Cornuti e mazziati. L'Italia festeggia con Gheddafi il Trattato Italia-Libia ma la Libia NON paga i profughi Italiani.

01.09.2010 15:20

A migliaia di nostri concittadini espulsi dalla Libia 40 anni fa è dovuto un indennizzo. Lo dice il Trattato in nome del quale i due paesi festeggiano. Ma il governo non se ne occupa

Costretti a rimpatriare dalla Libia, privati di tutti i loro beni, poi abbandonati dal elavanza LItalia festeggia con Gheddafi. Che non paga i profughi italianigoverno italiano che avrebbe dovuto tutelarli e assisterli nell’ottenimento, come previsto da una legge del 2009, di unindennizzo. La spiacevole vicenda riguarda circa 20.000 italiani che furono cacciati dal paese nordafricano all’indomani dell’ascesa al potere del colonnello che nei giorni scorsi è stato protagonista di una controversa visita in Italia. E’ il 1969 quando in Libia monta la protesta nazionalista dei “giovani libici” guidati da quello sconosciuto ufficiale di 27 anniMuhammar Gheddafi, ancor’oggi al potere. In poco tempo e senza spargimento di sangue, il colonnello proclamava la Repubblica Araba Libica. E promulgava, poi, pochi mesi dopo, il 21 luglio 1970, una legge ai danni della comunità italiana: confisca di tutti i beni mobili ed immobili ed espulsione immediata.

UN PO’ DI STORIA – Nel 1937 Balbo Mussolini avevano dato inizio alla colonizzazione demografica della Libia, che appariva agli occhi degli italiani come una terra fertile, baciata dal sole e dalla fortuna. Migliaia di nostri concittadini cominciarono ad imbarcarsi cercando l’America in Africa. Li aspettano decine di villaggi coloniali costruiti in pochi mesi nel cuore del deserto libico. Ma con l’inizio della II Guerra Mondiale, il sogno dell’Impero si era trasformato in incubo. Prima dello scoppio delle ostilità i bambini delle colonie vennero espatriati con la scusa di una vacanza che durerà sei anni. Tra il 23 ottobre e il 4 novembre 1942, ad El Alamein, l’offensiva inglese del generale Montgomery spazzava via l’ultima resistenza italo-tedesca e pochi mesi dopo, con il crollo del regime fascista, l’Italia perde ogni prerogativa sulla Libia. Gli italiani che avevano lasciato la Libia da bambini, si ricongiungono alle loro famiglie solo dopo la fine del conflitto. La loro divenne una vita da “profughi in ogni dove“. La Libia ormai era un protettorato inglese e gli italiani non erano ben visti. Forse perchè gli inglesi hanno scoperto, in quello che durante il regime era stato definito uno “scatolone di sabbia“, grandi giacimenti di petrolio, l’oro nero di cui il sottosuolo libico è davvero ricco. Nella Tripoli degli anni ‘50 gli italiani conservano con la loro ex-colonia un rapporto profondo, ancora solido: restano validi i contratti stipulati nel ventennio fascista e molti godono, da proprietari terrieri, di un relativo benessere. Il 1° settembre del 1970, poi, Gheddafi annunciava al suo popolo che l’allontanamento degli italiani dalla Libia era concluso.

CORNUTI E MAZZIATI – “Gli italiani vagarono per anni in Italia come nomadi, in cerca di un luogo, di una nuova vita, portandosi dietro ricordi ed un profondo mal d’Africa“, ricordano oggi i profughi. Che non si danno pace per l’indifferenza del governo, che intanto organizza e partecipa ai festeggiamenti per l’anniversario proprio di Trattato Italia-Libia che ha riconosciuto un risarcimento per gli italiani titolari di benidiritti interessi nella Libia di 40 anni fa. “Noi profughi - racconta Vanessa –abbiamo atteso per anni che lo Stato italiano promulgasse una legge che ci garantisse un ulteriore indennizzo per i beni perduti. Questo avvenne finalmente con la legge 6 febbraio 2009, n. 7 gheddafi berlusconi adn  400x300 LItalia festeggia con Gheddafi. Che non paga i profughi italiani(Ratifica ed esecuzione del Trattato di amicizia fatto fatto a Bendasi il 30 agosto 2008, nda), dove, all’art. 4, si parla degli indennizzi ma purtroppo, a distanza di quasi 2 anni, questi ultimi non sono ancora stati corrisposti. Da più di un anno scrivo mail a ministri, senatori, redazioni ecc. senza avere nessuna risposta“.

L’INDENNIZZO NON C’E’ – Le promesse inserite nella legge di ratifica del febbraio 2009 – ci dicono – sembrano destinate a restare solo una promessanon mantenuta, di un indennizzo che probabilmente arriverà solo a qualche percento del valore dei beni confiscati illegalmente nel 1970.Lo stato Italiano che doveva tutelarci e far rispettare gli accordi – si legge in una delle lettere inviata al presidente della Camera il 20 luglio, alla vigilia del 40esimo anniversario della confisca operata ai danni dei nostri concittadini – ci chiese di avere pazienza perchè i giusti risarcimenti dovevano attendere gli accordi internazionali ed intanto i profughi della Libia morivano disillusi e trattati da stranieri nella propria patria“. L’espulsione dal paese di Gheddafi avvenne in violazione della risoluzione Onu 388, del trattato Italo-Libico del 1956 e della legge di ratifica 843/57. La storia – fanno sapere i profughi – si ripete:Da cittadini italiani rispettiamo leggi che il parlamento promulga e il capo dello Stato ratifica ma con profonda amarezza vediamo che lo Stato può impunemente ignorarle perché nessuno le fa rispettare nell’indifferenza dei mezzi d’informazione e delle istituzioni“.

 
 
 

 

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