Giornalisti, sportello antiquerele: ‘Contro il bavaglio alla stampa’

25.06.2011 10:40

 

L’iniziativa è stata annunciata dal sindacato dei cronisti laziali, Stampa Romana (e da alcune associazioni insieme a un pool di esperti di diritto), per difendere i giornalisti dall’uso ‘intimidatorio’ delle cause per diffamazione e  tutelare, allo stesso tempo, il diritto dei cittadini ad essere informati. E’ il doppio obiettivo dello ‘Sportello antiquerele’, attivo da ieri nella capitale, come ha reso noto l’agenzia Agi.

Sportelli della stessa tipologia, si è inoltre appreso, apriranno nelle prossime settimane apriranno a Milano e a Napoli ma l’ambizione è quella di arrivare a coinvolgere tutte le associazioni regionali dei giornalisti.

“L’iniziativa – ha spiegato Paolo Butturini, segretario di Stampa Romana – affonda le sue radici nel vasto movimento di reazione al tentativo, peraltro non tramontato, del governo di porre il bavaglio all’informazione con tutta una serie di pesanti limitazioni alla cronaca giudiziaria. Da allora in tanti abbiamo continuato a lavorare sui temi della libertà di informazione ed era inevitabile arrivare ad affrontare praticamente un ‘malvezzo’ che si è andato consolidando negli anni: quello di usare lo strumento della querela sul solo versante civile, con richieste di risarcimento danni spropositate che, da un lato aggrediscono il singolo cronista nel suo patrimonio personale e, dall’altro, mettono gli editori nelle condizioni di fare due conti e trovare, spesso in maniera pretestuosa, delle ragioni ‘contabili’ per circoscrivere il diritto di cronaca”.

I più esposti, ha osservato inoltre Butturini, sono ovviamente “i soggetti più deboli, freelance e collaboratori in testa, che non hanno alcun tipo di tutela e che non possono contare sul sostegno dell’editore: lo Sportello è soprattutto per loro”.

La sortita sindacale ‘parla’ ovviamente anche a taluni provvedimenti voluti dalla maggioranza di governo, ma i rappresentanti dei giornalisti hanno inteso sgombrare il campo da fraintendimenti: “La nostra reazione a certi progetti di legge – ha precisato Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa – è sindacale e civile, non politica: noi diciamo ‘no’ a tutti i bavagli, non solo a quello sulle intercettazioni, e non c’è dubbio che l’abuso delle querele per diffamazione rappresenti un limite oggettivo al diritto di cronaca. Abbiamo deciso di muoverci su due versanti, quello sindacale, rappresentato dallo Sportello, e quello politico-istituzionale, con la richiesta di modifica dell’attuale normativa su diffamazione e risarcimento danni: nella precedente legislatura è stato già fatto un lavoro bipartisan, c’è un testo che è un’ottima base di lavoro ma l’attuale governo, che pure non disdegna di occuparsi di questioni di giustizia, non si dimostra altrettanto attento a questo tema”.

Allo Sportello antiquerele collaborano, oltre alla Fnsi, l’Ordine dei giornalisti, l’Unci, Libera informazione, Articolo 21 e Osservatorio Ossigeno.

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