Denuncia contro Facebook, piattaforma sleale, dittatoriale e monopolista.In attesa di interventi incisivi delle Autorità istituzionali italiane.

13.08.2010 23:10

 "La gente deve capire che porre in essere un’azione su Internet è come farla nel mondo reale. Non vi è nessuna distinzione"

Facebook è un’azienda californiana che non ha l’obbligo giuridico di fornire le informazioni relative alle linee telefoniche dalle quali ci si connette, dati questi necessari per avere la certezza delle identità degli utenti che hanno eventualmente commesso un reato, come una segnalazione diffamatoria che porta ad una unilaterale e inappellabile disattivazione dell'account di un utente.

Ma Facebook dovrebbe  dare alla polizia postale italiana gli indirizzi 'ip' degli utenti per risalire alle persone in carne ed ossa autrici di segnalazioni diffamatorie sul conto di un'utente. Cosa difficile ma non impossibile perché Facebook pur essendo  un'azienda privata californiana , per ottenere i dati necessari per procedere, basta  una rogatoria internazionale richiesta dall'autorità giudiziaria italiana .

In merito e sulla vicenda che ha colpito l'utente fb Cemento Devastante , puntualizziamo quanto segue.

Internet è nata per essere decentralizzata.... Spostando tutti i nostri contenuti su una piattaforma di una azienda monopolista perderemo il più grande dei vantaggi del web: la rete.

Oggi sarebbe impensabile avere una casella postale o una cassetta in banca e vedersela chiudere senza poterne ritirare i contenuti. Nella stragrande maggioranza dei servizi web - facebook in primis- questo invece accade spesso e tranquillamente, senza nessuna tutela dal punto di vista legale.

Ci siamo liberati di Microsoft perché la parte della nostra vita che aveva in mano era comunque piuttosto limitata.

Potremo liberarci di chi può fare qualsiasi cosa dei nostri ricordi, dei nostri contatti, dei nostri documenti, del nostro lavoro intellettuale, anche nell'ipotesi in cui l'account ci venga disattivato senza preavviso, come nel caso di Cemento Devastante?

Pensiamo - certo - che sia più “sicuro” inserire quello che ci sta più a cuore in un nostro dominio, e legarlo ai social network attraverso ponti che mettano in correlazione i contenuti. Ad esempio pubblicando su fb le note alimentate da un miniblog. Oppure, utilizzare fb come rubrica di contatti da coltivare poi nel reale o come cassa di risonanza della nostra attività fuori dal virtuale.

Che ne pensate?

Il problema di facebook, come di molti altri servizi in rete, è la proprietà dei dati.

Oggi possiamo voler condividere un insieme di contenuti, ma domani potremmo volerli togliere.

Questo non è possibile, perché secondo la policy di questa azienda privata e monopolista, una volta inseriti non ne siamo più proprietari.

Ma come? Non ne siamo più proprietari neppure se unilateralmente e senza preavviso ci disattivano l'account ?

Questo è gravissimo, è un furto.Nel momento in cui ci disattivano senza preavviso l'account fb deve restituirci tutto ciò che è nostro e ci appartiene di diritto.Non credete?

In casa d'altri , probabilmente,  si rispettano le regole dettate da altri ma ciò che è mio e che porto in casa d'altri deve restare mio e tornare a me, integro e senza manipolazioni, nel caso io sia estromessa da quella "casa". O no?

Ciò che dovrebbe essere uno strumento aperto a tutti, democratico e di condivisione come ogni social network che si rispetti dovrebbe essere, acquista sempre più con FACEBOOK le sembianze di un’azienda monopolista, autoritaria, dittatoriale e LADRA : LADRA delle nostre identità digitali e non , del nostro lavoro intellettuale, dei nostri dati personali !

E' vero - conveniamo - che  mentre tutti possono usare Facebook, non tutti possono prendere un dominio proprio e collegarlo ai più comuni social network. Ma proprio per questo è improcrastinabile battersi  adesso per fare in modo che questi servizi "privati e monopolistici" di "social networks"  diventino parte integrante del sistema internet, non più di esclusiva proprietà di un unico soggetto privato, ma sotto la tutela di un organismo sovranazionale come si è pensato di fare per l'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers).

Oppure ?  

Per ricostruire in maniera decentrata una struttura centralizzata e fascista come facebook bisognerebbe che programmatori più volenterosi che capaci mettessero in piedi l’analogo di facebook dove le pagine personali sono dislocate nei vari siti personali, ovvero una sorta di script installabile nel proprio sito che si occupa di cercare e linkare tutti quegli altri siti che hanno lo stesso script installato.

Sarebbe  l’equivalente del peer to peer per il download anche nel social networking.

Si escluderebbero  quelli che non hanno o non sanno (ancora) gestirsi un sito personale, ma molti di quelli che lo hanno gia’ e che lo snobbano potrebbero essere piu’ interessati e garantire maggiore partecipazione.

Indubbiamente verrebbe fuori un prodotto di maggiore interesse, non per il software in sè, ma per la qualità della gente che vi partecipa, se non altro perche sono piu’ motivati.

Ceo è che se ci fossero più persone a rivendicare trasparenza e democrazia proprio sulla stessa piattaforma su cui -  ignare - operano, non saremmo a queste deludenti emergenze e conseguenze che ieri hanno toccato Cemento Devastante , domani possono toccare noi , e chiunque altro.

Anche perchè con la censura ed il meccanismo della segnalazione siamo nel campo kafkiano del'opinabile , del soggettivo, dell'arbitrario incontrollato, e, sicuramente, del vantaggio personale, persino della "racomandazione" del potente o del massone di turno,  e non avere interlocutori con cui interloquire è gravissimo !

Auspichiamo nell'intervento immediato  del Garante dei Dati Personali e dell'Autorità delle Garanzie nelle telecomunicazioni e della Magistratura.

La coordinatrice del Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

Rosanna Carpentieri

 

 

 

 

 

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