Da IL TRIBUNO- Come Alberico Giostra descrive Elio Iannutti, un senatore dell'IDV ed autore del libro Bankster

14.08.2010 17:03

"Il partito-rete risparmia sulle idee, evita noiose sintesi e si affida alla democrazia delle opinioni, nel senso che ognuno esterna sulla propria area di competenza: Giulietti se si parla di Rai, Palagiano di procreazione assistita, Lannutti di banche. Poi sulle cose serie però interviene Tonino applicando al lavoro dei parlamentari IDV una sorta di "vergine di Norimberga": il sultano molisano ha infatti centralizzato ogni funzione, al punto che i parlamentari che vogliono presentare una proposta di legge per accedere all'ufficio legale devono chiedere il permesso all'ex-pm. Il caso Iannutti non fa eccezione: Elio è uno dei piu noti consumeristi italiani, protagonista di tantissime battaglie d'avanguardia, dal caro mutui al caro assicurazioni, dal prezzo dei carburanti alle tariffe telefoniche. Era un punto di riferimento, ma adesso a che cosa serve? Non era piu utile prima con le sue sacrosante battaglie?"

Alberico Giostra 

 

Non possiamo che essere d'accordo con Giostra...cosa ci fa uno del genere nella casta politica? Lannutti sarebbe il primo da mettere da parte , il Pd di uno del genere non ne vuole neanche sentire parlare : tocca banche-Prodi-Padoa Schioppa e Mario Draghi...

Pubblichiamo un breve stralcio contenuto nel libro  BANKSTER - Elio Lannutti (Editori Riuniti).

 

VUOLE SPIEGARCI MEGLIO IL COINVOLGIMENTO DI GOLDMAN SACHS NELLO SCANDALO EASY CREDIT?

 

Presto detto, in Italia succede che se un povero pensionato, costretto a fare il secondo lavoro "in nero" per sbarcare il lunario, viene scoperto, è subito messo alla gogna e denunciato; se un piccolo commerciante non rilascia la ricevuta fiscale per un modesto importo, rischia la chiusura dell'attività commerciale.

Ma se grandi banche d'affari frodano il fisco per 600 milioni di euro vengono addirittura premiate, perchè contigue con il governo e con il ministero dell'Economia.

Sulla grande vergogna del 2007, quando la procura della Repubblica di Pescara mette a segno l'operazione "Easy Credit", la grande stampa (tranne l'Espresso) mette il silenziatore, perchè un'ampia circolazione di quelle notizie sarebbe stata assai sgradita al governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, ex Goldman Sachs e dall'austero ministro dell'Economia dell'epoca Tommaso Padoa Schioppa.

Nonostante le pesanti accuse di frode ai danni dello Stato, la Goldman Sachs continuava a godere in Italia di inusitati privilegi,

al punto che, invece di essere sospesa dall'albo delle banche di riferimento del ministero dell'Economia in via cautelare,

era stata scelta come banca capofila in occasione del bond da 3 miliardi di dollari lanciato dal governo italiano nel 2006.

Intanto anche il Tesoro continuava ad avvalersi di Goldman Sachs quale banca di riferimento privilegiata, Goldman Sachs invece delle banche italiane ed europee? Come mai il ministro del governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, cosi rigoroso nella gestione dei conti dello stato, decideva di rinnovare il mandato alla Goldman Sachs, che vedeva il professor Mario Monti come alto dirigente per l'Europa, invece di depennarla per giusta causa dall'elenco delle banche di riferimento?

GIA', COME MAI?

Gli interessi congiunti di Padoa Schioppa-Draghi-Prodi, e dei colossi bancari statunitensi, a cominciare da Goldman Sachs, trovano il loro punto di sintesi massima nei summit annuali e super segreti del Bilderberg, che vedono riunti i potenti del mondo,anche coloro che reggono le leve dell'informazione, per decidere le sorti economiche delle nazioni...

 

 

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