Corona sul caso Zamparini censura Damiano e Mastella e s'interroga sul silenzio della Procura sulle accuse al PM Antonio Clemente

17.04.2011 12:53

 Gabriele Corona

Gabriele Corona, presidente dell'associazione Altrabenevento, sodalizio ambientalista e contro il malaffare, autrice di denunce e dossier contro l'apertura del centro commerciale I Sanniti e di recente, con altre associazioni, facente parte della lsita 'Ora' in lizza alle Comunali del 15 maggio, ha diffuso una nota sulla chiusura indagini della Procura della Repubblica di Benevento, proprio su detta apertura. Su tale fase processuale nei giorni scorsi sono intervenuti, rendendola nota, prima l'ex assessore comunale Aldo Damiano e poi l'europarlamentare dell'Udeur (eletto nel PDL) Clemente Mastella, a loro volta, direttamente o come partito, impegnati nella medesima consultazione elettorale. 
 
Nella nota odierna Gabriele Corona sostiene: "L’ex assessore Aldo Damiano e il segretario dei Popolari per il sud- Udeur, Clemente Mastella si sono affrettati a commentare il recente provvedimento di chiusura dell’indagine giudiziaria sul caso Zamparini, senza spiegare quali reati vengono loro contestati dalla Procura della Repubblica. Si tratta di un comportamento consolidato da parte di indagati o imputati che diffondono a mezzo stampa giudizi su fatti che però non vengono resi noti e sui quali, quindi, i cittadini ricevono una distorta informazione".

Corona a questo punto rende noto l'impianto accusatorio del siostituto procuratore Antonio Clemente: "Nel caso specifico, Damiano non spiega di cosa il Pubblico Ministero lo ritiene responsabile e si limita a dire che gli stessi fatti sarebbero 'oggetto di diverse decisioni da parte della Magistratura preposta che ha verificato la correttezza del mio operato statuendo sulla inesistenza di ogni addebito nei miei riguardi”. 

E’ necessario, pertanto, ricordare che per la apertura dell’Ipermercato Zamparini (I Sanniti, NDR) all’ex assessore vengono contestati il reato di Truffa ai danni di ente pubblicio (art. 640 codice penale), Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 e 321 c.p.) ed Abuso di ufficio (art. 323 c.p.). Le ragioni di tali contestazioni sono indicate nell’atto 'chiusura indagini' che Damiano ha ricevuto e che potrebbe rendere pubblico per consentire a tutti di comprendere la gravità dei comportamenti oggetto di censura". 

"Il sostituto procuratore della Repubblica - scrive ancora Corona -, Antonio Clemente aveva chiesto l’arresto per l’ex assessore ma il Giudice per
 le Indagini Preliminari e il Tribunale del Riesame hanno ritenuto che non ci fossero gli estremi per la misura restrittiva perché non si ravvisavano gravi indizi di colpevolezza. Però non lo hanno affatto scagionato dalle contestazioni formulate". 

"Di recente la Cassazione Penale - afferma Corona ha stabilito, invece, che nei fatti sommariamente esposti dal Pubblico Ministero si ravvisano gli estremi della Truffa che ora viene formalmente contestata a Damiano con il provvedimento che egli ha ricevuto ieri l’altro". Tale decisione della Cassazione, va precisato, è stata presa nella valutazione di provvedimenti chiesti dalla Procura di Benevento nei confronti, non di Damiano, ma di Maurizio Zamparini.

Ma torniamo a Gabriele Corona che aggiunge: "Clemente Mastella è stato invece più sbrigativo e imitando Berlusconi, ha subito attaccato il Pubblico Ministero (Antonio Clemente, NDR) che lo ritiene responsabile, insieme alla moglie Sandra Lonardo, del reato di Corruzione (art. 319 c.p.) perché si sarebbe adoperato per fare aprire il Centro Commerciale in cambio di tangenti". 

Qui Corona fa una rivelazione e dice che Zamparini si sarebbe recato a Ceppaloni a casa Mastella:  "L’ex Ministro della Giustizia - sostiene Corona - si limita a riferire sdegnato di non aver mai personalmente incontrato Zamparini neppure quando l’imprenditore friulano il 13 settembre del 2006, cioè proprio quando le pressioni per l’apertura dell’Ipermercato diventarono più pesanti, si recò alla villa dei Mastella a Ceppaloni, di buon ora.

Come abbiamo scritto più volte, le vicende torbide ed inquietanti connesse alla costruzione e l’apertura del Centro Commerciale di Zamparini hanno condizionato la vita politico-amministrativa degli ultimi 10 anni e per questo motivo riteniamo si debba fare piena luce anche sui fatti contestati dal Pubblico Ministero che non a caso è oggetto di attacchi ed insinuazioni gravi, al pari dei magistrati di Milano". 

Alla fine, però, Corona chiama anche in causa il procuratore della Repubblica di Benevento, Giuseppe Maddalena, capo di Antonio Clemente: "Il Procuratore della Repubblica del capoluogo lombardo, però - ricorda Corona -, difende i suoi collaboratori mentre nessuno al Tribunale di Benevento interviene per rispondere agli insulti rivolti al Sostituto Antonio Clemente". 

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