De Magistris pro nucleare e Vendola pro inceneritori di rifiuti

26.07.2010 22:53

Pubblicato il: 25 maggio 2010

De Magistris pro nucleare e Vendola pro inceneritori di rifiuti

Basta con la rappresentazione formale dei problemi reali.

Non possiamo più accettare che la smania di affermazione politica autorizzi la strumentalizzazione dei diritti fondamentali e dei bisogni primari dei cittadini. Ancora la Sinistra dei Cantieri. Quale sinistra? Cantieri per fare cosa?

Sinistra ancora in costruzione, in fase di progetto da più di 20 anni.

ntanto il mondo cambia e si perdono gli appuntamenti con la storia.

Vendola, Migliore e De Magistris scoprono l’acqua calda e, ultimi in ordine di tempo, denunciano, nel loro manifesto, il fallimento delle economie nazionali.

Peccato che non abbiano il coraggio di scrivere il termine monetarismo. Criticano i pezzi del sistema ma non mettono in discussione la dottrina.

Si fanno paladini della legalità, ma non indicano nuove soluzioni di equità sociale. Evocano la democrazia, ma riproducono vecchie parole d’ordine ed esordiscono con un elenco di termini.

Cosa stanno facendo nei loro ambiti per meritare il ruolo di capofila del rinnovamento dal sud?

Spolperanno ancora il patrimonio di idee del territorio, le iniziative di comitati, gruppi sociali e movimenti per svenderlo all’asta dei “seggiolini”?

Temiamo di sì. De Magistris sta forse lavorando in sede europea per smantellare l’inganno culturale e la rendita di posizione del recupero energetico da rifiuti?

E’ stato eletto per controllare la buona destinazione dei fondi: perché non ha appoggiato i cittadini che richiedevano alla Commissione Europea Petizioni, in missione in Campania, di non sbloccare le risorse europee, se non a fronte di nuovi piani sui rifiuti, così evitando di finanziare tutti i disastri ambientali che l’attuale programmazione prevede?

Forse De Magistris è d’accordo con Vendola e la tecnologia gli piace?

Cosa ha da dire il Presidente della Regione Puglia in ambito ambientale e di garanzia e trasparenza?

Pensa davvero di combattere l’infiltrazione mafiosa costruendo 5 inceneritori e deputando agli impianti il ruolo di contraltare della speculazione finanziaria sulla spazzatura?

Pensa davvero che tutto ciò sia sufficiente a contrastare gli interessi illegali?

Soprattutto risulta evidente che Vendola sottovaluta le conseguenze del “suo” ciclo dei rifiuti sulla salute dei cittadini.

Guarda tranquillo al futuro, quasi condottiero tecnocrate, e chiude gli occhi sulla deresponsabilizzazione che gli impianti generano nella gestione e cura del territorio.

Davvero un’ottima partenza per l’ennesimo cantiere a sinistra!

Forse non è casuale il fatto che nel manifesto del Cantiere sia assente qualsiasi riferimento ai movimenti anti-inceneritoristi.

Vendola, De Magistris e Migliore si smascherano da soli ed evocano i “comitati di quartiere anti discariche”, ma non osano citare la tutela della salute, il recupero delle risorse e l’innovazione che vengono proposte dai gruppi anti combustione. 

Quale risorgimento ideale? Quale novità?

Notiamo un profondo regresso e tristi, antiche ragnatele che convivono con atteggiamenti giovanilisti, ormai avvizziti alla scuola del realismo tecno-efficentista.

Nessun accenno a concrete proposte per rinnovare le occasioni di lavoro, né per garantire il lavoro esistente.

Vien da chiedere: che cos’è la promozione sociale della cittadinanza attiva, che citano nel loro testo?

Come la dobbiamo interpretare se vengono imposti 5 inceneritori dove una volta si produceva grano, in una delle zone ambientalmente più ricche d’Italia?

Questa dovrebbe essere la ripartenza dal Mezzogiorno?

Vogliono davvero uniformare il mezzogiorno al modello toscano ed emiliano?

E’ questa l’osmosi culturale moderna secondo il nuovo cantiere che si riunisce alla Città della Scienza? 

Cantieri simili non ci servono, bene che sappiano che non ci rappresentano. 

Non ci hanno rappresentato quando hanno censurato l’informazione sulla morte di Carmine Iuorio, a Basso dell’Olmo.

Non ci hanno rappresentato quando abbiamo chiesto giustizia e trasparenza contro l’ approvazione dell’inceneritore di Acerra. Non ci hanno rappresentato quando abbiamo chiesto dati ambientali certi, monitoraggi trasparenti dello stato dell’ambiente e della salute dei cittadini. Non ci hanno rappresentato quando 292 cittadini, che avevano manifestato per difendere l’economia, il territorio e l’ambiente della Valle del Sele, sono stati processati nell’aula bunker del Tribunale di Salerno.

Non ci hanno rappresentato quando abbiamo chiesto le bonifiche e la valorizzazione ambientale dei nostro territorio

Non ci hanno rappresentato quando abbiamo chiesto la tutela dei nostri prodotti e la garanzia di salubrità

Non ci hanno rappresentato quando abbiamo combattuto  contro un piano campano che imponeva dall’alto 11 impianti di discarica, compresi i rifiuti speciali, senza prevedere alcuna tutela di norme e diritti.

Non ci hanno rappresentato quando sono stati negati i diritti fondamentali, garantiti dalla Costituzione, in termini di controllo ed accesso Non ci hanno rappresentato quando, in barba alle Convenzioni internazionali, la Campania è stata militarizzata in nome di un processo di normalizzazione apparente della gestione dei rifiuti.

Non ci hanno rappresentato quando il nostro dissenso è stato soffocato e raccontato in maniera grottesca anche attraverso il servizio pubblico di informazione.

Non ci hanno rappresentato quando abbiamo cercato di rendere pubbliche le nostre denunce e proposte, mentre il sistema dell’informazione ci negava l’accesso.

Non ci hanno rappresentato quando De Magistris ha evitato di esporsi o prendere posizione sul tour campano della Commissione Europea.

Non ci hanno rappresentato quando abbiamo chiesto tutela e controllo dei flussi, mentre intere aree venivano lasciate in balia degli sversamenti illegali della criminalità organizzata.

Il problema è tutt’ora aperto e non riguarda piccoli comitati di quartiere, ma il futuro democratico dell’intero Paese.

Noi vogliamo ripartire dal sud. Ma dobbiamo partire in autonomia.

Da un sud capace di nuove proposte culturali da esportare in quel nord ormai asfittico di originalità.

Vogliamo rivolgerci e lavorare con chi crede ancora nell’impegno delle persone e nell’aggregazione responsabile. 

Questo ennesimo cantiere nasce già stantio e tenta di realizzare oggi modelli che la storia ha già decretato falliti.

 L’economia non può essere glocal, perché le risorse del pianeta sono comuni a tutti gli esseri viventi e sono limitate. Bisogna cambiare le regole del global e dare valore e sostanza ai modelli di convivenza.

Un percorso che il cantiere non ha neppure ipotizzato! Ideali e prospettive che la politica ha solo sfruttato ed usato!

(fonte: www.rifiuticampania.org ) 

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