Giornalismo d'avanspettacolo. Forse è onesto parlare di prostituzione quando un popolo rischia una prostituzione di massa, ma se nel contesto si parlasse dei motivi che inducono a tale scelta.

26.04.2011 16:43
L'AVANSPETTACOLO FU UNA SORTA DI SPETTACOLO TEATRALE IN VOGA NEL PERIODO FASCISTA E POCO OLTRE CHE INTRATTENEVA IL PUBBLICO PRIMA DEI FILM. FU CHIAMATO IN QUESTO MODO SIA PER LA BREVITA', SIA PER I POCHI MEZZI A DISPOSIZIONE. MA NEL TEMPO QUESTO TERMINE VENNE USATO PER INDICARE IL TEATRO DI SCARSA QUALITÀ, IN SENSO DISPREGIATIVO, MA 
QUESTO DIEDE LA POSSIBILITA' DI ESIBIRSI AD ATTORI CHE PRESTO FURONO CONOSCIUTI DALLA GRANDE PLATEA.

Oggi sarebbe futile l'avanspettacolo perchè la vita degli italiani è già un paradosso e appena accostiamo la 
rabbia del popolo ad un giornalista questo ne trae benefici e invece di informare, o trovare nuovi modi per dare indicazioni, si concedono in 
ridicole scene.

Annozero sposta i riflettori dalla crisi fiat, dal problema Aquila, dalle frane al nord, dai problemi dei rifiuti (non solo napoletani), dalla crescente disoccupazione, dagli operai in fin di vita e mille altri problemi italici ai problemi sessuali di un malato, dividendo gli italiani, limitando l'accesso
all'informazione.


Ruby diventa notizia di prima pagina, il galletto psiconano il tormentone; il magico Ghedini da una parte e qualche nuovo parlamentare 
dall'altra e Di Pietro che alza il tiro.

Salgono gli ascolti, si sa quando si parla di pelo gli italiani devono sapere, ma improvvisamente la cultura e l'informazione diventano optional.

Mai una puntata per spiegare "il signoraggio", il Trattato di Lisbona, mai una puntata dedicata alla massoneria deviata, solo avanspettacolo. Di certo è onesto parlare di prostituzione quando un popolo rischia una prostituzione di massa, ma se nel contesto si parlasse dei motivi che inducono a tale scelta.

Alla fine, tutti felici perchè Marco Travaglio e Santoro hanno irretito Ghedini, ma noi eravamo in poltrona, e non è un caso compagni, loro parlano, noi siamo seduti.

Giornalisti d'avanspettacolo rasentano i problemi, ma il governo andrà a casa? No, solo quando matureranno la pensione parte dei 
parlamentari !

Ormai nell'editoriale di "lacoste man" si ride, si sorride, strano ma in altri paesi per simili cose si scende in piazza !


NON CREIAMO PALADINI CON IL DOPPIO PETTO CARI COMPAGNI, ARRIGONI ERA QUASI SEMPRE IN PRIMA FILA EVITANDO I RIFLETTORI, QUANDO PARLAVA NON SORRIDEVA DI FRONTE AI PROBLEMI E ALLA FAME DEL MONDO E HA DATO LA VITA 
PER I SUOI IDEALI.

Questi giornalisti d'avanspettacolo non sono di parte, son quasi sempre uguali, saranno anche amici e ricordate che 
mentre loro andranno a cena insieme a fine spettacolo, per noi non sarà cambiato niente, neanche se vince il milan, la juve o 

l'inter....

LA RIVOLUZIONE NON È UNA SCENA D'AVANSPETTACOLO . 

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