Dossier sul moralizzatore e company dei "valori". Antonio Di Pietro ha detto che il suo sguardo è puntato sullo stesso obiettivo dell’Udeur.

14.09.2010 21:47

 

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Antonio Di Pietro ha detto che il suo sguardo è puntato sullo stesso obiettivo dell’Udeur. L’Udeur con la Nuova di DC di Rotondi, insieme al UDC, vuole ricreare la DC. Indi per cui dovremmo trarre la somma che Di Pietro vuole costruire di nuovo la DC. Ma noi non siamo abituati a scrivere di interpretazioni, abbiamo un modus operandi coerente: guardare ai fatti. Ed allora guardiamo a questi, la conclusione potrebbe non essere così tanto difforme dall’interpretazione.


Antonio Di Pietro, la “zavorra morale” secondo Mastella, ed il paladino della legalità secondo se stesso. Il cosiddetto ed auto-detto “simbolo della questione morale”, ha difficoltà nel dimostrare coerenza, però, tra il dire ed il fare. La questione Etica per le sue parole è una bandiera irrinunciabile. La questione Etica a guardare i fatti da lui compiuti è un optional a cui rinunciare costantemente. Poteva costruire un grande movimento, credibile, con uomini e donne credibili, capace di dare risposta alla rivolta morale crescente nel Paese, ed invece ha scelto un’altra strada: usare la rivolta morale del paese per costruirsi il suo partito, coi suoi vice-re. Ha cacciato e tradito quanti hanno iniziato quel percorso dando fiducia a lui, l’ex pm di Mani Pulite. Ha scelto di avocare a se, anziché il meglio della società civile, come lo esortava (“per l’ultima volta”) Paolo Flores d’Arcais dopo la frattura con il Governo Amato nel 2000, espressioni di quel “peggio” che la rivolta morale avrebbe voluto spazzare via. Così si è visto abbandonare da quanti credevano nella possibilità di un cambiamento, partendo da Elio Veltri.
Ma abbiamo detto che guardiamo i fatti. Ed allora ecco una dettagliata, purtroppo lunga e pesante, rassegna di fatti.

"Cappuccini" e altri fedeli di Di Pietro PDF Stampa E-mail

Gli irresistibili “cappuccini” di Di Pietro

Di Pietro, vista la pervicacia, ha un debole per i “cappucci”, non quelli del bar e nemmeno quelli dei conventi. Quelli che sembra proprio prediligere sono i frequentatori dei “templi coperti”. Dopo quelli riscoperti dal Polo, e dai DS, volete che lui mancasse di spalancare le porte dell’Italia dei “Valori” ai massoni e piduisti? Giammai! E così dopo Filippo De Jorio nel 2001 (Roma, tessera P2 n° 511) ha portato nel 2006 alla soglia del parlamento (primo dei non eletti in Sardegna) un altro piduista: Giuseppe Alessi detto Pino (Pisa, tessera P2 n° 762). La storia di questi due baldi giovini della loggia di Licio Gelli (la stessa di Berlusconi, come amava ricordare il Di Pietro d’un tempo) la dice lunga:
De Jorio, fedelissimo di Licio Gelli, da sempre vicino agli ambienti militari e dei Servizi, consigliere politico dell'onorevole Andreotti, è stato anche latitante per il golpe Borghese del 1970 (fu assolto poi su richiesta del pm, Claudio Vitalone, altro uomo di fiducia, da sempre, di Giulio Andreotti, come comprovato storicamente). Giuseppe Alessi, noto come “Pino”, è stato comandante del nucleo CC a Pisa. Già eletto in Parlamento con Forza Italia nella XIII legislatura. 

Ma lui li ha voluti con se, e solo una rivolta a Genova nel 2001 lo fece separare dal fedele De Jorio, che ci rimase male, quando Di Pietro, sull’onda dell’opposizione a quella candidatura di tutta Genova e di D’Arcais, “congelo” la candidatura. Gli è andata meglio nel sodalizio con l’Alessi, che se tutto va bene potrebbe entrare in parlamento già in questa legislatura, e soprattutto con l’elezione a Montecitorio di Giuseppe Ossorio, nominato anche Presidente della Commissione Bilancio della Camera, degno incoronamento per i lunghi anni nel Pentapartito nella Napoli di Vito e Cirino Pomicino (negli anni ottanta al Comune) e poi nei Repubblicani con il Centro- Sinistra in Regione nel 2000 e 2005. Giuseppe Ossorio, oltre che paracadutato dal Pentapartito partenopeo è anche notorio massone del Grande Oriente d’Italia.


Qualche altro fedele del Tonino

Stefano Pedica, per Tonino “il mio Chiti”, capo segreteria politica dell’Italia dei “Valori”. Eletto alla Camera nel 2006, nato a Roma ma eletto in Lombardia 1, a coronamento di una pervicace militanza democraticocristiana in piena Tangentopoli (e lungo tempo ancora). Dal 1987 al 1996 segretario e consigliere di Francesco D’Onofrio (ora dell’UDC), amico di Francesco Cossiga (quel Francesco Cossiga!), nel 1994 quando muore la DC , segue D’Onofrio nel CCD. Nel 1998 fonda insieme a Cossiga l’UDR. Nel 1999 fonda il Movimento Cristiano Democratici Europei, con il quale nel 2003 aderisce al Patto Segni, e nel 2004 si candida alle Europee. Nel 2005 si avvicina alla Nuova DC di Rotondi e, quindi, nel 2006 porta il CDE nell’Italia dei “Valori”.

Luigi Li Gotti, nasce a Crotone, anche politicamente. E’ nell’estrema destra calabrese che inizia a militare l’avvocato. Dagli anni sessanta è un fedele camerata nell’MSI e poi continua in AN. E’ solo nel 2003 che abbandona Gianfranco Fini per aderire all’Italia dei “Valori” di Di Pietro, d’altronde se in AN c’era Publio Fiori, anche qui di massoni e P2 ce ne sono e si sente come a casa. Eletto con l’IdV è stato nominato sottosegretario alla Giustizia del dicastero di Clemente Mastella. E la Giustizia era un cavallo di battaglia…(appunto: era!).

Porfidia Americo, già sindaco di Recale ed amante del “canto”, inteso per quello che voleva fare da bambino, riuscendoci anche in un coro sul modello dello “Zecchino d’oro”, come ama ricordare lui stesso. Ma a Recale, piccolo centro del Casertano, dove la Camorra è di casa con uno dei più forti clan, quello dei Casalesi, la sua Giunta è stata sotto attacco costante per una “quisquiglia”. Un conflitto di interessi che da Sindaco non ha mai voluto risolvere (tanto che la casa di riposo non ha ancora visto ad oggi la cessione delle sue quote, visto che dalla Visura Camerale risulta ancora in società). Inoltre l’opposizione dell’Ulivo chiedeva costantemente di poter visionare la documentazione originale allegata a delibere e bilancio, ma ad oggi risulta “non pervenuta”. La campagna elettorale che lo ha portato alla Camera è stata caratterizzata da un episodio “sgradevole”. L’iniziativa nel vicino comune di Santa Maria di Capua Vetere, con Antonio Di Pietro, è stata promossa (con tanto di firma sui manifesti) da Gaetano Vatiero, arrestato per corruzione nell’aprile 2006 (giustizia ad orologeria?!) non per l’attività di Segretario dell’Italia dei “Valori” del Comune, ma per aver commesso il reato quale Dirigente del Comune di Santa Maria Capua Vetere. Naturalmente sia Di Pietro che Porfidia, dopo aver tuonato all’espulsione, affermavano di non sapere chi fosse quell’uomo e di non averlo mai incontrato. L’espulsione, per la cronaca, non c’è stata. E’ stato adottato una sospensione sino a che la magistratura non avrà chiarito, almeno questo è quanto risulta pubblicamente.

Aniello Formisano, eletto al Senato in Umbria, nato a Torre del Greco – NA, avvocato, dipendente della ASL di Napoli. Proviene dalla Margherita. E’ tra i sottoscrittori dell’emendamento alla Finanziaria 2006, il cui primo firmatario è il Sen. Fuda (del Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e già stra-noto agli Uffici distrettuali antimafia). Questo emendamento è il famoso comma “ 1346” che prevedeva la drastica riduzione dei tempi di prescrizione dei reati contabili (tra cui quelli contestati, per esempio, al Fuda e a Berlusconi). Il Procuratore della Corte dei Conti ha tuonato contro il provvedimento adottato del Centro-Sinistra, perché con quel comma la prescrizione scattava non più dal momento della scoperta e contestazione del reato, bensì nel momento della commissione del reato. A quel punto, Di Pietro tuonò allo scandalo di quel “comma”, come se non lo avesse notato prima. Ma non si cancella il “comma”, il Governo lo fa approvare dal Parlamento (e vota anche l’IDV) e poi approva un Decreto per annullarne l’effetto devastante. Logico no?

Giuseppe Caforio, eletto al Senato in Puglia, nato in Puglia, è tecnico ortopedico. Con l’Italia dei “Valori” diviene Vice Presidente della Commissione Sanità-Igiene e, folgorando il Parlamento in pochi mesi, diventa anche Vice Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, oltre che componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui Rifiuti.

Fabio Giambrone, eletto al Senato in Sicilia, è l’uomo ex Margherita che è considerato un ponte non solo con il “giuda” Sergio De Gregorio (poi perché “giuda” non si è capito, visto che il passato di De Gregorio era ben chiaro: prima craxiano poi berlusconiano, vicino alla destra; aveva già i manifesti pronti per candidarsi con FI quando Di Pietro gli ha proposto una candidatura sicura e questi ha colto l’occasione, tra l’altro se uno è abituato a tirare in barca a destra e a manca non può stupirsi se poi chi sale sceglie altre rotte!), ma soprattutto con gli uomini dell’UDC siciliana (quella di Totò Vasa Vasa) e di FI siciliana (quella di La Loggia e Dell’Utri), con cui sta tessendo, pubblicamente, rapporti per portare un allargamento del fronte a sostegno di Leoluca Orlando, in corsa per tornare alla poltrona di Sindaco di Palermo. Che sia per questo suo ruolo di “ponte” che è stato nominato nella “Giunta delle Immunità Parlamentari”? (per interderci la stessa che avrebbe dovuto accompagnare alla porta di Montecitorio Cesare Previti, ma ha perso la strada!)

Egidio Enrico Pedrini. Eletto alla Camera in Piemonte, ex democristiano di lungo corso, già candidato e uomo ligure di Sergio D’Antoni. E’ membro della Commissione Trasporti di Montecitorio. In effetti ama il Trasporto, per lui è una vera passione. Nato a Massa in Toscana e trasferitosi in Liguria, è proprietario, insieme alla figlia, di alcune quote della Società che gestisce l’Aeroporto di Pantelleria. Naturalmente questo non è l’unico interesse di Pedrini, visto che proprio a Roma è Presidente del Consiglio di Amministrazione di società di un’altra passione di Di Pietro, l’Informatica. La Sira srl di Liguori Marco e Sofina srl (socio di maggioranza e amministratore unico Liguori Marco), che fa parte del Consorzio Sky Data Management, in sigla Consorzio SDM.

Aurelio Salvatore Misiti. Eletto alla Camera in Calabria, sua terra d‘origine, è componente della Commissione d’Inchiesta sui Rifiuti. Da anni il suo impegno è al centro di pesantissime contestazioni e critiche da parte degli ambientalisti. E’ considerato il “cementificatore”. Inizia l’attività di “rappresentanza” con il Pci negli anni sessanta (sindaco di Melicucco), diviene anche segretario nazionale della CGIL Scuole. Lo si ritroverà poi in Giunta al Comune di Roma con il Sindaco Carraio (PSI). Con il primo governo Berlusconi nel 1994 raggiunge finalmente l’elezione a Roma. In Calabria è assessore regionale con il centro-destra e con il centro-sinistra, a prescindere. Significativo è l’operato svolto da Assessore ai Lavori Pubblici in Calabria, nella Giunta Chiaravallotti del Centro Destra, su cui le indagini della magistratura ancora si susseguono. Ma Silvio Berlusconi lo chiama e nomina Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, considerata la sua grande convizione-passione: il Ponte sullo Stretto s’a da fare! Sua la grande difesa della grande opera amata da Cosa Nostra ed ‘Ndrangheta anche a Report di Rai 3, dove ha anche annunciato che: “Intorno al 2010 dovrebbe esserci l’inaugurazione”. Sua la “constatazione” che la Calabria non corre alcun rischio idrogeologico, peccato che natura ed ambiente non si sono adeguate ed i disastri siano arrivati puntuali. Le protezioni e l’appoggio di lobby potentissime in Calabria per lui è scontata.

Giorgio Calò. E’ sottosegretario alle Comunicazioni del Governo Prodi. Di lui si può dire che è l’ombra di Di Pietro. Già assessore provinciale a Milano e già Europarlamentare. Ha sempre ostentato l’odio ed il bisogno di rompere il monopolio imprenditoriale di Berlusconi, mina vagante permanente dell’economia italiana. Tra le contestazioni sempre mosse da Calò, proprietario della Directa, nota e quotata agenzia nazionale di sondaggi, a Berlusconi quella di essere “il più grande inquinatore del mercato dei sondaggi d'opinione”. Indi per cui ha deciso, per combatterlo meglio, di vendergli la sua Directa! Oggi, sappiamo, che il ministero delle Comunicazioni ha assunto la proposta Frattini (Berlusconiano doc) come faro, “punto di riferimento”, per affrontare il Conflitto di Interessi di Berlusconi.

Queste sono notizie, tranquillamente reperibili in rete. Non siamo andati a vedere altro, non siamo andati a vedere chi sono i singoli candidati alle ultime elezioni politiche, l’unico citato infatti è l’ex piduista in Sardegna, semplicemente perché ha rivelare il suo passato è stato uno dei MeetUp di Beppe Grillo. Ma come abbiamo detto non andiamo a vedere le questioni particolari, ma puramente quelle Etiche e Morali del partito che vuole essere quello dell’Etica e della Questione Morale, della nuova politica. Ed allora ci si rende conto che la vecchia politica della lottizzazione, della spartizione, di “un ceto politico arroccato come in un feudo che chiede e pretende nomine di governo ed ancor più nei Consigli di Amministrazione, perché portano gettoni di presenza e permettono di gestire meglio le proprie clientele”(come denunciato ‘testualmente’ anche dalla trasmissione W l’Italia di Rai 3 il 18.03.2007) non è finita. Questo è lo stesso pane della politica effettivamente attuata da Antonio Di Pietro, con la sua “nuova” Italia dei “Valori”.
Di Pietro alla trasmissione “Pane e Politica” ha affermato, e qui la ‘confessione’ è inequivocabile, che “l’Italia dei Valori ha solo un ministro e due sottosegretari nonostante sia il Terzo partito dell’Unione”. A parte il coraggio (e ce ne vuole!) per giustificare la composizione (e le spese conseguenti!) del più pesante Governo della storia Repubblicana (102 tra ministri e sottosegretari), ha superato se stesso, visto che il “Terzo partito dell’Unione”, l’Italia dei Valori, ha meno del 2,3% (nel 2001, quando ancora aveva un po’ di credibilità, aveva il 3.9%).
Ma Antonio Di Pietro ha un aspetto positivo: fa le stesse cose degli altri e lo noti subito (forse perché da lui non ti saresti mai aspettato certi decadimenti etico-morali!).
Ad esempio le nomine nei Consigli di Amministrazione che tutti vogliono perché portano gettoni di presenza e alimentano le clientele, nella classica logica pre-Tangentopoli, sono per lui elemento essenziale, ma d’altronde l’ha detto “Siamo il terzo partito dell’Unione”. E quindi non ci si può stupire se per lui gli eletti sono sia quelli nelle istituzioni (ed abbiamo visto la “crema” che ha portato in Parlamento, alla faccia del Parlamento Pulito!) ma sono anche quelli che ha fatto nominare per gestire gli affari nei Consigli di Amministrazione dal nord al sud Italia. Sì, per lui sono la stessa cosa, tanto da averli inseriti (non proprio tutti e poi vediamo chi si è dimenticato, sic!) nelle pagine degli eletti dell’Italia dei “Valori”, sul sito ufficiale del partito che ha, ricordiamo, come unico socio titolato a decidere, lui, Antonio Di Pietro. Vediamo.

Gli "eletti" per gli affari nei CDA

Mario Bonomo. Indicato come “eletto” nel CDA dell’Aeroporto di Catania. Un siciliano con un “coraggio” imprenditoriale unico. Tra Siracusa e Ragusa non ha fatto altro in questi anni che aprire e chiudere e riaprire diverse società di gestione del Bingo. Quanti uomini hanno avuto il coraggio di “sfidare” Cosa Nostra su uno dei terreni che questa ha sempre controllato (il gioco!) e soprattutto chi ha mai avuto il coraggio di farlo in territori poveri e controllati da Cosa Nostra? C’è un solo nome, quello di Mario Bonomo (unitamente ai suoi soci che si ritrovano nella stessa sfida!).

Giuseppe Caliaro. Indicato come “eletto” all’IPAB di Vicenza quale Vice Presidente. Qualcuno potrà domandare cosa sia l’Ipab, ed allora ecco che è: Istituto Pubblico Assistenza Beneficenza. Gestiscono un patrimonio immane di beni mobili e immobili, ma anche i fondi per gli orfani della seconda guerra mondiale (non più erogabili, ma loro li tengono bene!), oltre che le donazioni spontanee. A Vicenza si dice che la presidenza dell’IPAB sia l’anticamera per un posto a Roma, visto che è “tradizione”, perché non entrarci?.

Ivan Rota. Indicato come “eletto” nel CDA Infrastrutture spa, di Bergamo. Ivan Rota già candidato in diverse tornate elettorali dalla Lista Di Pietro dopo una militanza nella Democrazia Cristiana, un po’ come tanti in questa lunga lista.

Domenico Cangelli. Indicato come “eletto” nel CDA Mercati Spa di Bergamo.

Giampiero Costantini. Indicato come “eletto” al Museo Naturale Civico di Bergamo quale Presidente.

Dario Domeneghini
. Indicato come “eletto” nel CDA della SO.LI.COR, Bergamo.

Sergio Piffari. Indicato come “eletto” come Presidente del GAL, Bergamo.

Vincenzo Signorino. Indicato come “eletto” nel CDA Consorzio Formazione Professionale Provincia di Milano.

Tiziana Tosi. Indicata come “eletto” nel CDA Consorzio Formazione Professionale Provincia di Milano.

Paolo Pagi. Indicato come “eletto” nella Commissione Elettorale della Provincia di Milano.

Giuseppe Calanni. 
Indicato come “eletto” nel CDA Aziende Farmacie di Cinisello Balsamo.

Riccardo Martucci. Indicato come “eletto” nel CDA Milano Mare.

Giuliano De Palma. Indicato come “eletto” Revisore dei Conti della Milano Ristorazione.

Mariano Giordano. Indicato come “eletto” Revisore dei Conti della Farmacie Milano.

Maria Luisa Ricco Paxi. Indicata come “eletto” Revisore dei Conti della AMSA, Milano

Marco Tosi. Indicato come “eletto” nel CDA Sintes spa collegata ASM, Brescia.

Piergiorgio Gazich
. Indicato come “eletto” nel CDA San Filippo Spa, Brescia.

Giuseppe Gardoni. Indicato come “eletto” Revisore dei Conti Aprica spa, Brescia.

Giuseppe Capitani
. Indicata come “eletto” Presidente Biblioteca Valle Camonica, Brescia.

Claudio Ferrante. Indicato come “eletto” nel CDA Municipalizzata GAS, Lodi.

Giuseppe Mastrogiorgio. Indicato come “eletto” nella Commissione Elettorale Provinciale, Lecco.

Renato Valsecchi. Indicato come “eletto” nel CDA Polo Logistico SPA, Lecco.

Lorenzo Mazzera. Indicato come “eletto” nel CDA Fondazione Cremona. (A Cremona di eletti dal popolo nemmeno uno! – sic)

Mario Frattarelli. Indicato come “eletto” Presidente Ente Regionale Abruzzo.

Bruno Di Bartolo. Indicato come “eletto” Revisore dei Conti dell’Ente Regionale Abruzzo.
(in Abruzzo, uno fa l’altro controlla! - sic)

Giovanni De Gasperis. Indicato come “eletto” nel CDA Parco Scientifico e Tecnologico dell’Abruzzo.

Rinado Mariani. Indicato come “eletto” Presidente Ente Provincia L’Aquila.

Bruno Chelli. Indicato come “eletto” Presidente del Consorzio Industriale de L’Aquila.

Antonio Giordano. Indicato come “eletto” nel CDA Acqua Spa, Matera.

Carmelo Pierro. Indicato come “eletto” nel CDA Agropis, Matera.

Anna Maria Coletti. Indicata come “eletto” nel CDA ? (non si sa!?), Potenza.

Luigi Passariello. Indicato come “eletto” nel CDA ACSH, Caserta.

Cosimo Boemio. Indicato come “eletto” nel CDA Arzano Multiservizi, Napoli.

Nicola De Vizio. Indicato come “eletto” nel CDA Agenzia Provinciale Energia di Benevento.

Maura Frazzi. Indicata come “eletto” nel CDA Casa di Riposo di Cotignola, Ravenna.

Domenico Capuozzo. Indicato come “eletto” nel CDA Istituzione Castelfranco, Modena.

Giampiero Ferrara. Indicato come “eletto” nel CDA Agenzia dei Trasporti, Modena.

Renato Rondinella. Indicato come “eletto” nel CDA Istituti Educativi, Bologna.

Antonino Calabrese. Indicato come “eletto” nel CDA Università degli Studi, Parma

Liana Barbati. Indicata come “eletto” nel CDA Istituzione Rete, Reggio Emilia.

Antonio Maggiore. Indicato come “eletto” nel CDA Ente Fiera, Reggio Emilia.

Giuliano Egidi. Indicato come “eletto” nel CDA Agenzia Regionale del Lazio.

Gino Canale. Indicato come “eletto” Presidente Consorzio Turistico, Frosinone.

Raffaele Petrarulo. Indicato come “eletto” Vice Presidente del CDA Ente Diritto allo Studio, Torino.

Antonio Mainardi. Indicato come “eletto” Revisore dei Conti ASL 8, Torino.

Mario Moiso. Indicato come “eletto” Revisore dei Conti CTO, Torino.

Giuseppina Marcella Rago. Indicata come “eletto” nel CDA ASM, Torino.

Nadia Pastorino. Indicata come “eletto” nel CDA Energia e Territorio, Alessandria.

Nadia Pastorino. Indicata come “eletto” Consigliere Ente Parco, Alessandria.

Alessandro Scarrone. Indicato come “eletto” Consigliere Ente Manifestazioni, Alessandria.

Giuseppe Impallomeni. Indicato come “eletto” Presidente della Siracusa Risorse.

Claudio La Pegna. Indicato come “eletto” nel CDA Amiu, Ragusa.

Patrizia Zavataro. Indicata come “eletto” Presidente SILFI, Firenze.

Nevio Tonelli. Indicato come “eletto” nel CDA Provincia Livorno Sviluppo.

Luca Bogi. Indicato come “eletto” nel CDA EALP, Livorno.

Vladimiro Benedetti. Indicato come “eletto” nel CDA SPIL, Livorno.

Cristiano Tondelli. Indicato come “eletto” nel CDA A.AMPS, Livorno.

Aurelio Donzella. Indicato come “eletto” nel CDA Consorzio Bonifica Ombrone Pistoiese e Bisenzio. (ma anche Consigliere Comunale, così che il controllore ed il controllato lavorino insieme…si semplifica, sic!)

Giorgio Cappellini. Indicato come “eletto” nel CDA Pratofarma.

non risultano, ad esempio, nella lista on line (come mai?):

Sergio Nicola Aldo Scicchitano, legale di fiducia di Antonio Di Pietro e del Ministro Antonio Di Pietro, già candidato dell’IdV nel 2001 (ma poi ne parliamo dopo) nominato nel CDA ANAS spa.

Enrico Della Gatta
, gia responsabile nazionale dipartimento Infrastrutture e Trasporti dell’IdV ma anche già nominato, durante il Ministero di Lunardi (Governo Berlusconi) nel Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dal 2002 al 2004, nominato nel CDA ANAS spa.

Niente male dunque, per chi rifiutava le lottizzazioni ed il marcato delle nomine per gettoni e comitati d’affari, indispensabile strumento per sorreggere e consolidare le clientele e quindi il peso elettorale, in una spirale in cui competenze ed autonomia delle società partecipate o speciali continuano a cadere, inesorabili, per il prezzo della politica. Così passiamo dagli Enti Regionali, ai Consorzi che gestiscono i fondi regionali, nazionali o europei, per arrivare alle municipali e aziende speciali locali come quelle che operano nel caos e nello scandalo dei rifiuti in Campania. (Per ragioni di spazio, abbiamo omesso, la lista degli “eletti” nelle Comunità Montane).


La passione degli affari è coinvolgente

Se Di Pietro ha una passione per collocare nei Consiglio di Amministrazione, luoghi di gestione finanziaria, d’affari e assunzioni, non è certo l’unico ad amarli nell’Italia dei Valori. Abbiamo già visto il parlamentare Pedrini. Ma tra gli eletti dell’Italia dei “Valori” nelle istituzioni ve ne sono altri. Non abbiamo approfondito troppo. Abbiamo guardato solo gli Eletti di una Regione dove non vi erano nomine nei CDA, la Liguria. Ed abbiamo scoperto che erano già impegnati tra il Molise di Di Pietro e Roma.

Carmen Patrizia Muratore. Nata a Trapani, cancelliere al Tribunale di Chiavari in aspettativa, già candidata nel 2001 e già assessore a Chiavari nel 2002 è poi stata eletta in Consiglio Regionale della Liguria (quella del vice re Claudio Burlando!), dove è stata nominata segretaria del Consiglio.
E’ Amministratore Delegato (con tutti i poteri di gestione) della GEST.COM (aperta nel 2005 a Isernia, nel Molise di Di Pietro e poi trasferita a Roma nel 2006). La società è stata fondata con Atto Notarile in Genova e di qui sono stati seguiti tutti i passaggi. La Gest.Com è di proprietà della Pimarfin SrlBisag srl e conta la propria partecipazione nellaAlfa.com srl. Presidente del CdA è Marti Vito Paolo, nato a Barletta e residente a Roma. Consiglieri: Repetto Claudio, nato e residente in Alessandria; Arata Franco (altro dirigente dell’IdV) nato a La Spezia e residente a Chiavari con un passato nella Finanza. Nel Collegio Sindacale: Tassi Giorgio, presidente, è nato e residente a Sondrio; Calissano Federico, sindaco effettivo, è nato e residente a Genova; Mercaldo Luca, sindaco effettivo, nato e residente a Milano; Galardi Giovanna, sindaco supplente, nata e residente a Genova; Scarmiglia Antonio, sindaco supplente, è nato e residente a Taranto. La Società ha come oggetto sociale la gestione, l’accertamento e la riscossione dei tributi per conto di enti pubblici sia in Italia che all’estero nonché la gestione, liquidazione, accertamento e riscossione di tutte le entrate tributarie comunali, provinciali e regionali; tutte le entrate e/o attività dei Consorzi, società o aziende consortili; tutte le entrate patrimoniali comunali, provinciali e regionali, nonché di aziende consortili, compresa la gestione dei parcheggi auto; tutti i diritti, canoni, tariffe, sanzioni amministrative di competenza degli enti sopraccitati; tutte le entrate derivanti dalla gestione della rete gas e della rete idrica; la postalizzazione delle sanzioni amministrative comprese quelle relative alla violazione del codice della strada. Inoltre la Gest.com può effettuare autonomamente e/o disgiuntamente dal rapporto di concessione, per conto degli enti pubblici e per conto terzi, i censimenti tributari e patrimoniali, le rilevazioni tributarie e patrimoniali, l’aggiornamento ed il controllo dei ruoli inerenti imposte, tasse, tributi, diritti, canoni patrimoniali, canoni ricognitori, canoni non ricognitori, tariffe e quant’altro può formare oggetto di entrata a favore degli enti stessi. Ma non è finita qui: la Gest.com può compiere qualsiasi operazione commerciale, industriale, immobiliare, mobiliare e finanziaria atta al raggiungimento dello scopo sociale, compresa la facoltà di rilasciare avalli, fideiussioni, ipoteche ed in genere garanzie reali e personali.

Ma Carmen Patrizia Muratore è anche Amministratore Delegato della GEST.NET srl (aperta nel 2006 a Isernia, nel Molise di Di Pietro e poi trasferita a Roma nel 2006). La società è stata fondata con Atto Notarile in Genova e di qui sono stati seguiti tutti i passaggi. La Gest.Net è di proprietà della Giura srlPimarfin srl e conta la propria partecipazione nella Omega.net srl. Presidente del CdA è Marzo G., nato e residente in Lecce. Consiglieri: Marti Vito Paolo, nato a Barletta e residente a Roma; Pisani Giovanni Graziano, nato a Catanzaro e residente a Genova. Nel Collegio Sindacale: Bovi Giorgio, presidente, è nato a Lecce e residente a Roma; Tassi Giorgio, sindaco effettivo, è nato e residente a Sondrio; De Matteis Giovanni, sindaco effettivo, nato e residente a Lecce; Campita Ermanno, sindaco supplente, nata e residente a Roma; Scarmiglia Antonio, sindaco supplente, è nato e residente a Taranto. La Societàha come oggetto sociale l’identico della Gest.com: la gestione, l’accertamento e la riscossione dei tributi per conto di enti pubblici sia in Italia che all’estero nonché la gestione, liquidazione, accertamento e riscossione di tutte le entrate tributarie comunali, provinciali e regionali; tutte le entrate e/o attività dei Consorzi, società o aziende consortili; tutte le entrate patrimoniali comunali, provinciali e regionali, nonché di aziende consortili, compresa la gestione dei parcheggi auto; tutti i diritti, canoni, tariffe, sanzioni amministrative di competenza degli enti sopraccitati; tutte le entrate derivanti dalla gestione della rete gas e della rete idrica; la postalizzazione delle sanzioni amministrative comprese quelle relative alla violazione del codice della strada. Inoltre la Gest.com può effettuare autonomamente e/o disgiuntamente dal rapporto di concessione, per conto degli enti pubblici e per conto terzi, i censimenti tributari e patrimoniali, le rilevazioni tributarie e patrimoniali, l’aggiornamento ed il controllo dei ruoli inerenti imposte, tasse, tributi, diritti, canoni patrimoniali, canoni ricognitori, canoni non ricognitori, tariffe e quant’altro può formare oggetto di entrata a favore degli enti stessi. Ma non è finita qui: la Gest.com può compiere qualsiasi operazione commerciale, industriale, immobiliare, mobiliare e finanziaria atta al raggiungimento dello scopo sociale, compresa la facoltà di rilasciare avalli, fideiussioni, ipoteche ed in genere garanzie reali e personali.

L’immobiliare Antocri di Di Pietro

La “Voce della Campania” ha reso noto un fatto pubblico. Un’indagine avviata dalla Magistratura a seguito di un dettagliato esposto dell’Avv. Di Domenico (uno dei molti che aveva creduto in Di Pietro e nell’Italia dei Valori), sulla società di Antonio Di Pietro, l’immobiliare ANTOCRI (da Anna, Toto e Cristiano, i figli), l’acquisizione con mutuo da parte di questa di due immobili che sono poi stati affittati all’Italia dei Valori (il cui unico titolare a decidere è Antonio Di Pietro). Rendere nota un indagine in corso è dovere d’informazione! Rendere nota un’indagine in corso su un Ministro della Repubblica è, come sino a qualche tempo fa sottolineava Di Pietro, un dovere perché i cittadini devono sapere. Ma, dai toni e dal marito della missiva dell’Avvocato di Antonio Di Pietro alla Voce della Campania, sembra proprio che il principio dell’informazione e della trasparenza valga per gli altri ma non per lui. Non gli piace proprio, sembra, aprire le sue agende e i suoi fascicoli (alla faccia della trasparenza!) Il legale dell’ex pm afferma che vi è la richiesta di archiviazione, ma come ricorda Elio Veltri (clicca qui), il GIP potrebbe non disporla e decidere diversamente. Ma noi, come DemocraziaLegalità e come la Voce della Campanianon ci poniamo il problema sull’innocenza o meno di Antonio Di Pietro, stabilirlo è compito esclusivo della Magistratura. Quello che ci siamo posti è il problema etico e morale. E qui, davvero, la “difesa” non regge. Vi è un conflitto di interessi enorme, ed è grave che anziché risolverlo, come in parte hanno fatto altri, lui minacci querela, richieste di danni, non affrontando il merito della questione. Ma, come abbiamo detto e sempre fatto, vediamo i fatti.

La ANTOCRI srl è stata costituita in Bergamo nel 2003. Ha come Amministratore Unico Belotti Claudio, nato e residente a Chieri (BS), “Compagno di vita o coniuge di Silvana Mura”. Socio Unico è Antonio Di Pietro. Nel 2004 entranel CDA Mura Silvana, che lo lascerà nel luglio 2006.

La Antocri srl con un mutuo acquista due immobili, uno a Milano ed uno a Roma. L’Antocri ha come uniche entrata quelle dei canoni di affitto degli immobili acquistati.

L’Italia dei Valori inizia a ricevere i rimborsi elettorali (sulla base della legge approvata dal Parlamento per garantire ai partiti il finanziamento pubblico che era stato abolito con un Referendum). Giungono quindi a ruota i fondi relativi alle elezioni politiche del 2001 (quando l’Italia dei Valori sfiorò il 4% ed elesse un senatore, il bergamasco Valerio Carrara, che appena insediate le Camere passo con Forza Italia), e via via a seguire quelli relativi alle elezioni amministrative, regionali, europee e nazionali.

Antonio Di Pietro, forte dell’Atto Notarile, ha uno Statuto reale dell’Italia dei Valori che gli conferisce pieni ed unici poteri. Di fatto è l’unico titolare, unico socio. La decisione su ogni cosa compete a lui. Tesoriere dell’IdV è Silvana Mura, eletta anche lei alla Camera dei Deputati.

L’Italia dei Valori prende in affitto due immobili, uno a Milano ed uno a Roma. Entrambi gli immobili sono affittati dalla Antocri.

L’Italia dei Valori (Antonio Di Pietro) stipula un contratto con la Antocri (Antonio Di Pietro) La Antocri (Antonio Di Pietro) riceve regolari pagamenti dei canoni di affitto dall’Italia dei Valori (Antonio Di Pietro). La Antocri(Antonio Di Pietro) paga regolarmente le rate del mutuo dei propri immobili con gli introiti derivanti dall’affittuario Italia dei Valori (Antonio Di Pietro).

L’aspetto di regolarità giudiziaria, torniamo a ripetere, non è di nostra competenza, spetta solo alla magistratura, ma quello etico si, ancora di più visto che Di Pietro si presenta come il simbolo della “Questione Morale”. Non è poi accettabile una risposta sul modello Silvio Berlusconil’amministratore dell’Azienda non sono io, quindi non c’è alcun conflitto. Curioso è che Antonio Di Pietro era il principale accusatore di Berlusconi per il Conflitto di Interessi ed ora usa le parole del Cavaliere per rispondere ad un quesito sulla sua persona.

Ma su questo rimandiamo all’inchiesta giornalistica della Voce della Campania che spiega nel dettaglio il tutto. (clicca qui)

Ma prima di andare oltre occorre segnalare un’altra “coincidenza” (capitano proprio tutte a lui - sic!). Il giornale dell’Italia dei “Valori”, si chiama “Orizzonti Nuovi”. Deve essere un nome che ha folgorato Silvana Mura e consorte. Vediamo perché:
in Milano, nel 2005, viene costituita una società denominata “Progetto Orizzonti srl”. Soci della stessa sono Silvana Mura e Belotti Claudio, consorte/compagno della Mura e amministratore unico anche qui, come per l’immobiliare Antocri di Antonio Di Pietro. La società ha come oggetto sociale: l’attività editoriale esercitata attraverso qualunque mezzo e con qualunque supporto anche elettronico e pertanto in particolare l’attività di edizione, pubblicazione, promozione e commercializzazione di giornali, quotidiani, periodici, illustrati, saggi, monografie di carattere economico, sociale, politico e culturale, nonché l’esercizio di attività di edizione di testata giornalistiche – anche telematiche – proprie o altri, la produzione di informazione attraverso la gestione di mezzi a stampa, informatici, anche su supporti magnetici e/o elettronici e attraverso quant’altro reso disponibile dalle attuali e future tecnologie, la realizzazione di servizi giornalistici e attività di comunicazione per conto di terzi.

Chissà se questa realtà può essere (o sia già stata) utile per “non disperdere” i contributi pubblici che lo Stato riconosce ai Partiti e Movimenti politici presenti in Parlamento per promuovere i propri giornali (quotidiani o periodici, cartacei o telematici). Le intenzioni ci sono tutte e vista la frattura con “il Giuda” Sergio De Gregorio, esperto in materia, questa società casca a fagiolo.  


Prima di passare al legale di Tonino, affrontiamo un altro aspetto della “coerenza” di Di Pietro, che, sempre, la Voce della Campania mette in evidenza.

 

 

Di Pietro, tra Pomicino e Patriciello

Anche qui è una questione Etica, perché come avevamo già ricordato, siamo ostinatamente convinti della veridicità di quanto affermava Paolo Borsellino. Nel 1989, in un incontro con gli Studenti in Veneto, affermava: “Vi è stata una delega totale e inammissibile nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine a occuparsi esse solo del problema della mafia (…). E c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto…E no! (…) Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i Consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenza da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto!”.

Ecco perché certe scelte di Di Pietro, su uomini, candidati ed eletti, personaggi vicini a lui ed al movimento sono gravissime. Per una questione Etica (lui diceva che la Questione Morale è pre-politica, che viene prima di tutto, ma nei fatti è come gli altri nel calpestarla, con l’aggravante per lui, rispetto agli altri, che questi non si erano (sono) fatti paladini dell’Etica). Perché diciamo questo?

In parte abbiamo già risposto. Leggendo chi sono i candidati ed alcuni degli eletti, che abbiamo riportato, dovrebbe essere già chiaro. Ma vi è di più, come evidenziato, appunto, dalla Voce della Campania.

Antonio Di Pietro, in difficoltà per la presentazione delle liste, chiede aiuto a Cirino Pomicino. Ora, non ricorda chi è costui? Non ricorda che è un pregiudicato, con gli altri, al centro della campagna “Parlamento Pulito” di Beppe Grillo, che lui aveva sottoscritto? Ma soprattutto non ricorda che fu proprio lui, ancora con la toga, a farlo condannare a Milano? Probabilmente non ricorda o non vuole ricordare e Cirino Pomicino, nel suo ultimo libro, lo sbeffeggia tranquillamente.

Cirino Pomicino indica a Di Pietro uno dei suoi pupilli: Aldo Patriciello. Di Pietro, di conseguenza, si rivolge a Patriciello. 

Uomo degli affari, dalla sanità al cemento, più volte eletto a furor di popolo, un passato nella DC e nel UDC.
Matton d’oro, quelli del Patriciello. Ma pericolosi. Se ne era resa conto la Procura di Roma che a fine anni 90 aveva confezionato un’inchiesta terremoto che ha visto indagati vertici imprenditoriali (in prima fila la pomiciniana ICLA e laPIZZATOTTI [di cui ci siamo già occupati approfonditamente e di cui si era già occupato anche Di Pietro, e che è legata allo stesso mondo di molti degli ambienti (p2 e pentapartito) già indicati sopra, e che ha a tutt’oggi incarichi e appalti per infrastrutture in Italia – clicca qui), politici (l’ex presidente della Regione Campania Antonio Rastrelli e altri camerati), bancari e ministeriali. Una sfilza di appalti in tutta Italia, ma soprattutto nell’area campana, sarebbero stati al centro di una vera e propria cupola affaristica. L’inchiesta – come sovente capita a Roma – è finita tra le nebbie degli stralci & delle prescrizioni.”
”Un rilievo a parte meritano gli accertati rapporti – scriveva il Gip Otello Lupacchini nel 1999 – tra la ICLA spa e le imprese riconducibili a Patriciello Aldo, socio della SO.GE.CA, destinataria di una fornitura per l’ICLA dell’importo di 24,300 miliardi. La predetta società veniva raggiunta da Comunicazioni della Prefettura di Caserta in data 23 luglio 1996, laddove di evidenziava la sussistenza di tentativi in corso di infiltrazione mafiosa, tendenti ad indirizzare le scelte della società. Di fatto, ad un controllo nel cantiere di Mignano Montelungo della SO.GE.CA., in data 17 gennaio 1997, emergeva che le attività in corso si avvalevano di automezzi riconducibili al CO.V.IN., consorzio volontario inerti di Casagiove, collegato all’organizzazione mafiosa dei Casalesi, secondo le dichiarazioni di Carmine Schiavone”. “Patriciello Aldo – veniva aggiunto nel documento – in qualità di Assessore della Regione Molise,costituisce il fondamentale riferimento per Chianese Vincenzo (ispettore capo al ministero del Tesoro e presidente del collegio sindacale TAV spa, ndr) nella trattazione degli affari che costui gestisce in favore della società S.E.TEC., nella quale risultano interessati lui stesso e il genero, per il conseguimento di lavori relativi alla costruzione di un aeroporto regionale in Molise.”
Ma di questo si occupa anche la Commissione Antimafia , con un rapporto del gennaio 1996 sulla SO.GE.CA.: “Significativa si delinea la situazione della ICLA spa, soggetto che attribuisce lavori all’impresa SO.GE.GA., incaricata della fornitura di materiali per 64 miliardi, dei quali circa 41 mediante forniture da realizzarsi in collaborazione con la CALCESTRUZZI”.
Sui rapporti ICLA – SO.GE.CA. esiste anche un rapporto della Digos di Frosinone, marzo 1997, oltre ad un rapporto dei Ros di Roma del novembre 1998.
La cosa curiosa è che fu proprio Antonio Di Pietro ad indagare sui rapporti intercorsi tra la pomiciniana ICLA e la CALCESTRUZZI del gruppo FERRUZZI. L’indagine vide anche il lavoro di Giovanni Falcone ad inizio 1991 a seguito di un rapporto su “Mafia e Appalti”. Nel rapporto veniva dettagliatamente evidenziati i collegamenti di alcune società del mattone nazionali (fra cui la napoletana FONDEDILE, poi passata sotto il controllo dell’ICLA), con alcuni politici e cosche mafiose potenti per il controllo di appalti in mezza Italia e riciclaggio di denaro sporco. Il “ministro dei lavori pubblici” di Cosa Nostra, Angelo Siino, farà riferimento ai lavori per l’Alta Velocità.
Sia Giovanni Falcone che Paolo Borsellino, saltarono in aria pochi mesi dopo, per mano di Cosa Nostra. Si apriva la stagione stragista di Cosa Nostra, conclusasi con la “trattativa” e l’insabbiamento della mafia siciliana, sempre più attiva ma sempre meno visibile e ben protetta (da Corleone al Parlamento, come ben evidenziato nel libro “I Complici” di Abbate e Gomez).

Qualche altro interesse di Patriciello, coincide prontamente con le indagini della magistratura.
La famiglia Patriciello  ha forti interessi anche nella Sanità da anni. Tutto ruota alla loro creatura, la NEUROMED , nata come struttura per malattie neurologiche e poi ritrovatasi convenzionata, a suon di milioni, per oculistica, cardiologia e riabilitazione. L’amministratore delegato, prima le ultime elezioni regionali del Molise, è Mario Pietracupa, eletto nell’UDC. Ed ecco un altro bel conflitto di Interessi miliardario di questa Italia. La NEUROMED può contare su un grande amico di Patriciello, Giovanni Di Renzo, direttore generale della Sanità, della Regione Molise, poi rimosso per inchieste giudiziarie.
Nel 2002 il Tar del Molise blocca la convenzione della ASL 2 di ISERNIA, alla NEUROMED, per l’utilizzo di laboratori di cardiologia e oculistica. Nel 2003 la Regione Molise restituisce questi laboratori e avoca a se la competenza. “La cosa scandalosa – denunciano alla ASL di Isernia – è che la Regione ha dapprima occultato la delibera di Giunta sul bollettino regionale pubblicando un solo rigo con la dicitura ‘trasferimento attività ambulatoriali’, quindi ha omesso di comunicare la decisione proprio alla ASL, che lo è venuta a sapere per caso nel gennaio 2004 quando un suo dirigente parlò con una impiegata di NEUROMED. E fatto ancora più vergognoso è che nonostante lo stop dichiarato dal Tar per le prestazioni non previste dal contratto con la Regione , NEUROMED abbia tranquillamente continuato ad erogarle, ben convinta che la Regione avrebbe poi risolto il tutto”. Continuano alla ASL di Isernia: “Un altro grosso regalo per NEUROMED è arrivato il 20 settembre 2003, sotto forma di determina, la numero 93, siglata dal Direttore Generale e amico Di Rienzo. (…) In sostanza Di Renzo ha attribuito senza uno straccio di istruttoria l’applicazione del codice di disciplina ospedaliera n. 75, ossia l’alta specialità per l’attività riabilitativa. Perché possa essere concesso questo codice, che consente di triplicare i rimborsi per i 56 posti letto che NEUROMED assegna a questa branca, l’istituto interessato dovrebbe essere dotato di un reparto di ortopedia, cosa di cui NERUOMED non dispone. Oppure dovrebbe stipulare un contratto con un ospedale vicino fornito di tale reparto, cosa che la clinica dei Patriciello non ha mai fatto”. Di qui l’apertura dell’inchiesta da parte della magistratura.

Anche la ASL 3 di CAMPOBASSO non è così lontana. Due casi emblematici.
Siamo nel 2004, quando due medici sono stati “comandati” da una struttura privata, NEUROMED, presso la ASL. All ’Agenzia Sanitaria Regionale, ARAN, commentano così: “Una cosa inaudita e fino ad oggi mai verificatasi!”.
, la cui famiglia è potente soprattutto nella terra d’origine, nel casertano, a Santa Maria di Capua Vetere (ne avevamo già parlato per un eletto in parlamento (Americo Porfidia).
Chi sono questi due medici “inseriti” dalla ASL dalla società dei Patriciello? Vediamo.
Florindo Magnifico. Ha un fratello che è dirigente della Regione Molise, un cognato è fra i tre firmatari per conto della ASL del famoso “comando”. A dirigere la ASL 2 allora era Sergio Florio, numero uno al Pascale di Napoli da cui è stato allontanato dopo polemiche. Adesso il Florio, legato al presidente

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