Elvira Santaniello parla del monumento al "Guerriero Sannita": E' solo un'allegoria autocelebrativa di questa Giunta

25.09.2010 21:24

Elvira Santaniello parla del monumento
al "Guerriero Sannita":
E' solo un'allegoria autocelebrativa
di questa Giunta
Il testo dell'epigrafe sul basamento è difficilmente condivisibile
Redazione Gazzetta di Benevento 

comunicato n.20498

(www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=20498

 
 
 
Sulla vicenda del monumento
al Guerriero Sannita installato
all'ingresso di S. Giorgio
del Sannio,
posizionamento che tante
polemiche
sta suscitando nella pubblica
opinione, 
interviene anche Elvira
Santaniello,
responsabile della Campania
della Rete delle Rose Rosse.
Ecco quanto scrive.
"La lettura dei molteplici
interventi sulla
stampa relativi alla statua del Guerriero Sannita(dalle parole del sindaco durante
l'inaugurazione, alle successive prese di posizione di una partedella minoranza prima
e del consigliere Di Biase poi, di don Maurizio Sperandeo, parroco della chiesa di San
Giorgio Martire e di Lorenzo Lommano leader della Lega Sannita)
mi impone di rendere noto il mio totale dissenso alla collocazione della statua
e di fare alcune considerazioni di carattere storico, sociale e politico.
La prima considerazione è relativa all'epigrafe posta sul basamento della statua:
"A rammentare la civiltà di un popolo fiero e combattivo eroicamente proteso a costruire
la propria dignità e a lottare per la libertà rievocandone gesta, splendori e tradizioni, 
con l'anelito verso un futuro sempre più rasserenante e armonioso a futura
memoria il Sindaco e l'Amministrazione comunale posero". 
Per sfortuna del sindaco e dell'Amministrazione comunale, le mie competenze storico
–artistico–archeologiche (sono laureata in lettere classiche con indirizzo archeologico
e per anni mi sono
occupata di beni culturali) mi inducono ad affermare che il suddetto testo è difficilmente
condivisibile. 
Infatti, la caratteristica che salta più all'occhio nell'assetto sociale, politico ed economico
dei Sanniti, prima della fierezza e della combattività, è il grande senso della comunità
e della democrazia. 
Nella società sannita non esistevano i grandi ricchi da un lato e i poveri dall'altro,
vi era, al contrario,la cultura della suddivisione dei beni: le ricchezze dei possidenti
venivano ripartite tra tutta la popolazione, e tutto ciò ha indotto gli storici ad indicare
il senso della comunità, al di là degli individualismi dei singoli, come caratteristica
fondamentale della popolazione sannita. 
A ciò si deve aggiungere l'assenza nella società sannita degli schiavi e l'assoluta
libertà dei singoli di parlare apertamente di ogni problematica della comunità
con i propri capi durante le assemblee.
Lo stesso guerriero sannita, soggetto del monumento in questione, deve essere inteso
con caratteristiche diverse da quelle indicate dall'epigrafe, o, meglio, non può
essere totalmente e assolutamente identificato con le caratteristiche espresse
dall'epigrafe.
Mi spiego: i combattimenti che i sanniti erano soliti fare durante feste e i banchetti
oppure durante celebrazioni commemorative di persone importanti per la comunità,
erano in origine solo giochi di combattimento e si concludevano, solitamente,
con la messa a terra dellavversario e la  premiazione con un cinturone, similmente
a come si fa oggi nel pugilato. 
Solo dopo l'incontro - scontro con i Romani il grande senso della comunità e
dell'unità, il grande senso dei valori familiari e religiosi dei sanniti si arricchì
dell’aspetto della forza militarmente intesa e si creò la Lega sannitica, ovvero
una forma di difesa stabile contro le minacce militari esterne.
Con questo intendo dire che l'aspetto della combattività volta a costruire
la propria dignità e l'aspetto dell'eroismo sono caratteristiche sicuramente
non accessorie ma che emergono nell’animo dei sanniti solo nel momento in cui
si verifica la minaccia esterna di Roma alla loro unità di popolo e alla loro
democrazia interna. 
Mi sembra chiaro e palese, quindi, che queste caratteristiche di eroismo e di combattività
possano essere state utilizzate strumentalmente dall’amministrazione comunale
di San Giorgio del Sannio per celebrare la fine della consiliatura e per conservare
nel tempo, con un segno esteriore ma non con un’amministrazione che ha
lasciato il segno, il decennio di governo cittadino.
E questa strumentalizzazione è palese ancora di più se consideriamo che l'inaugurazione
del monumento si è svolta durante quella che viene definita come una manifestazione
storica di San Giorgio, la Festa dello sport, giunta alla decima edizione come dieci
sono gli anni dell'Amministrazione Nardone, alla presenza dei alcuni membri della
Associazione "San Giorgio e i suoi comuni", guarda caso invitati a San Giorgio del Sannio
proprio in quei giorni per celebrare la loro assemblea.
Che il sindaco si riconosca personalmente in questo ardimentoso guerriero
sannita? 
Può darsi, visto anche che, se non ricordo male, a suo dire per radicare l'attaccamento
al territorio e l'amore per il proprio paese, (o la propria persona, nota di chi pubblica)
qualche anno fa aveva anche introdotto un contributo comunale a tutti i genitori
che avrebbero chiamato Giorgio uno dei propri figli e che aveva introdotto
un esempio della cosiddetta finanza creativa consentendo, dietro pagamento
di una somma anche ingente, ai cittadini che lo volessero, di mettere il proprio
nome o quello di un proprio congiunto ad una strada del paese!
Per concludere, mi pare di poter dire, e senza tema di smentita, che il Monumento,
al di là dell'epigrafe e al di là della necessità, ipotizzata dal leader della Lega Sannita,
di migliaia e migliaia di cittadini sanniti di riappropriarsi del proprio territorio tornando
a diventarne i padroni, possa essere definito solo ed esclusivamente come un allegoria
autocelebrativa della consiliatura che ormai sta finendo".  
 
 
Elvira Santaniello  
 
( Troviamo magistrale, deliziosa e profondamente critica questa lezione di storia
impartita al saccente ma ignorante "duo" Lommano-Nardone !
Che gemellaggio siamese !
Brava e complimenti Elvira!
In alto i cuori e RESISTENZA!
 
 
Rosanna Carpentieri)      
  
 
 
 

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