Dove c'è Barilla c'è CENSURA.Boicottiamo Barilla !

31.12.2010 10:49

Produttori di armi tra gli azionisti, e stabilimenti imbottiti di amianto. Il giornalista Lannes denuncia gli scandali della Barilla, ma questa gli fa chiudere il sito.

Se una notizia non si dice non esiste, diceva Sciascia. E se un giornalista non può parlare, beh, nemmeno lui esiste. Gianni Lannes è un panda dell’informazione. Uno che il giornalismo lo sa fare solo se è giornalismo d’inchiesta, senza guardare in faccia a nessuno dei potenti di turno.

Ma la sua ricerca della verità gli è costata caro: prima quando ha perso il lavoro al quotidiano La Stampa, quando con alcune inchieste ha urtato gli interessi di Schifani, poi quando ha cominciato a subire intimidazioni mafiose ed è dovuto finire sotto scorta, infine quando, stanotte, gli hanno oscurato il sito del giornale online di cui è direttore, Italia Terra Nostra.

Questa volta Lannes ha pestato i piedi niente poco di meno che alla multinazionale italiana leader dell’alimentazione, la Barilla. Il giornalista, infatti, ha concluso due inchieste che riguardano quest’azienda: la prima “Ombre belliche sul made in Italy” denuncia la compartecipazione attiva alla holding alimentare della società Unaxis (Oerlikon-Buhrle) della famiglia elvetica Anda, nota internazionalmente agli addetti lavori per vendita di armi e ordigni bellici, dalle forniture al Terzo Reich a quelle ai paesi del Terzo mondo, anche sotto embargo, fino alle munizioni all’uranio impoverito utilizzate in Kosovo.

La seconda inchiesta, “Barilla: amianto a perdere”, documenta la massiccia presenza di amianto nello stabilimento situato a San Nicola di Melfi in provincia di Potenza: 9,58 ettari di copertura dell’impianto industriale che produce merendine biscotti e snack. L’amianto è un materiale killer messo al bando dalla legge italiana nel 1992, per questo l’azienda ha l’obbligo di rimuoverlo, per la sicurezza dei prodotti che finiscono nelle case di milioni di italiani, e per quella del 500 operai che in quello stabilimento lavorano. Nonostante l’holding fatturi milioni di euro e spenda fortune per la pubblicità sui giornali e in tv ad oggi nulla è stato fatto. O meglio qualcosa sì: far tacere Lannes.

Prima la Barilla, attraverso l’avvocato milanese Mariconda, intima di rimuovere le inchieste dal sito Italia Terra Nostra, quindi avanza davanti al Tribunale di Parma un’istanza di sequestro ed oscuramento dello stesso sito, che viene però rigettata dal giudice.

Ma le vie di un colosso così potente sono pressochè infinite, e la Barilla riesce a fare pressione direttamente sul postmaster del sito, riuscendo ad oscurarlo stanotte.

Di Italia Terra Nostra e di tutte le sue inchieste preziose e rare oggi non c’è che una pagina bianca. Lannes ha approntato un blog di emergenza dove è possibile leggere le due inchieste incriminate, e dove chiede la solidarietà dei cittadini e dei lettori, perchè un uomo solo, un uomo senza voce, è un uomo che non esiste, e noi rimaniamo uomini senza verità.

18/11/2010 – Articolo di Antonella Soldo 

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