Gli appalti di Poste Italiane.Pizzo, minacce, prevaricazioni, estorsioni e coperture eccellenti negli appalti alle Poste Italiane di "Impresa Sannita s.r.l." dei D'Agostino.

25.08.2010 23:50

 Nel 2007, in previsione di nuovi appalti nelle Poste Italiane, ci doveva essere una forma di passaggio di danaro dalla Ditta Appaltante, Impresa Sannita s.r.l. dei D'Agostino e Poste Italiane.

E per far sì che questi trasferimenti di danaro avvenissero almeno apparentemente in maniera  "pulita", Poste Italiane ricorre all'escamotage delle sanzioni (rectius, "pizzo") alla compiacente Ditta Appaltante.

Queste sanzioni , per motivi infondati e comunque pretestuosi, opportunistici, si concretizzano in multe alla Ditta Appaltante che "tranquillamente" e senza fiatare paga a Poste Italiane.

Se però lo "sbaglio" era spesso e volentieri riferito agli autisti, l'importo della multa veniva sottratto sulla loro busta paga, con i metodi di una vera e propria estorsione, anzichè ricorrere ai provvedimenti disciplinari .

Lo stesso Sindacato, tra l'altro,  avallava una simile prassi estorsiva, sostenendo che con due o tre procedimenti disciplinari si rischiava di perdere il posto di lavoro, e...pertanto meglio pagare le multe....(sic!)

E difatti, gli autisti pagavano pur di non perdere il posto di lavoro, ma spesso le somme da pagare erano di gran lunga superiori allo stipendio, all'importo della busta paga, ragion per cui molti di loro rassegnavano le dimissioni e  perdevano comunque il posto di lavoro !

I nomi coinvolti: il Direttore del Triveneto - Arcuri - , i servizi segreti che presentatisi come inviati di un fantomatico colonnello, proponevano a Francesco CARBONE, in alternativa alla denuncia, la collaborazione con loro stessi !

Ma CHI c'è dietro tutto questo?

La verità è che il sannita appaltante - così lui stesso millanta - è il nipote dell'ex capo della Polizia e dei Servizi Segreti, Ferdinando Masone e, secondo le minacce del braccio destro dell'Impresa Sannita s.r.l. formulate a Francesco Carbone, sarebbe stata inutile ogni  denuncia in quanto il Ministro pro tempore della Giustizia, CLEMENTE MASTELLA, era pienamente circondato e spalleggiato da tutti gli appaltanti del centro-sud. (sic!)

 

Seguono attentati ai furgoni, scomparse di mezzi di trasporti...tutte messeinscena finalizzate all'applicazione delle "sanzioni" alla Ditta appaltante compiacente, che così pagava le sue tangenti !

Francesco Carbone perde il posto di lavoro, ma a questo punto denuncia tutto e tutti !

Scrive al Presidente della Repubblica, al C.S.M., al Ministro Angiolino Alfano, a Pietro GRASSO Presidente dell'Antimafia, a Fini, ai Sindacati, alla Direzione Nazionale Antimafia ...ma, rimane inascoltato da tutti.

Dopo due anni e mezzo nessuna Procura della Repubblica, forse perchè ci sono anche Procuratori denunciati, ha aperto una inchiesta su quello che sta succedendo o , meglio, su quello che succede "normalmente" all'interno degli appalti di Poste Italiane.

I media asserviti al potere politico di turno e della medesima sostanziale faccia non solo non intervengono ma , addirittura cacciano fuori Francesco Carbone, il quale sta per ora ricevendo ospitalità semplicemente in quelle poche voci, libere ed indipendenti, che ci sono ora in Sicilia (La voce, Telejato).

Adesso spera in Il Fatto Quotidiano per avere una risonanza nazionale, ma nonostante questa sua esposizione mediatica,molto probabilmente  in Italia non succederà niente.

L'appello ed il grido di Carbone è per una qualunque giustizia, è per un processo o contro tutti coloro che lui ha denunciato o contro se stesso! Ma nulla si muove.

Confidiamo nella presa di consapevolezza dell'opinione pubblica che insorga al fianco di questo modello di cittadino coraggioso per chiedere  verità e giustizia su una pagina di malaffare che vede coinvolto il Sannio sino al collo !

 

www.corrieredelsannio.it/2010/08/26/una-societa-sannita-in-veneto-e-implicata-nello-scandalo-alle-poste/

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