualsiasi ufficio delle Poste Italiane per cui la sua società lavorava, inascoltato dai pm e dai ministri che ha provato ad ascoltare. Se fosse vera, se fosse dimostrabile tramite un equo processo quanto dichiarato in questa lettera da Francesco Carbone, quanto raccontato sarebbe l'incredibile storia di un uomo che per lavorare nella legalità è stato distrutto da un'azienda privata, dall'indifferenza dello Stato e dalla sordità della Magistratura.

La pagina ufficiale di Francesco Carbone è al seguente link:

www.facebook.com/note.php?note_id=124952550886241&id=100001188001617&ref=mf

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