Costruire nei corridoi ecologici e confondere gli interessi pubblici con quelli di alcuni privati ??? Non ci stiamo!

28.06.2012 06:08

 

Claudio Ricci, capogruppo PD alla Provincia, confonde gli interessi pubblici con quelli di alcuni privati

 

Da Il Sannio Quotidiano del 25 giugno 2912

Ptcp-Puc, Ricci: “Le imprese dell’Asi non si toccano”
“Non si può pensare di affondare le aziende. Bisogna evitare il conflitto tra istituzioni.  Gli strumenti urbanistici dispongono per l’avvenire. Le situazioni pregresse vanno salvaguardate come diritti acquisiti.  Il conflitto tra il Piano provinciale e comunale rischia di costringere al trasferimento aziende come Mondosider e il pastificio Rummo”

di Teresa Ferragamo

L’Asi non si tocca. Claudio Ricci, capogruppo pd in Consiglio provinciale e sindaco di San Giorgio del Sannio, ha le idee chiare: l’area industriale di Ponte Valentino va difesa, costi quel che costi. Ma difesa da cosa? Dall’attacco a testa bassa del Piano urbanistico comunale di Benevento. Perché la vexata quaestio è sempre la stessa e resiste, nonostante i tentativi di composizione in Conferenza dei Servizi: il Ptcp che si è adeguato al Piano regolatore dell’Asi prevede la possibilità di edificare, nell’area dell’agglomerato di Ponte Valentino, nella fascia di 50 metri dal fiume Tammaro; mentre il Comune con il Puc vieta di edificare nella fascia dei 300 metri dalle sponde. Una norma che, però, il Comune ha inserito tenendo conto della proposta di Ptcp fatta dalla Provincia nel 2009. Ma la giunta provinciale cambia idea e accoglie una sollecitazione dell’Asi, così da questo momento secondo il piano provinciale nella fascia dei 300 metri dai fiumi si può costruire, se si tratta di zone Asi. La giunta provinciale del 29 maggio scorso ha, infatti, adottato il Piano territoriale di coordinamento provinciale aderendo alle richieste dell’Asi. Ora il punto è: qual è la previsione prevalente, quella che salva l’Asi e i suoi stabilimenti industriali, o quella del Puc che promette di metterli in serie difficoltà? Ricci è un Democratico che sa come far valere le sue ragioni, anche quando qualcuno salta su a dire che le cose non stanno esattamente così. E sul conflitto Puc-Ptc-Piano Asi dice: “La vocazione industriale dell’area di Ponte Valentino va assolutamente salvaguardata. Le situazioni pregresse, ormai consolidate, vanno rispettate, sono come diritti acquisiti”. Fuori dal lessico cifrato, vuol dire che: non si può pensare di dislocare stabilimenti come Mondosider (la cui produzione però è ferma) o come il pastificio Rummo. Troppo dispendioso, oneroso per le aziende che sarebbero, se costrette al trasferimento, pronte anche a chiedere un risarcimento danni all’Asi, che però di soldi non ne ha in cassa. “Gli strumenti urbanistici – sostiene perciò Ricci – dispongono per l’avvenire e il rispetto delle aree Asi viene prima di qualsiasi Ptcp o Puc. In questo periodo –chiarisce – di crisi profonda, non si può pensare di mettere in difficoltà le imprese. Le aziende vanno sostenute con azioni di supporto che le aiutino a crescere. L’obiettivo deve essere di sciogliere i lacci e lacciuoli che possano compromettere la crescita imprenditoriale e economica nel nostro territorio”.

Ma quello tra strumenti urbanistici rischia di trasformarsi anche in un conflitto tra istituzioni. Tanto che Ricci dice: “Bisogna evitare a ogni costo il conflitto tra le istituzioni, che non possono e non devono essere in contrasto tra loro. Nel bene comune, la classe dirigente deve sempre lavorare per la ricerca di un equilibrio, per risolvere e non complicare i problemi”.

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Il Commento di Altrabenevento del 26 giugno 2012

Il capogruppo dei consiglieri provinciali del Partito Democratico, Claudio Ricci, intervenendo sulla polemica relativa alla compatibilità del Piano Urbanistico Comunale rispetto al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, ha dichiarato senza mezzi termini che Provincia, Comune e Consorzio ASI, devono trovare un accordo mettendo al primo posto gli interessi delle aziende di Ponte Valentino. Ricci aggiunge che in questo momento di crisi economica, tutelare le imprese vuol dire fare gli “interessi pubblici” e per questo motivo il pastificio Rummo e lo stabilimento Mondosider “non si toccano” nel senso che non devono essere delocalizzati. Poi aggiunge che tocca al Comune capoluogo modificare il PUC per rendere edificabili le aree industriali che ricadono nei corridoi ecologici dei fiumi Calore e Tammaro.

Bisogna dare atto che Ricci, sebbene provenga dalla scuola democristiana, non usa mezze parole ed ha il pregio di esprimere quello che pensa, senza infingimenti. Il suo discorso, però, è viziato da alcuni clamorosi errori.

Innanzitutto va ricordato che la DELOCALIZZAZIONE degli stabilimenti industriali che si trovano nella fascia di 200 metri dai fiumi, è prevista non dal PUC di Benevento, bensì dall’art. 17 delle Norme Tecniche di Attuazione del PTCP, norma già contenuta nella proposta approvata dalla Giunta Provinciale con la delibera 407 del 16 luglio 2010 votata anche da Ricci che allora era vice presidente. Evidentemente egli era distratto e neppure ha saputo, da autorevole rappresentante della maggioranza guidata dal presidente Cimitile, che quel comma è stato confermato nella nuova versione delle N.T.A. adottata dalla giunta provinciale il 29 maggio scorso.

Secondo errore: Mondosider non è uno stabilimento attivo. Il capannone nel quale non si svolge alcuna attività, è stato venduto dal Consorzio ASI alla famiglia Varricchio a marzo del 2011 nonostante esso sia interessato da un procedimento di pignoramento tuttora in corso da parte dell’Artgiancassa per un prestito mia restituito da parte dei vecchi proprietari di 450.000 euro. Al momento della vendita, l’ASI e i Varricchio sapevano bene che quel capannone dista dal fiume meno di 150 metri dal fiume e si trova in piena zona alluvionale, al punto che anche la Protezione Civile ne prevede la evacuazione in caso di piena del fiume Tammaro. Quell’area è classificata come E1, verde vincolato, e quindi inedificabile, nel PUC adottato dal consiglio comunale il 27 luglio 2011 a seguito di Decreto Ambientale della Regione Campania. Nonostante ciò, il 29 luglio del 2011, cioè due giorni dopo la adozione pubblica del PUC, la società Mondosider presentò il progetto per ampliare, addirittura, lo stabilimento e il Consorzio ASI, lo stesso giorno, deliberò il suo parere favorevole.

Vorrei, quindi, ricordare a Claudio Ricci che il “preminente interesse pubblico” è anche la difesa dell’ambiente nel quale tutti viviamo soprattutto se si tratta di corridoi ecologici e fluviali in aree a rischio di esondazione, perché i cosiddetti “disastri ambientali, ad esempio le alluvioni, che portano morti e disastri, si verificano per scelte sbagliate dei nostri amministratori e non certo per la malvagità di madre natura.

Evidentemente Ricci è tra quelli che preferiscono le lacrime di coccodrillo dopo i disastri che comunque richiedono enorme spese con fondi pubblici, piuttosto che ragionare in termini di previsione e nel rispetto delle regole e quindi della legalità, altro “bene pubblico” da tutelare di cui i nostri amministratori si ricordano solo quando devono fare bella figura in qualche convegno.

Speriamo che la posizione di Claudio Ricci sia isolata e che il suo partito, il PD non la pensi come lui.

Gabriele Corona

Commento di Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

 

E' una visione colpevolmente miope quella che avalla lo scempio ambientale e l'edificazione in un corridoio ecologico e in una zona di verde vincolato, in nome degli interessi di alcuni sparuti privati. La contestiamo duramente senza mezzi termini.
E' fin troppo chiaro che questo disegno e le argomentazioni incredibili di Ricci sacrificherebbero con disinvoltura la zona di Ponte Valentino (e Benevento e i comuni limitrofi) anche alla centrale a turbogas Luminosa. E' quanto l'amministrazione sangiorgese guidata da Ricci e di volta in volta da esponenti vari della marcia democrazia cristiana, ora PD, ha fatto a San Giorgio dove a Cesine si è elaborato e attuato in maniera pedestre un pip ad personam, venendo incontro agli interessi speculativi di tre o quattro privati che dovevano sperperare finanziamenti pubblici in progetti imprenditoriali con risvolti occupazionali durati il tempo di una meteora, con la conseguenza - questa invece duratura e irreversibile - della devastazione ambientale di una intera contrada.
Nel caso dell'ASI di Benevento gli interessi comuni e i beni pubblici in gioco e bisognosi di salvaguardia incondizionata sono ancora più rilevanti, in primis la legalità e l'ambiente.
Pertanto il consigliere provinciale Ricci si attenda battaglie contro le sue tesi che solo con un eufemismo possono definirsi "peregrine".
Ieri abbiamo già inoltrato al suo ufficio di sindaco di San Giorgio una nota di protesta.
Se questi sono i nostri politici demandati a fare l'interesse della comunità, sappiano che non ci rappresentano più da un pezzo.
 
Rosanna Carpentieri
 
Articolo correlato: 

Per difendere l’affare di un privato sostenuto dall’ASI, si modificano il PTCP e il PUC per costruire nei “corridoi ecologici” !

 

Redazione del Vaglio – Pubblicato il 19 giugno 2012

Basta alla politica per poche famiglie: colpiti ambiente e interesse generale. Duro attacco di Altrabenevento a Provincia e Asi per le concessioni fatte: che regalo alla centrale Luminosa e urbanistica paralizzata

Altrabenevento ha parlato con tre persone ma ha usato una sola voce questa mattina nella sala consiliare del Comune di Benevento. Il presidente, Gabriele Corona, e gli altri due noti esponenti del sodalizio ambientalista e contro il malaffare, Sandra Sandrucci e Vincenzo Fioretti, si sono alternati, in modo ordinato, lasciandosi, l’un l’altra, la parola, man mano che i vari argomenti si susseguivano o meritavano uno specifico approfondimento. Più di un’ora a illustrare dati e documenti forniti, per dire in sostanza che bisogna smetterla a Benevento di usare la politica per tutelare gli interessi di pochi famiglie, lasciando lo spazio rimanente ai vuoti proclami. Anche perché hanno asserito, che si tratta di una delle vicende più vergognose con cui si sono confrontati nella loro attività di denuncia ambientalista e contro il malaffare.

 Modifiche all’articolo 17: una disgrazia…

E’ stato posto in essere uno spietato atto di accusa essenzialmente contro la Provincia e il Consorzio Asi (Area di Sviluppo industriale) di Benevento che hanno portato in una situazione di stallo l’approvazione, dopo 30 anni, del Piano Urbanistico Comunale (Puc) di Benevento e del Piano territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp), per poter dire di sì a un’impresa privata (la Mondosider) che ha chiesto il 29 luglio 2011 l’ampliamento del suo lotto a Ponte Valentino. In base a un contratto stipulato il 14 marzo dell’anno scorso tra tale impresa e l’Asi.

Per gli ambientalisti, la Provincia e l’Asi (il cui Consorzio è formato da Provincia, Comune e Camera di Commercio di Benevento) non hanno avuto problemi a mettere a rischio una delle poche conquiste, in materia ambientale, diramatasi normativamente dalla Regione Campania, per poi venire prima nel Ptcp e poi nel Puc.

Il riferimento è al colpo alla tutela di quei corridoi ecologici contenuto nelle ultime modifiche all’articolo 17 delle Norme Tecniche di Attuazione del Ptcp, decise dalla Rocca dei Rettori. Modifiche che, per di più, potrebbero dare una mano al temuto insediamento di una centrale a turbogas, proprio nell’area Asi, avversata da tutti: ambientalisti, Comune e Provincia di Benevento (perché ritenuta inquinante) che in opposizione hanno in essere anche dei ricorsi al Tar. Delle modifiche pericolose e pure contraddittorie perché mentre toglierebbero un divieto assoluto di nuova edificazione, imporrebbero ad altre aziende, come la Rummo, di delocalizzare alcune parti di quanto già edificato.

Meglio presto che mai!

Altrabenevento ha spiegato innanzitutto il perché di tanta insistenza, perché ora si sta decidendo la pianificazione urbanistica e ora bisogna intervenire, prevenendo gli errori irrimediabili poi. Del resto, hanno aggiunto Corona, Fioretti e Sandrucci, della materia così importante per la società e il territorio dovrebbero interessarsi tutte le forze sociali e politiche, mentre si è dovuto notare un disinteresse pressoché generale.

A cominciare dalle forze di opposizione di centrodestra che, prima, hanno disertato l’attento esame del PUC di Benevento in Consiglio, nel luglio 2011 quando venne discussa l’adozione, annunciando allora di contestarne, poi, in radice, la legittimità con un ricorso al Tar, un ricorso che però non c’è stato, compiendo così una diserzione totale dalla propria funzione di controllo.

Uno dei bersagli prescelti, però, è stato l’assessore provinciale all’Ambiente Gianluca Aceto, con il quale Altrabenevento da tempo è in polemica, rinfocolatasi ora con le modifiche apportate dalla Giunta Provinciale al Ptcp che per gli ambientalisti sono state la causa primaria del pericoloso pantano in cui gli enti si sono immersi.

 Dal divieto assoluto alla possibile edificazione

Sotto esame l’articolo 17 delle Norme Tecniche d’Attuazione del Piano Territoriale. Prevedeva, nella sua ultima versione del 2009, adottata in Giunta Provinciale il 16 luglio 2010, il divieto di edificazione nei corridoi ecologici. Nella recentissima nuova adozione dalla stessa Giunta Provinciale, il 29 maggio 2012, per Altrabenevento, consente l’edificazione sia agricola che industriale.

Lo stesso articolo al comma 4 ribadisce la possibilità di nuove edificazioni nelle zone industriali già infrastrutturate (Pip e Asi) e consente ai Comuni di ridurre la profondità della fascia di rispetto fluviale ‘per finalità di particolare rilevanza’.

Pertanto il Ptcp – ora – consente l’edificazione, sia nel lotto assegnato alla Luminosa sia in quello acquistato dalla Mondosider, nonostante il divieto posto dall’Autorità Ambientale della Regione Campania, con il decreto n. 332 del 17 marzo 2010. Tale decreto stralciava la zona precedentemente destinata ad altra destinazione e la riclassificava come zona E1, area di tutela ambientale mirata “e non agricola come erroneamente hanno dichiarato Aceto e il presidente dell’Asi Luigi Diego Perifano”.

 Puc da compatibile o incompatibile

Tale area era così rientrata nel corridoio ecologico e comprendeva sia il lotto della Luminosa che il lotto venduto dall’Asi alla Mondosider il 14 marzo 2011, a 475mila euro, pagabili a rate in 8 anni. A queste prescrizioni e modifiche volute dalla Regione s’è conformato il Puc del Comune di Benevento, ora all’esame della Provincia per la verifica di compatibilità con il Ptcp, strumento di pianificazione sovraordinata.

E il Puc questa compatibilità con il Ptcp l’aveva, almeno fino a quando il 29 maggio scorso, tale Ptcp è stato modificato dalla Giunta Provinciale! Secondo Altrabenevento la vicenda è a dir poco paradossale.

Il paradosso della Conferenza o la Conferenza paradossale

La Provincia ad aprile ha convocato per il 4 giugno la Conferenza di servizi con il Comune per verificare la conformità del Puc con il suo Ptcp, ma il 29 maggio ha cambiato il Ptcp rendendo così incompatibile in Puc che, prima di tale modifica, compatibile lo era!

Oltre ai danni paventati per i corridoi ecologici e per la vicenda Luminosa, le modifiche della provincia al Ptcp sospenderanno il processo di approvazione del Puc, fino alla definitiva approvazione del Ptcp (che, ricordiamolo, deve ancora andare in Consiglio Provinciale) e che comunque potrà dirsi avvenuta solo a seguito del procedimento di approvazione regionale. E ricordiamo anche che contro le prescrizioni, in materia di corridoi ecologici dell’Autorità ambientale regionale, il Ptcp, nella ultima versione ritoccata, cozza. Un macello, insomma, per non complicare o fa saltare l’affare Asi-Mondosider.

Corridoi? Ristretti!

L’Asi infatti, a detta di Altrabenevento, completamente assente fino a queste ultime settimane nel processo di creazione del Ptcp, improvvisamente (il 24 aprile 2012 con il commissario Diasco) è intervenuta per chiedere che il Ptcp cambi per consentire alla Mondosider di ampliare la propria struttura. Autorizzando la edificazione dove l’articolo 17 prima versione del Ptcp, il Puc e le norme regionali sui corridoi ecologici non lo consentono, cioè, a meno di 300 metri dalla sponda del fiume Tammaro alla confluenza con Il Calore.

ppure, ricorda Altrabenevento che la tematica dei corridoi ecologici è decisiva: la biodiversità la si salva se di fronteggia la minaccia derivante dalla separazione fisica tra le popolazioni animali o vegetali rappresentata dalla barriere reali lineari (strade, ferrovie), barriere diffuse (città aree industriali) oppure dalla mancanza o dalla scarsa efficacia di aree naturali di collegamento. In tal senso, i fiumi sono i principali corridoi della rete ecologica.

a, denunciano Sandrucci, Fioretti e Corona, per gli amministratori pubblici chiamati in causa, Mondosider ha precedenza assoluta. Quel capannone si deve fare e pazienza se l’Autorità di bacino e la Protezione Civile, in una simulazione preventiva, di una possibile alluvione hanno stabilito che – già così com’è ora – queollo stabilimento dovrà essere immediatamente evacuato, per quanto è esposto alle piene.

 

Progetto ampliamento Mondosider

Un giro intorno al Mondosider

Il presidente Perifano, appena insediatosi, per gli ambientalisti è diventato ancora più pressante del commissario, fino a minacciare di inviare tutti gli atti relativi all’applicazione dei Piani urbanistici alla Regione per l’annullamento (dimenticando che Provincia e Comune sono parte fondamentale del Consorzio). E la Provincia si è lasciata persuadere, non il Comune, sebbene con una timida resistenza.

Chiede Altrabenevento: possono gli interessi di un singolo privato arrivare a prevalere e fino a questo punto sugli interessi diffusi e generali di Comune, Provincia e dell’ambiente?

Se si arriva a tanto qualcosa di strano vi deve essere. E allora Altrabenevento s’è andata a rivedere la storia di quel capannone, originariamente della Tari che realizzava profilati in plastica. Ebbe un cospicuo finanziamento (450mila euro) ai primi degli anni 2000 dalla Artigiancasse ma poi si fermò.

Ed è diventato oggetto di un’azione di pignoramento da parte della medesima Artigiancasse e di alcuni creditori privati (tre banche). Asi si è opposta al pignoramento e dopo tre anni di inattività, ai sensi della legge 448, ha d’imperio acquisito lotto e capannone. L’Asi ha poi, con una vendita diretta, venduto a 475 mila euro quel capannone a Mondosider in data 14 marzo 2011, affermando di aver piena titolarità sul bene e che l’ipoteca originariamente iscritta e il processo per il pignoramento di Artigiancasse e altri non avrebbe portato conseguenze (sullo stesso il giudice dell’esecuzione deciderà il prossimo 6 luglio). In ogni caso l’Asi, accantonando una somma di 600mila euro, ha garantito Mondosider manlevandola da ogni successivo sviluppo negativo.

Altrabenevento non ha omesso di far notare tutto quello che accadde il 29. 7. 2011, due giorni dopo l’adozione in Consiglio Comunale del Puc di Benevento che già inseriva l’area dove Mondosider vorrebbe espandersi nel corridoio ecologico. Ebbene, quel dì, Mondosider chiese all’Asi parere favorevole all’ampliamento, qualche ora dopo ci fu un’istruttoria favorevole presentata all’allora commissario che immediatamente si determinò a concederlo. Con questo parere favorevole, sempre il 29 luglio, Mondosider chiese al Comune l’ampliamento. Altrabenevento ha tenuto comunque a dire che l’attività di Mondosider da quando ha acquisito il lotto e il capannone non è iniziata.

 3,2 milioni per urbanizzare… un campo di foraggio!

Altrabenevento ha confutato anche un’altra asserita affermazione di Perifano sull’aver l’Asi speso 3,2 milioni di euro per aver urbanizzato l’area ora destinata a corridoio ecologico. E che proprio lì vi dovrebbe costruire anche una cittadella dell’artigianato. Per Altrabenevento lì c’è solo campagna e coltivazioni di foraggio. E per di più ci sono decine di lotti più lontani che potrebbero essere presi in alternativa. Non va fatta confusione, quindi, perché la nuova delimitazione dei corridoi ecologici non riguarda tutta l’area industriale di Ponte Valentino, ma ma solo una fascia.

Perifano per Altrabenevento ha detto due grandi inesattezze: che le modifiche non renderanno possibile la costruzione della centrale e che non era mai stato rilasciata un’autorizzazione per l’uso del depuratore alla Luminosa. In realtà, l’Asi ben sa il contrario, per gli ambientalisti, e la Provincia l’autorizzò, ma solo a patto che i suoi reflui non venissero indiscriminatamente confusi con gli altri delle altre aziende. Questione emersa anche nella prima decisione di un Tar sulla vicenda Luminosa sul ricorso del Wwf.

Come se ne esce? Per Altrabenevento non v’è dubbio: facendo prevalere l’interesse generale e innanzitutto tutelando l’ambiente. E quindi: l’Asi deve revocare il lotto alla Luminosa, nel frattempo dimostrando che il gas prodotto dalla Luminosa non servirebbe il calore/vapore a più della metà delle aziende dell’area, e impedendo congiuntamente (Provincia e Asi) alla Luminosa di poter utilizzare il depuratore.

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Da Il Quaderno del 19/06/2012 ore 16:57:31

Altrabenevento a muso duro con Asi e Provincia: ‘Puc bloccato, Luminosa puo’ agire’

di Gaetano Vessichelli

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Gazzetta di Benevento, 19-06-2012

Adesso si stabiliscono le regole degli interventi sui territori ed è questo il momento in cui bisogna occuparsi di queste questioni. Così il presidente di Altrabenevento Gabriele Corona che lamenta l’assenza, nel dibattito, delle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione

di Simone Razzano

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