Cuffarismo e berlusconismo.Affinità e differenze. (labor in itinere)

26.01.2011 17:53

Dalle elezioni politiche la Sicilia è risultata una delle regioni "più azzurre d’Italia", assieme al Nord-Est. Se al Nord pesa una sorta di antropologia sedimentata con l’esperienza leghista e berlusconiana, fondata sull’antistatualità, sulla considerazione dell’illegalità, a cominciare dall’evasione fiscale, come status symbol, del controllo di legalità come intralcio da rimuovere e aggirare, in Sicilia pesano i disagi sociali, l’esercito dei precari e dei disoccupati, il bisogno di santi protettori, la cultura dell’illegalità consolidata dalla lunga storia del dominio mafioso.

Si parla di "cuffarismo" in Sicilia, ma non mi pare una novità, come invece lo è a livello nazionale il berlusconismo. Il cuffarismo è tutto sommato in linea di continuità con il sistema di potere democristiano, oleato dalla scaltra capitalizzazione del bisogno, intriso di illegalità, clientelismo, corruzione e malaffare, ma pure camuffato dall’ossequio formale e di facciata per la magistratura. Il blocco sociale su cui si reggeva il mezzo secolo di dominio democristiano è riuscito a perpetuarsi, nonostante i tempi magri della spesa pubblica, controbilanciati dalla coltivazione del favoritismo in settori chiave come la sanità, con lo smantellamento del settore pubblico e l’appalto a speculatori contigui alla mafia o a capimafia in servizio effettivo.

Berlusconi e i suoi amici hanno attaccato continuamente i magistrati, presentandosi come perseguitati dalle "toghe rosse"; Cuffaro, incriminato per favoreggiamento aggravato, seguendo le orme di Andreotti, si proclama innocente ma dichiara la sua fiducia nei giudici e fa affiggere un manifesto con la scritta "La mafia fa schifo". Il governo Berlusconi e Forza Italia sono andati oltre l’esternazione di Lunardi ("bisogna convivere con la mafia"), non solo per la presenza di personaggi sotto processo o condannati per mafia, come Gaspare Giudice e Marcello dell’Utri, candidati ed eletti, ma per la vera e propria "legalizzazione dell’illegalità" che ha caratterizzato la loro gestione, con la privatizzazione del potere e le leggi ad personam. Anche nella strumentalizzazione della religione c’è qualche differenza tra il cinico crelicalismo dei teo-con alla Pera e alla Ferrara e il tradizionale devozionismo di Cuffaro che dedica la Sicilia alla Madonna.

Tutto sommato, il berlusconismo è più riconoscibile e dichiarato, a differenza del cuffarismo,ipocrita,camuffato,ambiguo quasi voglia tenere due piedi in una sola scarpa.

Ma in entrambi i casi il ruolo e la collusione della massa osannante non è da poco e per nulla scusabile in un paese che ha tradito i principi della Resistenza, della legalità e della democrazia !

 

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