E perchè non santo? Da Craxi a Berlusconi la Chiesa incoraggiante di tirannide e malaffare

14.02.2011 12:02

E perchè non santo? Da Craxi a Berlusconi: fra tirannide e malaffare

 

 

La cultura cattolica ha vinto definitivamente, corrompendo tutto e tutti. L'idea perdonistica tanto cara alla Chiesa, tenuta in vita artificialmente da stantie dottrine salvifiche tra gli odori di incenso e ipocrisia, abbandonate le asfittiche stanze delle sagrestie, si è espansa come nube tossica su tutto il nostro territorio, permeando di sé ormai ogni fibra di uno Stato già moribondo. In questo diffuso clima di buonismo a tanto al chilo tutto è permesso perché tutto è perdonato. Svuotata la legge della sua forza coercitiva, non c'è cittadino con propensione a delinquere che non si senta autorizzato a mettere in essere comportamenti oltraggiosi di ogni convivenza civile, che frustano sempre più l'aspettativa di legalità di quanti ancora credono che non si dia società senza una procedura sanzonatoria che la regolamenti.

La millenaria storia criminale della Chiesa autentica quanto perversa sia la sua concezione del peccato, ridotto com'è a mero fatto di pruderie, da cui si è fatta scaturire una sessuofobia tutta di facciata, dal momento che quasi sempre gli stessi luoghi di culto, come diceva Lutero, sono trasformati spesso in veri e propri lupanari. Nella versione cattolica i comandamenti ebraici acquistano rilievo solo quando sono pensati come codicillo contro la fornicazione. Tant'è che quasi mai la Chiesa lancia i suoi strali contro chi consegue illeciti guadagni. Ma forse si riesce a capire il motivo di tanta benevolenza e umana comprensione nei confronti di simili peccatori: essa stessa infatti ha perseverato in questo peccato con la caparbietà propria dei criminali incalliti. Appunto il suo concetto di perdono è stato degradato a puro perdonismo, che trova nei precetti evangelici del " non giudicare e non sarai giudicato" e del sempre citato "chi è senza peccati scagli la prima pietra" la copertura ideologica ad ogni sorta di comportamento aberrante.

Come meravigliarsi quindi del fatto che, fallita la secolarizzazione della nostra società, la comunità ecclesiale si proclami oggi Chiesa Trionfante? Cioè Chiesa che si arroga il potere di sentirsi il braccio secolare della "Città di Dio", non sottoposta alla comune legge dell'uomo, e subordinando anzi questa a una sua supposta "legge divina", a cui dovremmo informare ogni nostra azione. Ecco perchè oggi la categoria del lecito ha perso ogni nettezza di confine, confluendo e perdendosi in quello che i pifferai del cattolicesimo chiamano disegno divino, progetto imperscrutabile di un essere la cui natura, seppur avvolta nel più fitto dei misteri, si è svelata solo ad alcuni uomini, che se ne sono fatti i veri interpreti. Non c'è dubbio che essi non possano sciogliere, non c'è verità che resti inattingibile alle loro menti infervorate dalla fede. Che cosa non si sono inventati per pervertire il comune senso della realtà? quale inganno dottrinario non hanno escogitato pur di imporre alla gente i loro pre-giudizi? quante e quali persecuzioni non hanno dovuto subire tutti coloro che hanno avuto il coraggio di combatterli sul piano della ragione? Oggi più che mai poi ha senso dire, insieme a Nietzsche, che la Chiesa ci ha messo di fronte alla trasvalutazione di tutti i valori. Si è arrivati da parte sua all'impostura di beatificare e santificare veri e propri criminali, di tessere le lodi di squallidi personaggi della finanza e della politica, di difendere coram populo l'operato di un Marcinkus. In questo pervertimento di tutti i valori ci tocca di assistere alla riabilitazione di personaggi che bene sarebbe che fossero cancellati dalla memoria storica di un popolo.

Viviamo ormai in una temperie maleodorante di cultura cattolica da basso impero, dove il cinismo è assurto a filosofia di vita, in cui impera un darwinismo da bassa macelleria sociale, in cui l' arricchirsi in modo fraudolento è non solo tollerato, ma financo incoraggiato. La confusione dei piani è totale, tanto che si fa fatica a capire ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio. La Chiesa, questa vorace Idra dalle mille teste, continua incurante, nonostante Lutero, nel suo mercimonio delle indulgenze. Ridotto il diritto a morale e questa a vaniloquio teologale, assistiamo impotenti all'isterilimento del principio di legalità, un principio su cui si incardina la convivenza sociale. Nessuna meraviglia quindi che il popolo dei cattolici viva con indifferenza ogni misfatto che alla Chiesa piace di compiere. Aver lasciato alla pretaglia la gestione monopolistica della morale, ha fatto sì che si allentassero i vincoli giuridici, fino al punto che non sono pochi a ritenere che il diritto sia quasi un inutile impaccio.

Se tutto è permesso ai rappresentanti di Dio, perché non dovrebbe essere permesso ai comuni mortali? Allora dov'è la pietra dello scandalo se un bandito, che è stato molto generoso con la Chiesa, viene sepolto in una basilica della città del Vaticano? O se un importante prelato insieme al sindaco Moratti officia una messa per Craxi? Non è stato forse questi a permettere ex-lege che si rimpinguassero, con soldi dello Stato, le mai piene casse del Vaticano. Viene a proposito qui la parabola del figliol prodigo! Si intitolino pure piazze e vie a Craxi, si riabiliti pure davanti al tribunale della storia, chi è stato condannato dal tribunale della legge, tanto non saranno in molti ad indignarsene. Ormai il nostro è un popolo rotto a tutto; che ha fatto il callo ad ogni tipo di nefandezza; che ha abdicato da tempo al suo ruolo di cittadino. Venga pure il don Verzè di turno, sempre invischiato in qualche faccenda torbida, a raccontarci la bella favola del Berlusconi imprenditore buono e generoso, dell'insonne uomo di stato che si affatica e si addolora per il suo popolo; continui pure nel suo indigesto panegirico di un uomo che usa lo Stato come fosse una cosa sua, noi di certo non ci sottrarremo dal farci ammaliare dalle sue carezzevoli parole: abituati a vivere in uno stato di torpore, ci piace di sognare ad occhi aperti, anche se duro sarà il risveglio. 

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