Contro la legge incostituzionale n. 26 del 2010. NOI DI SAN GIORGIO DEL SANNIO NON SOSTENIAMO E NON VOTEREMO NESSUN SINDACO CHE NON SEGUA L'ESEMPIO DI CENNAME DI CAMIGLIANO (CE) .CERCASI SINDACI VIRTUOSI...

14.07.2010 23:19

“Si può pensare ad una forma di obiezione di coscienza nell’azione amministrativa?
Sino a pochi anni fa una domanda simile non si sarebbe forse nemmeno potuta formulare, oggi è sempre di maggiore attualità.

Una legge, la n. 26 del 2010, che regolamenta la raccolta dei rifiuti per la sola regione Campania, con un evidente profilo di incostituzionalità evidente anche ad un semplice studente di giurisprudenza, centralizza le operazioni necessarie all’espletamento del servizio rifiuti all’ente Provincia.

Già questa scelta, se effettuata a livello nazionale farebbe discutere, nel momento in cui si parla di eliminazione dell’ente Provincia, da molti ritenuto inutile, e di federalismo fiscale; ma nella provincia di Caserta ed in regione Campania, una simile impostazione rasenta il delittuoso o, come ha alcuni mesi fa sostenuto il candidato alla Presidenza della Regione Campania on. Vincenzo De Luca, si tratta di un provvedimento criminogeno, cioè atto a creare criminalità.

Di tante cose c’è bisogno nella nostra regione, tranne di creare nuova criminalità, dal momento che è una delle poche cose che non ci mancano.

Nel dettaglio attribuire alla provincia il servizio integrato di rimozione dei rifiuti significa creare una gigantesca azienda, facilmente controllabile da componenti criminali, incapace di fornire un servizio di eccellenza, incapace di promuovere una seria raccolta differenziata, ma capace da subito di far aumentare e non di poco la tariffa a carico dei cittadini.

Questa brillante legge riuscirà in un colpo solo a peggiorare il servizio di raccolta dei rifiuti e ad aumentare le tariffe per i cittadini.

L’ente Comunale di Camigliano in un sol colpo si vede espropriato della possibilità di gestire in proprio il servizio di raccolta dei rifiutii e non sarà più in grado di determinare, come è stato in grado di fare negli ultimi anni, un servizio di estrema qualità (nel primo trimestre del 2010 oltre il 65% di raccolta differenziata con oltre 13 frazioni di rifiuti trattati separatamente), capace di non far percepire al cittadino nemmeno il più piccolo disservizio, anche nei momenti peggiori della crisi dei rifiuti campana degli scorsi mesi, e di controllare gli importi delle tariffe.

Chiediamo a tutti i cittadini che come gli amministratori del nostro Comune, intendono la politica come disinteressato servizio al cittadino di sostenerci nella lotta che ci vede contrapposti ad una ottusa norma legislativa, la legge 26 del 2010 appunto e di aiutarci a sollecitare l’ente provincia a regolamentare questa legge criminogena nei modi che possano consentire alle amministrazioni virtuose della nostra provincia di continuare a fare ciò per cui sono state elette: governare nel segno della legalità il nostro territorio.”

Vincenzo Cenname – Sindaco di Camigliano (CE)

Sottoscrivo l’appello e la battaglia portata avanti dall’amministrazione comunale di Camigliano (CE), che la vede a rischio commissariamento perché virtuosa nella gestione diretta della raccolta rifiuti.

Chiedo pertanto un intervento diretto e immediato del Governo e di tutte le istituzioni locali interessate, al fine di impedire lo scioglimento del consiglio comunale del paese casertano, esprimendo solidarietà e sostegno a Vincenzo Cenname e alla sua squadra di buon governo.

Firma su: http://www.petizionionline.it/petizione/obiezione-di-coscienza-a-camigliano-ce/1295

 

 

IL PREFETTO DIFFIDA IL SINDACO, MA CENNAME NON VUOLE RISCHIARE CHE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA FINISCA NELLE MANI DI CHI NON GARANTISCE EFFICIENZA E CONTENIMENTO DEI COSTI. PER QUESTO, PUR DI DIFENDERE I DIRITTI DEI CITTADINI, SI DICE PRONTO A CONSEGNARE IL PROPRIO MANDATO AMMINISTRATIVO

Camigliano(Ce)- Il prefetto di Caserta Ezio Monaco ha diffidato il sindaco di Camigliano Vincenzo Cenname  a trasmettere nel giro di pochi giorni, alla società provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, gli archivi della Tarsu e della Tia. Se questo non avverrà, sarà nominato un commissario e al contempo avviata la procedura di scioglimento del consiglio comunale. Una eventualità che tuttavia non fa cambiare idea al sindaco che, puntando sulla concreta attuazione di politiche sostenibili, ha ottenuto l’inserimento dell’ente che amministra nell’elenco nazionale dei comuni virtuosi grazie soprattutto alla realizzazione di progetti innovativi e mirati al risparmio dell’energia e delle risorse finanziarie. Il Comune di Camigliano ha sempre gestito la raccolta differenziata in maniera diretta, con mezzi e personale propri. “ Una scelta- sottolinea il sindaco- che ha garantito il raggiungimento di notevoli percentuali di rifiuti differenziati nel nostro paese. Un risultato eccellente- aggiunge- nonostante le mille difficoltà legate all’esigenza di dover trasportare fuori regione, e quindi con investimenti notevoli, la frazione umida dei rifiuti”. E i costi di gestione? “ E’ da ormai quattro anni- informa Cenname- che la tarsu non subisce aumenti e per di più tutte le spettanze sono state liquidate senza che siano stati accumulati debiti”. Nel maggio 2009 il Comune di Camigliano ha approvato la rescissione dal consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta che ha anche impugnato la delibera in questione. Il Tar della Campania tuttavia non ha accolto il ricorso del consorzio, avallando pertanto la giusta decisione del Comune. “ Alla luce di tutto ciò- sostiene Cenname- non ritengo giusto, nell’interesse economico e gestionale dell’ente, che dall’alto si imponga di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni del Casertano dove il servizio è stato attuato con efficienza e costi contenuti”. Pronto a rinunciare al proprio ruolo di sindaco pur di difendere i diritti dei cittadini. “ Qualora la parte politica- scrive Cenname al prefetto- dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale che ha circa l’implementazione di servizi come la raccolta differenziata, allora- afferma il primo cittadino- non avrà più senso l’esistenza di alcun organo politico comunale e per questo, consideratche la politica non costituisce affatto un mestiere, sono pronto a consegnare il mio mandato amministrativo”.

http://www.julienews.it/filmato/camigliano-il-comune-virtuoso-che-rischia-lo-scioglimento/138_4441.html

Il prefetto di Caserta, Ezio Monaco, ha diffidato il Sindaco di Camigliano, l’ingegner Vincenzo Cenname, a trasmettere nel giro di pochi giorni gli archivi comunali della Tarsu (tassa rifiuti solidi urbani) e della Tia (tassa igiene ambientale), alla società provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, ovvero la “Gisec Spa” attualmente Presieduta dal Magistrato Felice Di Persia. Se questo non avverrà, l’Ufficio Territoriale di Governo per Caserta e Provincia, provvederà alla nomina di un Commissario ad-acta presso l’Ente, guidato dal Sindaco Cenname, e al contempo avvierà finanche la procedura di scioglimento del Consiglio Comunale di Camigliano. Un'eventualità, che tuttavia non fa cambiare idea al Sindaco che, puntando sulla concreta attuazione di politiche sostenibili, ha ottenuto l’inserimento dell’ente che amministra nell’elenco nazionale dei comuni virtuosi grazie soprattutto alla realizzazione di progetti innovativi e mirati al risparmio dell’energia e delle risorse finanziarie. L’ingegner Cenname, a seguito di diffida del Prefetto al Sindaco circa la trasmissione dei dati Tarsu alla società provinciale dei rifiuti, per consentire alla stessa di poter gestire la raccolta differenziata nel Comune di Camigliano, con una lettera, che si riporta di seguito, si oppone fermamente a tale richiesta, con una la seguente lettera inviata al Prefetto Monaco, avente ad oggetto “D. Lgs 195/2009. Cessassione stato di emergenza in Regione Campania. Diffida”. In riferimento alla missiva n° 7410/2009 con la quale si diffida il Comune di Camigliano, nella persona del Sindaco pro-tempore, a trasmettere alla società provinciale gli archivi afferenti alla Tarsu ed alla Tia aggiornati al 2009 si osserva quanto segue: Il comune di Camigliano ha da sempre gestito in forma diretta il servizio della raccolta differenziata avvalendosi di personale e mezzi propri. Questa scelta politica con gli anni ha dato ragione in quanto il Comune di Camigliano, a differenza degli altri comuni dei Consorzi di bacino, ha raggiunto notevoli percentuali di raccolta differenziata, seppur tra mille difficoltà in quanto costretti a trasportare la frazione umida fuori Regione sobbarcandosi costi elevati. Questo risultato è stato accompagnato anche dal contenimento dei costi di gestione, non aumentando da ormai 4 anni la TARSU, ma soprattutto dal dato che si è provveduto alla liquidazione di tutte le spettanze senza accumulare nessun debito. Inoltre in virtù dell’ O.P.C.M. del 31/07/2008 n° 3695 il Consiglio Comunale di Camigliano con Delibera n° 8 del 16/05/2009, all’unanimità ha deliberato la rescissione di recedere dal Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta. La suddetta Delibera di Consiglio Comunale è stata anche impugnata, dal Consorzio Unico di Bacino, al Tar Campania, il quale però non ha accolto il ricorso dello stesso consorzio, avallando in tal modo la giusta decisione del Comune. Alla luce di tali osservazioni, non si ritiene giusto, nell’interesse economico e gestionale dell’ente, che dall’alto si impone di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni di questa Provincia dove effettivamente la raccolta differenziata è stata attuata con costi contenuti e risultati eccellenti. Pertanto, Ecc.mo sig. Prefetto, qualora la parte politica dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale circa l’implementazione di alcuni servizi come quella della raccolta differenziata, allora non avrà più nessun senso l’esistenza di un organo politico comunale e pertanto, considerando che la politica non costituisce un mestiere, sono pronto a consegnarLe il mio mandato Amministrativo. Con profonda stima”.


 

 

 

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la legge 26 del 2010