Da quando dura l’inciucio della Chiesa con il Berlusconi di turno?

31.12.2010 12:41

 di Walter Peruzzi [15 dic 2010] 

Grazie a cinque deputati acquistati al suk di Montecitorio (tre finiani e due dipietristi che avevano già firmato la mozione di sfiducia contro di lui, più due ex-pd “di sicurezza”, ottenuti a prezzi di saldo) Berlusconi si è comprato la “fiducia” del Parlamento. Ma ciò gli è stato reso più facile, benché pochi lo abbiano notato, dal fatto di essersi comprato prima la “fiducia” del Capo dello stato e del Vaticano.

La fiducia di Napolitano e Bertone
Un mese fa”, ha scritto Travaglio su Il fattodel 15 dicembre, “B. era politicamente morto: bastava votare subito la mozione di sfiducia dei finiani ed era fatta.” Invece il congelamento della crisi, chiesto da Napolitano col pretesto di votare prima la legge di stabilità, “ha regalato al grande corruttore un mese di tempo per comprarsi quei pochi che ancora non teneva sul libro paga.

Nel frattempo Berlusconi, che notoriamente non si occupa di governare il paese ma di servirsi della sua posizione per fare leggi ad hoc che lo tengano fuori dalla galera e incrementino i suoi patrimoni, ha trovato anche il tempo per un pranzetto con Tarcisio Bertone, in cui si è comprato la fiducia del Vaticano: un passo importante per esibire il credito di cui gode e anche per  far credere a chi teme le elezioni anticipate che votando per lui si potrà poi allargare il governo ai vaticano-dipendenti dell’UdC e “salvare” la legislatura.

L’incontro ha confermato, come scrive il 10 dicembre Marco Politici sempre su Il fatto, che “Nulla smuove la gerarchia vaticana dalla sua posizione filoberlusconiana perinde ac cadaver. Non basta che il premier per due anni  abbia inchiodato il Parlamento alla pasticciata elaborazione di leggi per  evitare al Cavaliere i tribunali, dove è imputato di reati gravi che nulla  c’entrano con le sue visioni politiche. Non basta che il suo collaboratore  più stretto, Marcello Dell’Utri, sia stato riconosciuto colpevole – con  sentenza di primo e secondo grado – di avere stretto accordi con la mafia  a suo vantaggio. Non basta che non abbia fatto nulla per sostenere le  famiglie in gravi difficoltà, per rilanciare l’occupazione, per  contrastare un precariato esiziale per un’intera generazione di giovani.  Non bastano il bunga-bunga, le serate affollate di puttane pagate o fattesi  pagare, le frequentazioni con minorenni. I vertici ecclesiastici hanno deciso di volgere la faccia dall’altra  parte. Non affrontando la questione morale, nel senso di etica  istituzionale, costituita dai comportamenti del Caimano”.

L’assist con Ruini
A rendere più stringente l’appoggio vaticano a Berlusconi e la pressione sull’UdC non poteva mancare il convergente intervento del “pensionato” in servizio attivo cardinal Camillo Ruini volto a “staccare” il cattolico Casini dal “laicista” Fini. A questo scopo, nota Adista (Le manovre del Cardinal Ruini per riportare Casini da Berlusconi. E staccarlo da Fini”, n. 97), Ruini ha affidato alTg1 di Augusto Minzolini del 5 dicembre “le proprie considerazioni sulla crisi politica in corso”, insistendo sulla necessità di salvare un sistema elettorale di tipo maggioritario. “Traduzione: blocchiamo i tentativi di riforma elettorale”, scrive Adista, “tenendo ferma l’attuale legge truffa che garantisce a chi prende il 35% dei voti (Pdl-Lega) il 55% dei seggi e non andando verso una legge più equa che “aprirebbe enormi spazi di manovra al Terzo Polo di Fini-Casini-Rutelli”. Tale prospettiva, infatti, “non piace al cardinal Ruini, molto più favorevole ad un centrodestra ‘modello pre-Pdl’, cioè comprendente una forza autonoma dalla riconoscibile identità cattolica – l’Udc di Casini, appunto – magari in sostituzione della pattuglia futurista”.

Al momento non è dato sapere se Casini, Buttiglione, Binetti&soci si presteranno a questa operazione, come i cattolico-moderati loro predecessori si prestarono alle operazioni di Pio XI per liquidare Sturzo a vantaggio di Mussolini, o se la giudicheranno troppo pericolosa e “suicida” dato il tortuoso declino del berlusconismo e i malumori della base cattolica, di parroci e fedeli o perfino di settori della CEI di fronte al fuorilegge che occupa, non si sa per quanto, palazzo Chigi.

Ma il sostegno al Caimano e la pressione su Casini per un ritorno all’ovile berlusconiano sono in ogni caso nelle intenzioni dichiarate del Vaticano, che vede in un governo debole, appeso al sostegno della Chiesa, un’occasione unica per dilagare in Italia a spese dei cittadini.

E i cattolici “buoni”?
Che questo siano i disegni del Vaticano arrivano a comprenderlo anche i cattolici più critici e avvertiti, come il movimento cattolico dissenziente “Noi siamo Chiesa” che in un comunicato del 10 dicembre denuncia l’inciucio dei vertici della Chiesa con Berlusconi.

Peccato che subito dopo si chieda, come fanno a turno i vari Pax Christi, e cattolici progressisti d’ogni tipo: “Fino a quando continuerà l’inciucio?”. Mentre dovrebbe chiedersi. “Da quando dura l’inciucio della Chiesa con il Berlusconi di turno?” Basterebbe fare la domanda nel modo giusto per capire che l’inciucio continua da quando esiste la Chiesa e durera quindi finché la Chiesa continuerà ad esistere, finché un “gregge” continuerà a scambiare per “pastori” mandati da Dio una congrega che si guadagna da vivere sfruttando, come ogni stregone che si rispetti, la credulità della sua tribù.

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