I Comitati contro la scelta di S&L e di Rifondazione di sedersi nel Cda dell'Arin Spa

07.07.2010 17:57



Ieri, martedi 6 luglio 2010, ci é giunta la notizia che nel nuovo Consiglio d'Amministrazione dell'Arin Spa sono stati nominati il segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Peppe De Cristofaro, e Domenico De Falco, membro di Rifondazione Comunista. 
Questi due partiti che hanno aderito a livello nazionale nel comitato sostenitore per il referendum, e che in Campania si sono mobilitati nella raccolta firma, sono in chiaro contrasto con la posisione del Forum nazionale dei movimenti dell'acqua, accettando la nomina di propri esponenti nel CdA di una Società per azione. Arin è una delle più grandi aziende di gestione di risorse idriche del mezzogiorno. Ha una popolazione servita di 1.650.000 abitanti tra la città di Napoli e le province di Avellino, Benevento, Napoli e Caserta.
Dopo un primo periodo di gestione privata anglo-belga nel 1963 siamo diventati azienda municipalizzata (Aman) e dal 1996 azienda speciale del Comune di Napoli (Arin).
Nel 2001 Arin è stata trasformata in società per azioni.
Completano il Cda Peppe Ferrara della segreteria Uil Campania e Maria Grazia Falciatore, ex capo di gabinetto dell'ex presidente della Regione e attuale commissario straordinario dell'Asl Napoli 1 scaduto lo scorso 30 giugno. Presidente del Collegio Sindacale è Giovanni Battaglia. Fa rumore la nomina della Falciatore, fedelissima dell'ex governatore. Nei mesi difficili della gestione economica dell'Asl Napoli 1, con il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti, affidò una consulenza record di 120mila euro al Dipartimento di sociologia dell’Università Federico II di Napoli.

In questi mesi - sostiene il Comitato Campano per l'Acqua Pubblica - ci siamo mobilitati nella raccolta firma per proporre tre quesiti referendari che hanno lo scopo di abrogare le leggi che in Italia costringono gli enti locali ad organizzare gare di appalto per aprire il mercato dell'acqua ai privati. La scelta di tre quesiti per abrogare 3 articoli di 2 leggi diverse vuole permettere di tornare ad una situazione in cui i comuni saranno liberi di scegliere il tipo di gestione che vogliono, e quindi di potere ripubblicizzare l'acqua liberamente . 
Ricordiamo che il secondo quesito, che vuole l'abrogazione dell'articolo 150 della legge 152/2006, esprime nettamente l'opposizione dei movimenti dell'acqua alla gestione del servizio idrico con Società per azioni, esse siano con una partecipazione pubblica o meno. 
Una società per azione, anche se detta Spa è pubblica é sempre una società di diritto privato, società che per definizione tende a fare profitto.


Riteniamo che l'acqua sia un bene comune fondamentale e che la sua gestione debba essere assolutamente pubblica, senza che nessuno possa fare profitto su un bene che consideriamo un diritto e non una merce. Per questo chiediamo  la ripubblicizzazione totale del servizio idrico. 

Aderendo al comitato sostenitore per il referendum, e partecipando alla raccolta firma per i referendum, Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione Comunista si erano quindi schierati solo apparentemente con la linea del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua pubblica. 
Difatti, a Napoli, accettando di sedersi nel Cda di una Società per azione, la loro situazione é più che ambigua.
Questa scelta non é solo incoerente, ma é anche una scelta gravissima perché danneggia la battaglia in corso da anni a Napoli per arrivare alla gestione pubblica. 
Il Comitato acqua Napoli ha sempre rifiutato l'affidamento della gestione del servizio idrico ad aziende Spa, e se questi due partiti avessero rifiutato i posti proposti, questa scelta avrebbe rafforzato la nostra campagna.

Domenico De Falco e Rifondazione Comunista sostengono che il mandato é stato accettato con «l'impegno di operare per la ripubblicizzazione dell’acqua in piena sintonia con lo spirito referendario e con la consapevolezza del ruolo decisivo che questo organo avrà nei prossimi mesi.»
Questa é la scelta del partito, ma non é certo la nostra posizione. 
Questo Consiglio d'amministrazione nominato per 6 o 8 mesi sarà sicuramente uno degli ultimi, se non l'ultimo dell'attuale amministrazione Iervolino. Lavorare dall'interno per arrivare alla ripubblicizzazione totale diventa pressoché impossibile, considerando che le prossime elezioni amministrative sono previste a Napoli per la primavera del 2011.

Ricordiamo che il 30 giugno del 2006, i sindaci di Ato 2 decisero di ritirare la delibera del 23 novembre 2004 che affidava la gestione dell'acqua ai privati. La Iervolino si espresse chiaramente a favore della gestione pubblica in house. In questi mesi, il sindaco Iervolino ha anche firmato per i nostri tre quesiti, esprimendosi in questo modo, in presenza della stampa, a favore della gestione pubblica del servizio idrico.
La nomina di questo nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Arin Spa é quindi in netta opposizione con le dichiarazioni precedentemente fatte. 

Non solo a Napoli, ma in tutt'Italia, é chiara la posizione del Pd e del Pdl; entrambi questi partiti sono contrari alla gestione pubblica. 
Ci saremmo però aspettati da chi si é mobilitato per raccogliere le firme per i nostri referendum un rifiuto di dividersi con Pd e Pdl i seggi del Cda dell'Arin Spa.
Allienandosi alle scelte di Pd e Pdl, Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista sono in contrasto con la linea del Comitato campano per l'acqua pubblica.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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