Danni risarciti dalla Gestline per abusi su cartelle esattoriali

14.07.2011 16:39

Concessionari devono eseguire correttamente le notifiche delle cartelle esattoriali altrimenti le ipoteche sono inammissibili: giudice annulla iscrizione ipoteca e vendita casa da parte della Gestline. Per la difesa di tutti i cittadini pronto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo al fine di ripristinare i principi del diritto.

Stop alle ipoteche sulle case e all'espropriazione forzata, per cartelle esattoriali di somme per infrazioni al Codice della Strada e tributi, se il relativo avviso di mora non è stato notificato al debitore. Non solo, il concessionario di pubblico servizio dovrà pagare i danni per il comportamento illecito consistito nella tentata vendita in pendenza di opposizione del debitore all'iscrizione ipotecaria e le spese legali.

È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza, giunta al termine di una complessa battaglia giudiziaria tra l'Avv. Angelo Pisani e la Gestline. Nell'accogliere il ricorso di un signore risultante debitore per multe al Codice della Strada, il magistrato napoletano della prima sezione civile ha infatti dichiarato l'illegittimità della procedura di pignoramento disposta dalla Concessionaria del servizio di riscossione sull'immobile di proprietà dell'opponente, perché irrispettosa delle norme sulle notifiche e contraria al dettato di cui all'articolo 76 Dpr 602/73. Inoltre, ha condannato la stessa società al risarcimento del danno esistenziale e da turbamento alla qualità della vita in favore del ricorrente per complessive 2.000,00 euro, dovute alla condotta scorretta posta in essere attraverso l'adozione del provvedimento di pignoramento e tentata vendita dell'immobile.

Sull'aspetto della mancata notifica, poi, il giudice sottolinea che il Concessionario non poteva procedere al pignoramento in base ai titoli per i quali non era stato prima notificato l'avviso di mora, previsto dall'articolo 50 comma 2, Dpr 602/73. Il motivo? Tale comportamento è lesivo del diritto di difesa del cittadino, che anche contro l'avviso di mora può ancora produrre opposizione. E proprio sullo strumento dell'opposizione, in questo caso relativo a cartelle esattoriali emesse per la riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie, il giudice napoletano si sofferma, indicando tutta una serie di rimedi di cui il debitore può avvalersi:

  • a) l'opposizione ai sensi della legge 689/81, allorchè sia mancata la notificazione dell'ordinanza - ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, al fine di consentire all'interessato di recuperare l'esercizio del mezzo di tutela previsto dalla legge riguardo agli atti sanzionatori;
  • b) l'opposizione all'esecuzione, ai sensi dell'articolo 615 Cpc, allorchè si contesti la legittimità dell'iscrizione a ruolo per omessa notifica della stessa cartella, e quindi per la mancanza di un titolo legittimante l'iscrizione a ruolo, o si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo;
  • c) l'opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell'articolo 617 Cpc, allorchè si contesti la ritualità formale della cartella esattoriale o si adducano vizi di forma del procedimento esattoriale, compresi i vizi strettamente attinenti alla notifica della cartella e quelli riguardanti i successivi avvisi di mora.

Dopo un ricorso d'urgenza, addirittura, rigettato dal Tribunale di Napoli, ricorda l'avv. Angelo Pisani, un cittadino C. S. riesce a salvare la sua casa ipotecata e messa in vendita dalla Gestline grazie alla vittoria dell'ultimo processo di opposizione all'esecuzione proposto innanzi al Giudice ordinario competente per valore, materia e territorio.

Un'importante sentenza commenta l'avv. Pisani che finalmente chiarisce un po' la normativa sull'esecuzione forzata da parte dei concessionari, palesemente incostituzionale e salva dalla vendita all'asta una casa su cui la Gestline aveva iscritto ipoteca per presunte cartelle esattoriali non pagate. Il magistrato partenopeo in accoglimento della domanda dell'Avv. Angelo Pisani ha annullato l'istanza di vendita e l'asta della casa del malcapitato contribuente, sulla quale la Gestline Spa aveva irregolarmente iscritto ipoteca per presunti debiti mai regolarmente notificati; infatti il provvedimento esecutivo intrapreso dalla concessionaria risultava illegittimo e contrario alla normativa vigente, non rispettando i presupposti di legge per l'iscrizione dell'ipoteca e per la richiesta di vendita del bene.

Lo scandalo dichiara Pisani continua anche dopo i centomila fermi amministrativi "pazzi", in parte bloccati solo grazie a sentenze di alcuni giudici che hanno imposto il rispetto della legge, ora infatti piovono le ipoteche "pazze" sugli immobili dei napoletani sempre in base alle famose cartelle "pazze" e in violazione a ogni regola del diritto.

Purtroppo, dichiara in una nota, l'avv. Angelo Pisani, visto l'interesse economico in gioco e il gran numero di cittadini, che solo per paura di subire il pignoramento del veicolo o l'ipoteca della casa paga subito tutto quanto richiestogli, la Gestline continua a sparare nel mucchio ignorando i principi di trasparenza, correttezza e buona fede e tentando in ogni modo di recuperare denaro dai contribuenti, addebitandogli somme non dovute, interessi errati e spese insistenti anche relative a multe o crediti annullate, prescritte, condonate o già pagate.

L'Avv. Angelo Pisani, che difende le malcapitate vittime della Gestline in numerose cause pendenti innanzi al Tribunale di Napoli, sta organizzando un comitato dei cittadini vittime dell'ipoteca sulla casa, per inoltrare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e per chiedere la convocazione di un incontro con i rappresentanti delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni al fine di prevenire e risolvere al più presto più gravi problemi di ordine pubblico e tutelare i diritti dei cittadini onesti che a causa delle lungaggini dei processi rimangono per anni intrappolati in iter burocratici incredibili e nelle procedure ipotecarie a loro danno con gravissimi pregiudizi e danni personali.

 

 

Nulla la notifica senza l’invio della raccomandata informativa

 

Commissione Tributaria Provinciale di Novara
sentenza n. 35 del 28 giugno 2010 
 
Nel caso in cui gli atti tributari siano consegnati a persona diversa dal destinatario deve essere inviata a quest’ultimo una “raccomandata informativa” che lo informi dell’avvenuta consegna dell’atto. In caso contrario la notifica è insabilmente nulla.
Questo il principio applicato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Novara con la sentenza n. 35 del 28 giugno 2010.
La vicenda trae origine da un ricorso presentato da un contribuente che si era visto notificare una cartella di pagamento per € 81.576,78 a seguito di avviso di accertamento.
Il contribuente ha impugnato la cartella eccependo la nullità della notifica dell’avviso di accertamento, in quanto questo era stato consegnato alla moglie e gli non era stata inviata la raccomandata informativa prevista dall’art. 60, D.P.R. 600/1973 così come modificato dal D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248.
Tale disposizione, infatti, prevede esplicitamente che “se il consegnatario non è il destinatario dell'atto o dell'avviso, il messo consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo da notizia dell'avvenuta notificazione dell'atto o dell'avviso, a mezzo lettera raccomandata”.
Precedentemente alla modifica normativa, l’invio della raccomandata informativa non era sempre obbligatorio: ciò era previsto, se gli atti venivano notificati ex art. 139 c.p.c. personalmente dall’ufficiale giudiziario, “dai messi comunali o dai messi speciali autorizzati dall’ufficio delle imposte” (art. 60, D.P.R. 600/1973), soltanto se l’atto veniva consegnato al portiere o al vicino di casa; l’informativa era, invece, sempre necessaria nel caso di notifica a mezzo posta “se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell’atto” (art. 7, co. 6, L. 891/1981).
Con la modifica intervenuta nel 2006, quindi, l’invio della raccomandata informativa è stato esplicitamente esteso a tutti i casi in cui l’atto è consegnato a persona diversa dal destinatario, a prescindere dal fatto che la notifica avvenga a mezzo posta piuttosto che mediante consegna da parte dell’ufficiale giudiziario o di uno degli altri soggetti abilitati.
Conseguentemente l’omesso invio della raccomandata informativa ha violato esplicitamente il dettato legislativo e, come ha affermato la stessa Commissione, “ha leso il diritto di difesa dell’art. 24 Cost.”.
Conseguentemente, non solo l’avviso di accertamento ma anche la stessa cartella di pagamento su di esso fondata è stato annullata.

L’interpretazione citata, che appare assolutamente corretta, apre con evidenza nuove frontiere di tutela per il contribuente, che spesso non riceve tale informativa, e gli permette di impugnare anche atti che altrimenti dovrebbero essere considerati definitivi. 

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