Costanzo, tessera P2 n.1819

06.06.2011 20:30

 

Costanzo all’epoca era amico di Falcone, che invitava spesso al suo Show. Il suo impegno come giornalista e come uomo nella lotta alla mafia lo portò ovviamente a diventare un bersaglio, al punto che finisce vittima di un attentato: nel 1993 una autobomba esplode al passaggio della sua auto. Nessuna vittima, solo due agenti privati di scorta feriti lievemente. 
Il periodo è quello dell’escalation della mafia, quell’esplosione di violenza che culminò nelle stragi di Capaci e di Via Amelio in cui persero la vita Falcone e Borsellino
A distanza di anni ritorna la stagione delle bombe, ma soprattutto una stagione di misteri: dopo la bomba a Costanzo ai Parioli, nei pressi del teatro, tocca a Firenze, via dei Georgofili… 5 morti. E poi ancora Milano, via Palestro, altri 5 morti; e Roma, piazza San Giovanni, nessuna vittima… 
Poi il silenzio. 
Sono anni difficili, anni di cambiamento: sono gli anni di Mani Pulite, che fa piazza pulita di una classe politica corrotta, sono gli anni del referendum per il maggioritario… gli anni che avrebbero dovuto portare ad una sorta di “moralizzazione” del paese, al punto che si parla di “Seconda Repubblica”… che hanno portato alla nascita di Forza Italia, alla “discesa in campo” di Silvio Berlusconi
Singolare: cambia la scena politica con un uomo della P2… e Costanzo lavora per lui. E anche Maurizio Costanzo è un uomo della P2: politica e informazione… il Piano di Rinascita Democratica. 
Maurizio Costanzo: tessera n. 1819
Inizia la sua carriera di giornalista come cronista al Paese Sera ma diventa famoso negli anni settanta con la tv, grazie al talk show Bontà Loro, prima, e Acquario poi, in Rai e ilMaurizio Costanzo Show in Mediaset. Nel 78 diventa direttore de La Domenica del Corriere e nel 79 de L’Occhio, edito da Rizzoli… ancora P2
A giudicare da come ricorra nella storia professionale di Costanzo il suo passato piduista, viene difficile pensare ad una semplice casualità. 
E se ripensiamo al Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, che prevedeva tra le altre cose il controllo dell’informazione, l’ipotesi del caso diventa ancora più remota: disse Rizzoli alla commissione di Tina Anselmi sulla P2, "Posso dire che il giornalista Maurizio Costanzo entrò nel gruppo Rizzoli su precisa raccomandazione di Licio Gelli, il quale era in stretti rapporti col predetto e alla cui carriera mostrava di tenere particolarmente”. E poi ancora: "Il Costanzo era un vero e proprio superprotetto del Gelli... Fu così che il Costanzo divenne dapprima direttore della "Domenica del Corriere", poi dei servizi giornalistici della Tv privata della Rizzoli, poi ancora del quotidiano "L'Occhio""
Ma in fondo potrebbe anche essere semplicemente una banale storia di amicizie, di raccomandazioni, che non nasconde nessun complotto o intrigo ordito alle nostre spalle: all’indomani dello scandalo Costanzo viene allontanato dalla Rai, e trova accoglienza nelle televisioni di Silvio Berlusconi… in fondo sono stati compagni di loggia, è piuttosto normale! 
E’ anche vero, però, che Costanzo ha cambiato il modo di fare televisione: il talk show si è trasferito in teatro, ed ha dato spazio a personalità della politica, dello spettacolo, ma anche a varia umanità, rendendo famosi personaggi altrimenti anonimi: l’uomo della strada. E’ il trionfo del populismo! 
Nascono trasmissioni contenitore come Buona Domenica, in concorrenza a Domenica In della Rai… ed entrambe scivolano lentamente verso la bassa qualità, trasformando la domenica pomeriggio degli italiani dal semplice disimpegno alla ricerca del “gossip”, del “pettegolezzo”, sempre più urlato e sempre meno pacato. E tutta la televisione italiana lentamente scende di livello, entra nelle case degli italiani e li fa assistere a litigate “da condominio”, a una politica da operetta, a una cultura da “barbiere”. 
Dalla nascita del Costanzo Show ad oggi le cariche di cui è titolare non si contano: tra le tante diventa nel 99 presidente di Mediatrade, società del gruppo Mediaset che si occupa di fiction, e più di recente nasce la società Maurizio Costanzo Comunicazione, società controllata al 50% da Costanzo e al 50 % da 21 Investimenti, la banca di affari di Alessandro Benetton. La Maurizio Costanzo Comunicazione è una società che si rivolge appunto al mondo della comunicazione orientandosi in qualsiasi settore, dal mondo dello spettacolo, a quello dello sport, da quello della politica a quello dell’economia. 
… Ed è consulente per la rete televisiva La7, quella che doveva essere il “terzo polo”, l’alternativa all’appiattimento televisivo. 
Aldo Grasso, editorialista e critico televisivo del Corriere della Sera sostiene che "Costanzo è ormai il Cuccia del mondo televisivo, le sue prestazioni andrebbero recensite non più nelle pagine degli spettacoli ma in quelle politiche, il suo talk-show è... un vero centro di potere. E come tutti i poteri non conosce altro meccanismo che la moltiplicazione di sé, l'occupazione di nuovi spazi"

Come dargli torto?

di Maria Genovese

 
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