Equitalia: le cartelle inviate per posta sono nulle. L’ultima sentenza a Genova

03.07.2012 19:01

 

Le cartelle esattoriale di Equitalia inviate per posta raccomandata sono nulle. Senza, cioè, il passaggio di un messo comunale o di un ufficiale giudiziario, è come se non fossero state recapitate e il contribuente non è tenuto a pagare le notifiche ricevute via posta. E anche nel caso che la consegna vada a buon fine, non può essere un impiegato dell’agente riscossore (Equitalia) ad eseguire il recapito, ma un soggetto terzo, appunto  Ufficiali della riscossione, gli Agenti della Polizia Municipale, i Messi Comunali e gli altri soggetti abilitati dal Concessionario nelle forme previste dalla legge, gli unici autorizzati all’incombenza. La sentenza di un Giudice di Pace di Genova ha dato ragione a un’ex impiegata di Sanpierdarena. Aprendo, anche se non è stata la prima sentenza in assoluto, uno spazio che potrebbe avere un effetto valanga e convincere migliaia di contribuenti a presentare ricorso, confortati dalla legge e dal precedente.

L’ex impiegata, finita in cassa integrazione e non avendo più le risorse necessarie, aveva smesso di pagare le multe. In un anno i verbali accumulati fino alla somma di 8 mila euro: quindi è scattato il sequestro dell’auto. Con l’ausilio dell’avvocato Roberto Bianchi ha presentato ricorso, accolto dal Giudice di Pace. Ricorso presentato con una motivazione piuttosto convincente: la legge non permette più a Equitalia di notificare gli avvisi di pagamento tramite raccomandata.

L’Ente incaricato per la riscossione, prima di procedere con l’iscrizione dell’ipoteca, deve produrre in giudizio sia gli atti a cui si è fatto riferimento, ovvero le cartelle esattoriali, sia le relate di notifica. Queste ultime da sole non sono sufficienti perché dimostrano sì la ricezione dell’atto ma non ne provano il contenuto. Così come il giudice tributario ha dichiarato illegittima l’iscrizione ipotecaria nel caso in cui Equitalia non possa dimostrare di aver recapitato correttamente tutte le cartelle esattoriali per cui procede, allo stesso modo ha annullato anche le conseguenze derivate da un mancato pagamento.

NOSTRO COMMENTO: questa si che è una gran bella notizia per due motivi: 1) perche è contro Equitalia, un ente molto odiato dai cittadini perché vessatorio; 2) perché tutti coloro che si trovano nelle medesime condizioni dell’ex impiegata di San Pier d’Arena possono intentare causa ad Equitalia con ottime probabilità di spuntarla. In effetti, sotto un profilo strettamente giuridico,  le notifiche di Equitalia, avvenute attraverso raccomandata r.r.,  non sono sufficienti da sole a provare il “contenuto” dell’atto anche se dimostrano la ricezione. Può benissimo darsi, infatti, al limite, che dentro la busta ci siano fogli in bianco e materiale di altro genere. Allora? Avanti a tutto gas contro Equitalia. Finalmente i cittadini potranno togliersi qualche “pietruzza” dalle scarpe.

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