Cupola di malaffare: arresti e 32 indagati

14.08.2010 14:24

Farindola- La Procura di Pescara e i carabinieri di Penne e Pescara hanno eseguito, questa mattina all’alba, una serie di arresti che riguardano anche personaggi di rilievo nel mondo politico e amministrativo. Secondo le prime notizie, è stata scoperchiata una vera cupola di malaffare, e tangenti e favori, che ha varie ramificazioni in Abruzzo e nelle Marche.Tra gli arrestati il Sindaco di Farindola,due consiglieri comunali di Penne e due professionisti del Pescarese . L’inchiesta è condotta dal Pm di Pescara, Varone.

Gli arrestati sono il sindaco di Farindola e coordinatore provinciale dell’Udc di Pescara, Antonio De Vico, di 46 anni, l’ex assessore ai lavori pubblici di Penne, Alberto Giancaterino, di 52 anni, consigliere comunale a Penne ed ex assessore (Lavori pubblici), Femio Di Norscia, 52 anni, anche lui consigliere ed ex assessore (politiche sociali), Rocco Petrucci, 51 anni, ingegnere, ex assessore provinciale, titolare di uno studio di progettazione insieme a Giancaterino, e Daniele Mazzetti, 48 anni, amministratore della societa’ cooperativa Agora’, per la gestione dei servizi sociali.

 

Tra gli indagati, che sono 32, il sindaco di Penne, Ezio Di Marcoberardino (detto Donato), alcuni imprenditori e liberi professionisti e numerosi funzionari e impiegati del comune di Penne. Le 15 perquisizioni effettuate stamani anche fuori Abruzzo hanno consentito di trovare del materiale utili alle indagini, ha spiegato in conferenza il comandante provinciale dell’Arma, Marcello Galanzi, e non si esclude che possano esserci degli sviluppi. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Penne, coordinati dal capitano Massimiliano Di Pietro, hanno preso il via a seguito di esposti e denunce relativi al concorso pubblico indetto nel 2007 dal comune di Penne per l’assunzione di collaboratori amministrativi che poi sono stati assunti dall’ente e per i quali il concorso sarebbe stato bandito ‘ad hoc’.

Il controllo delle assunzioni, per i carabinieri, consentiva un controllo del voto elettorale.

Ma questo e’ solo uno degli aspetti finiti nel mirino dell’Arma che parla di un sistema composito gestito da persone che concepivano le pubbliche funzioni come strumento per affarismi o per perpetuare situazioni di privilegio e potere personale e le relazioni tra pubblico e privato come occasione per condizionare le attivita’ amministrative sul territorio. “Abbiamo scoperchiato – ha detto Galanzi – l’ennesimo bubbone di episodi corruttivi e abusi”.

Nella conferenza stampa dei carabinieri di Pescara hanno arrestato il sindaco di Farindola Antonello De Vico, due consiglieri comunali di Penne, e due professionisti. I reati ipotizzati sono corruzione, concussione, falsita’ ideologica ed estorsione. De Vico e’ anche coordinatore provinciale dell’Udc. Gli arrestati sono ai domiciliari, le persone in tutto indagate nell’indagine nella zona vestina sarebbero 32.

Le indagini duravano da anni e vi sono intercettazioni che possono definirsi importanti. Per l’accusa lo studio di progettazione dell’ing. Petrucci si accaparrava la clientela e poi, attraverso la complicita’ degli amministratori pubblici, riusciva ad ottenere una corsia preferenziale in cambio di parcelle gonfiate e voti elettorali.

Si era creata, poi, una gestione personalizzata degli interventi assistenziali e dell’intero settore dell’Urbanistica del comune di Penne e si assisteva a favoritismi nell’ aggiudicazione degli appalti per la gestione dei rifiuti nell’area vestina.

Nel dettaglio, Petrucci e Giancaterino avrebbero consentito ad imprenditori locali di ottenere permessi per l’ampliamento di un centro commerciale a Penne e di un fabbricato situato in zona agricola normale e per la realizzazione di palazzine in contrada Ossicelli attraverso una serie di agevolazioni non previste dalle normativa vigente, ricorrendo a artifizi progettuali e contraffazione dei permessi di costruire.

In cambio avrebbero ottenuto il pagamento di parcelle gonfiate, per la retribuzione di entrambi (nonostante Giancaterino fosse sia assessore – vice sindaco sia tecnico di uno degli imprenditori interessati), e la proprieta’ di villette a schiera.

Sempre Petrucci e Giancaterino, insieme all’allora assessore Di Norscia, avrebbero consentito di concretizzare una permuta di terreni tra il Comune e una coppia di parenti dell’assessore, a tutto vantaggio del privato. Nell’inchiesta e’ coinvolta anche la Comunita’ montana vestina (oggetto di perquisizione oggi).

De Vico, insieme a Di Norscia e al sindaco di Penne, avrebbe ricevuto promesse di assunzioni e utilita’ economiche da Mazzetti, visto che la cooperativa Agora’ di cui e’ amministratore e’ affidataria di numerosi servizi comunali. Presso questa cooperativa sono state avviate persone protette dagli arrestati che, in cambio, aggiudicavano appalti alla coop per i servizi sociali della comunita’ montana e al comune di Penne. Assicurando finanziamenti al Penne calcio, poi, Mazzetti usufruiva dell’assegnazione della gestione della struttura ospedaliera in contrada Carmine. De Vico, poi, avrebbe minacciato la segretaria della comunita’ montana vestina che non intendeva prorogare il contratto di uno degli indagati e si sarebbe fatto promettere da un imprenditore l’acquisto di quote in una costituenda banca e dei fondi in vista della sua candidatura a sindaco di Farindola.

Sempre De Vico avrebbe chiesto a degli imprenditori finanziamenti per la propria attivita’ politica e assunzioni promettendo il condizionamento delle gare in materia di gestione dei rifiuti, a beneficio della Ecologica srl. Per questa vicenda De Vico avrebbe chiesto l’intervento di un parlamentare.

 

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