Grandi affari nel Sannio. IL WIND DELLA P3

13.04.2011 14:54

Sembrava che dopo la bufera giudiziaria, fossero tornati nell'ombra. E invece molti uomini della P3 tornano sulla scena a Benevento, dove danno vita al progetto per una nuova centrale energetica che ha già scatenato la protesta di ambientalisti e cittadini.

E' l'operazione Luminosa, partorita col placet della Regione e del PDL nazionale.

Va' dove ti porta il business. Il messaggio e' stato colto al volo dai piu' spregiudicati imprenditori. E cosi' dalla Sardegna alla Campania alla Puglia all'Emilia Romagna, fioriscono i cantieri per l'energia alternativa. La necessita' di nuove fonti costringe spesso a chiudere un occhio sui passaggi burocratici e sul rispetto delle regole urbanistiche. Per superare gli ostacoli e le contestazioni degli ambientalisti, si promettono mari e monti, posti di lavoro e crescita economica. 
Tutte strategie raffinate, accompagnate da proposte allettanti, che sembrano affiorare anche nell'operazione Luminosa. Il ministero dello Sviluppo Economico, nel dicembre scorso, ha dato il via libera alla costruzione di una Centrale a Turbogas da 385 megawatt a Benevento. Ma la zona interessata si trova proprio alla confluenza di due fiumi, il Calore e il Tammaro, in territorio umido e franoso, vicino alla ferrovia, al centro di un “corridoio ecologico” e, quindi, in un'area non edificabile. L'ok non ha neanche atteso le prescrizioni del ministero dell'Ambiente. 
Il progetto prende corpo circa otto anni fa per iniziativa di due imprenditori napoletani, Marcello Fasolino e Gaetano Cola, in societa' con una cordata, denominata “Luna”, e con la Rwe Power, colosso tedesco dell'energia. Fasolino contatta subito il sindaco dell'epoca, Sandro D'Alessandro, che guida una giunta di centrodestra; parla col presidente degli industriali locali, Costanzo Jannotti Pecci, e sembra che l'iniziativa marci a gonfie vele. Bisogna aspettare, pero', il 2006, per ottenere la convenzione col Consorzio Asi e quindi avere il terreno per costruire la centrale. Viene scelta contrada “Ponte Valentino”, che si trova lungo la strada che da Benevento porta a Pietrelcina. Qui dovrebbe sorgere una rete per il trasporto del gas naturale, collegata all'elettrodotto che viene da Foggia. La mega-centrale e' contestata da tutti, dal Comune, dalla Provincia e dalla Camera di commercio di Benevento, per i rischi d'inquinamento e per la scarsa ricaduta economica sul territorio.
Quando sorgono le prime incertezze e proteste, la Luminosa si ferma, ma nel 2008, dopo il Via (Valutazione Impatto Ambientale) favorevole del ministero dell'Ambiente, potenzia l'assetto societario con l'ingresso della multinazionale svizzero-tedesca Bkw, che acquistera' oltre il 90 per cento del pacchetto azionario, lasciando solo il 6 per cento alla Ingegno Energia di Laura e Lorenzo Fasolino, figli dell'ideatore Marcello, gia' noto a Napoli per aver ricoperto il ruolo di presidente della Meresit spa (partecipata Fime e Banco di Napoli), della Multiservizi (municipalizzata di Castellammare di Stabia) e per aver costruito il Centro Commerciale San Paolo di Fuorigrotta, a Napoli, ma soprattutto per essere legato al Popolo della liberta'. Come, del resto, Gaetano Cola, ex presidente della Camera di Commercio partenopea. 

L'OMBRA DELLA P3
In che modo si muove, invece, la Bkw? Per incrementare i suoi investimenti nel Sannio, il gruppo acquista il 33 per cento della Fortore Wind, partner di spicco della Holding Fortore Energia, il cui core business sono i parchi eolici da costruire e gestire tra la Campania, la Puglia e l'Emilia Romagna, e tra i cui soci annovera l'imprenditore dei polli, Francesco Amadori. Poi, improvvisamente, la societa' svizzera ridimensiona le sue ambizioni e rivende le quote alla Fortore Wind, in cambio di quattro piccoli parchi eolici.
Il fatto e' che in quest'ultimo puzzle societario affiora la longa manus di Flavio Carboni, uno dei piu' celebri protagonisti della P3, arrestato nell'estate scorsa insieme ad Arcangelo Martino ed a Pasquale Lombardi per associazione a delinquere, concussione e corruzione. Nelle telefonate intercettate dai carabinieri, quando il faccendiere sardo parla col suo collaboratore Fabio Porcellini, questi gli ricorda che per i loro affari possono sfruttare «la famosa societa' Fortore, con i soci che vogliamo noi». Si tratta, a quanto pare, di una scatola vuota, utilizzabile all'occorrenza come prestanome, per coprire le vere identita', evidentemente, di soggetti inquisiti o inaffidabili. 
Per l'affare Luminosa si prevede un investimento da 300 milioni di euro, si parla di centinaia di posti di lavoro e di un consistente indotto. L'iniziativa, pero', non trova accoglienza unanime neanche nel mondo industriale. Tra gli sponsor, infatti, c'e' Roberto Salerno, ex presidente della Confindustria sannita, ma non Cosimo Rummo, anch'egli ex numero uno della stessa organizzazione, che ha inviato al ministero dello Sviluppo economico un dettagliato documento critico.
«L'operazione Luminosa e' targata Pdl - osserva Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento - perche' oltre che da Fasolino e Cola, e' caldeggiata anche dal berlusconiano Pellegrino De Santis, ex dirigente dei giovani industriali campani. Basti considerare inoltre che la deputata Nunzia De Girolamo, pur dichiarandosi a parole contraria, non ha compiuto nessun passo concreto, e che il consigliere regionale Luca Colasanto, a capo della commissione ambiente, non si e' mai pronunciato contro, ne' ha espresso un'opinione sulla Fortore Wind, buttando a mare le sue campagne contro l'eolico selvaggio».
Sulla vicenda balzano agli occhi anche le contraddizioni della Regione e dei suoi funzionari, che hanno emesso parere favorevole senza tener conto che il piano energetico regionale non prevede una centrale termoelettrica e senza considerare che il consiglio regionale, nel dicembre 2009, all'unanimita', aveva detto no alla Luminosa. Il cambio d'opinione della giunta guidata da Stefano Caldoro, nel marzo 2010, e' uno schiaffo al Comune e alla Provincia di Benevento, che con i rispettivi assessori all'ambiente, Enrico Castiello e Gianluca Aceto, hanno manifestato una decisa opposizione alla centrale ed anche all'impianto di cogenerazione ipotizzato per ridurre le emissioni in atmosfera ed ottenere cosi piu' facilmente il Via. Voci contro si alzano nello stesso Pdl. Il senatore Cosimo Izzo interroga il ministro dello Sviluppo economico chiedendo di fermare il megaprogetto, di ascoltare le popolazioni locali e di trovare alternative per affrontare il deficit energetico.

VISCIONE DOCET
Il superattivo Fasolino, intanto, amplia i suoi interessi a Benevento, dove apre una sede della Cogefa, un'impresa di costruzioni, di cui e' direttore tecnico proprio De Santis. E costituisce la societa' I Normanni con il notaio Vito Sangiuolo, molto noto in citta', per realizzare un complesso residenziale e commerciale sulla Rotonda delle Scienze, alle spalle dell'Universita' del Sannio, progettato dall'ingegner Carlo Camilleri, consuocero di Clemente Mastella.
«Il nome del notaio Sangiuolo - fa notare Corona - appare nell'inchiesta sulle false polizze assicurative, denominata “Operazione Malta”, come destinatario di un finanziamento illecito di 25 mila euro, provenienti dalle attivita' della maltese Eig di Paolo e Vincenzo Viscione, arrestati di recente per truffa». Nell'indagine, condotta dal sostituto procuratore Vincenzo Piscitelli, e' rimasto coinvolto anche il commercialista beneventano Fabio Solano, a sua volta presidente del collegio sindacale dell'Ivg (Istituto Vendite Giudiziarie), il cui amministratore delegato e' Gianfranco Lombardi, figlio di Pasquale, uno dei capi della P3, ma il cui azionista di maggioranza, con oltre il 90 per cento, e' proprio Vincenzo Viscione. Nella compagine societaria dell'Ivg figurano, inoltre, Mario Girardi e Andrea Ratti; sindaci effettivi sono Massimo Calicchio e Mauro Rossi, mentre i supplenti sono Erminia Cuomo e Vincenzo La Brocca.
Di certo, Pasquale Lombardi era di casa a Benevento. Sia per la sua lunga militanza politica nell'ex Democrazia Cristiana, sia perche' cugino del defunto procuratore della repubblica Giuseppe Faraone. La frequentazione di magistrati risale, quindi, a tempi lontani ed e' continuata fino al maggio scorso, quando ha partecipato all'inaugurazione di Benejus, “Centro Studi e Ricerche per la Legalita' Costituzionale”. L'associazione, capeggiata dall'ingegnere Sergio Napolitano di San Giorgio a Cremano, ha come vicepresidente l'avvocato Paola Porcelli, moglie del sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini. Benejus, che si occupa di formazione e convegni, aderisce al network Coins che comprende, tra l'altro, la Vesuvio Energia ed ha tra gli sponsor la Compagnia delle Opere. 
L'inchiesta sulla P3 ha portato alla luce un sistema di corruzione e di ricatti ad alto livello. Come ha fatto Lombardi, semplice geometra di un piccolo paese, ad acquisire tanto potere? Perche' riusciva a condizionare nomine di procuratori e presidenti di corti d'appello? «Sicuramente - commentano in citta' - hanno contato l'amicizia e i rapporti con i fratelli Giuseppe ed Angelo Gargani». Quando un magistrato non assecondava i suoi piani, Pasqualino si arrabbiava. Come capito' col membro del Csm, Giuseppe Maria Berruti, che non volle favorire la nomina di Alfonso Marra al vertice della corte d'appello di Milano. In un'intercettazione cosi' Lombardi parla del caso, auspicando un intervento dell'amico sottosegretario Giacomo Caliendo: «Quel Berruti, Giacomino, lo deve scannare».
«Il personaggio e' delle mie parti - dichiara alla Stampa il giudice Berruti - non gli ho dato mai udienza. Militava nella sinistra di base. Rimasi di stucco quando lo vidi all'inaugurazione dell'anno giudiziario in cassazione. Solo a parlare di queste persone la dice lunga su quanto sia scesa in basso la repubblica». 
«I rapporti di Lombardi con i politici locali che hanno sostenuto la Luminosa - ipotizza Corona - potrebbero essere oggetto d'indagine da parte della Procura di Benevento, mentre a Napoli altri magistrati seguono le tracce della cosiddetta P4, dedita all'attivita' di dossieraggio a danno di politici ed imprenditori, in combutta con pezzi dei servizi segreti e coi faccendieri della P3, gia' indagati a Roma».

La Voce della Campania, A. Esposito 

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