Contro l'eolico selvaggio e i rifiuti extra regionali in Molise.Sequestro della Cava di Colle Alto di Morcone(BN)

18.07.2011 17:16

 

L’assemblea della Rete delle 137 associazioni e comitati contro l’eolico selvaggio e i rifiuti extra-regionali in Molise, che si è tenuta a Campobasso, dopo aver esaminato la situazione dell’eolico selvaggio in Molise e delle conseguenze connesse con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato che autorizza l’installazione di 16 pale eoliche nelle vicinanze della città romana di Saepinum-Altilia, ha assunto le seguenti decisioni:

1. Far pervenire appelli al ministro dei Beni Culturali On Giancarlo Galan, al ministro del Turismo, On. Michela Brambilla, e alle rappresentanze parlamentari di tutti i gruppi politici, per ottenere un provvedimento urgente di salvaguardia di Saepinum-Altilia e Pietrabbondante;

2. Sollecitare il presidente della Giunta regionale del Molise a rispettare le deliberazioni consiliari n. 314 del 13 dicembre 2007 e n. 256 del 16 novembre 2010 riferite alla revoca della concessione n. 1000/CCA del 7 luglio 2007 rilasciata dal Commissario ad Acta e per costituirsi innanzi alla Corte costituzionale in difesa della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2010;

3. Sollecitare le istituzioni regionali ad adottare le nuove linee guida sulle fonti rinnovabili ponendo un freno alla devastazione del territorio stante il raggiungimento e superamento delle percentuali di produzioni di energia pulita fissate dall’Unione europea;

4. Dichiarare lo stato di agitazione permanete con possibili azioni di lotta da intraprendere a livello nazionale e regionale con una manifestazione presso l’antica città romana di Saepinum-Altilia di “catena umana”;

5. Di rimanere in attesa degli esiti delle inchieste giudiziarie avviate e in corso sull’eolico selvaggio e sui rifiuti, alla luce della drammatica conferma dei rischi che corre il Molise dopo il sequestro della Cava di Colle Alto di Morcone (BN)da parte della Procura della Repubblica di Benevento per fatti connessi con la criminalità organizzata.

SALVIAMO IL MOLISE, LA NOSTRA STORIA, L’ARTE E LA CULTURA DELL’ANTICO SANNIO E DELLA STUPENDA CITTA’ ROMANA DI SAEPINUM-ALTILIA.

AIUTATECI A DIFENDERE I BENI COMUNI CONTRO I POTENTISSIMI INTERESSI DELLE IMPRESE EOLICHE E DEI RIFIUTI !

 

Sequestro della Cava di Colle Alto di Morcone (BN)

ai sensi della legge n.575/1965 disposto dalla Procura

della Repubblica di Benevento

 

 
 
Alla c.a.
 
Dott. Armando D’ALTERIO
Direzione Distrettuale Antimafia
Procura della Repubblica
86100 – CAMPOBASSO
 
p.c. Prefetto di Campobasso
 
p.c. Istituzioni Regionali e Locali del Molise
 
p.c. Rete dei Comitati e delle Associazioni
 
loro sedi
 
 
 
Oggetto : Sequestro della Cava di Colle Alto di Morcone (BN) ai sensi della legge n.575/1965 disposto dalla Procura della Repubblica di Benevento.
 
 
Segnalo all’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso, il provvedimento adottato ai sensi della legge n. 575/1965 dalla Procura della Repubblica di Benevento di sequestro preventivo di beni patrimoniali per un valore di 10 milioni di euro a un imprenditore campano, detto “Baff ‘ e fierr”, ritenuto affiliato al “ Clan Pagnozzi “. Tra i beni sottoposti a sequestro c’è la Cava di Colle Alto, distante pochi metri dal confine molisano in agro di Morcone (BN), già individuata nel 2007 dal Commissario Straordinario per la Gestione dell’Emergenza Rifiuti a Napoli, come sito di stoccaggio per circa 3 milioni di tonnellate di eco-balle. La cava venne acquisita all’asta fallimentare del Tribunale di Benevento per 480 mila euro dalla moglie di tale imprenditore e stranamente il mese successivo era già nella lista dei siti governativi di stoccaggio dei rifiuti.
 
Nei due mesi del doppio presidio della Cava da parte dei comitati popolari campani e molisani si verificarono diversi episodi insoliti che confermavano l’asprezza e la pericolosità sociale dello scontro in atto. Non si profilava solo un rischio di inquinamento ambientale e delle falde acquifere del Tammaro ma era in gioco un’infiltrazione pericolosissima di ben altro livello che avrebbe comportato conseguenze disastrose per quel territorio e per la nostra regione. Tra gli episodi mi limito a segnalare le visite alla Cava con “consigli “ ai manifestanti e l’immissione alle porte di Benevento il 14 gennaio 2008 di vari automezzi dell’imprenditore in questione nel corteo di protesta indetto per quel giorno contro la scelta del Governo di stoccare le eco-balle a Colle Alto. Solo i nervi saldi e la fermezza dei promotori della manifestazione, insieme alla competenza delle Forze dell’Ordine e della Questura di Benevento, seppero evitare conseguenze peggiori.
 
La nota allegata della Procura conferma i timori sui rischi di infiltrazione malavitosa sul nostro territorio connesso alla gestione dei rifiuti e l’esigenza di innalzare il livello di guardia delle Autorità e delle Istituzioni per fronteggiare unitariamente un pericolo insidiosissimo.
 
Distinti saluti.
 
Campobasso, 12 luglio 2011                      Michele Petraroia

 

 

 

Eolico a Sepino: il Consiglio di Stato cancella

2500 anni di storia

Il consiglio di Stato da ragione alla lobby eolica sull’installazione di una centrale sule alture prospicienti le rovine di Altilia, nella Valle del Tammaro. questo il commento del capogruppo in Consiglio Regionale del PD, Michele Petraroia:

Con una sentenza pubblicata in data odierna, il Consiglio di Stato autorizza lo stravolgimento della Valle del Tammaro e la mutazione irreversibile di un’area archeologica tra le più belle ed importanti d’Italia.
La città sannitica romana di Saepinum-Altilia, risalente al V° sec. A.C., vedrà sorgere, nelle immediate prossimità, 16 pale eoliche, più alte della Cupola di San Pietro, che ne trasformeranno la visuale e le faranno perdere i tratti storici, identitari e paesaggistici che la hanno sempre contraddistinta.
A nulla sono valsi gli appelli del Prof. Salvatore Settis e dei principali studiosi, intellettuali e archeologi italiani e di varie nazionalità.
A nulla è servito l’impegno di una Rete di 136 Comitati e Associazioni che si sono battute con abnegazione e attaccamento alle proprie origini in difesa di un luogo emblematico della storia molisana.
L’antica città romana di Saepinum-Altilia è uno dei rarissimi esempi di aree archeologiche giunte fino ai nostri giorni in condizioni di buona conservazione, che permette a ciascun visitatore di toccare con mano l’intera struttura architettonica di
una città romana del I° secolo A.C.


Non si comprende come possa essere possibile che un bene monumentale nazionale, di valenza mondiale, possa essere impunemente stravolto da un progetto invasivo ed impattante di una società privata che persegue legittimamente il proprio interesse.
Nonostante questo pronunciamento che amareggia e rende vani anni di mobilitazione popolare, di lotte sociali e di iniziative istituzionali in difesa del patrimonio storico e archeologico locale non bisogna desistere, né lasciarsi abbattere dallo scoramento di tale delusione.
Si illude, chi pensa che da cittadini, amministratori e da militanti di associazioni e comitati siamo pronti ad ammainare le nostre bandiere.
Al contrario, moltiplicheremo le nostre forze, presseremo sul governo nazionale, solleciteremo il Parlamento della Repubblica e ci appelleremo a tutte le Istituzioni nazionali ed internazionali per difendere un simbolo del nostro territorio, un frammento prezioso della nostra carta d’identità.
Ci batteremo con ogni mezzo per salvaguardare la Valle del Tammaro, la città sannitico romana di Saepinum-Altilia, di un parco archeologico che ha pochi paragoni nel resto del mondo.
Tutti coloro che resteranno in silenzio, defilati e indifferenti saranno complici di questo stravolgimento e renderanno conto della loro ignavia alle future generazioni.

 

Campobasso, 07 luglio 2011 

Per ulteriori info suggeriamo il seguente link:

www.osservatoriolegalita.it/html/index.php

 

 

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