Comuni e Sindaci a confronto : verifichiamo la posizione del Sindaco Giorgio Nardone sulla raccolta differenziata

22.03.2011 08:26

 Il Sindaco di Camigliano Vincenzo Cenname è stato esautorato dei suoi poteri di sindaco, di fatto ricondotto ad essere un normale cittadino, con tanto di firme del Prefetto, Ministro dell'interno e Presidente della Repubblica.In appena dieci giorni il Prefetto avvia il Procedimento di scioglimento del Consiglio Comunale, il Ministro Maroni fa la relazione per la rimozione come Sindaco, il Presidente della Repubblica firma il Decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale e la rimozione come Sindaco.


Il tutto perché, nell'intento di difendere il suo territorio e di attuare la volontà dell'intera cittadinanza dell'Autonomia Locale da lui amministrata, ha resistito ad una legge ingiusta che lo obbligava a passare il controllo della raccolta dei rifiuti ad un consorzio unico di bacino, invece di continuare la sua virtuosa gestione dei rifiuti. Così, con decreto firmato nella giornata del 03 agosto 2010 dal Presidente della repubblica, è stato rimosso Vincenzo Cenname dalla carica di sindaco di Camigliano. L'Italia - ricordiamolo - è lo stesso stato dove il comune di Fondi, il cui consiglio è infiltrato da mafiosi, non viene commissariato nonostante le ripetute richieste in tal senso da parte del prefetto, mentre il comune di Camigliano perde il suo sindaco perché costui si è "ostinato" a far del bene al suo territorio ed alla sua gente. I fatti: Cenname, nonostante sia stato più volte diffidato dal Prefetto di Caserta, si è rifiutato di trasmettere i ruoli relativi alla Tarsu alla società provinciale che si occupa della raccolta dei rifiuti, come previsto dalla legge 26 del gennaio 2010, che introduce la provincializzazione integrata della raccolta dell’immondizia. Motivo dell’opposizione il fatto che la raccolta dei rifiuti a Camigliano da anni viene effettuata correttamente, in modo efficace ed efficiente, con costi bassi, ed ha funzionato anche durante l’emergenza del 2007 e del 2008. Il piccolo centro caleno ha livelli di raccolta differenziata che si attestano su percentuali intorno al 65%. Per il tasso di vivibilità alto, Camigliano rientra tra i comuni italiani a “cinque a 5 stelle”. E’ chiaro che il motivo dello scioglimento dovrebbe essere il mancato rispetto di una legge che Cenname ha disatteso volontariamente sentendosi in dovere morale, nell’interesse dei suoi concittadini, di attuare una forma di disobbedienza civile, nella convinzione - forse -che il buon senso potesse prevalere sulla burocrazia. Ma così non è stato e noi, come comitato di Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia, esprimiamo la nostra solidarietà alla giovane e votatissima fascia tricolore. Per dare un segno tangibile della solidarietà, proclamiamo una settimana di stato di agitazione e chiediamo al nostro Sindaco di San Giorgio del Sannio di renderci nota pubblicamente la sua posizione assunta o da assumere in merito alla legge n.26 del 2010 e sulla vicenda di Camigliano, altamente emblematica di un'autonomia locale contro l'autoritarismo del potere centrale. Il che è già tanto per chiedere chiarimenti al nostro Ente, ma se come cittadini di San Giorgio tiriamo in ballo il nostro attuale sindaco è perchè lui ha avuto il merito (indiscusso) di aver introdotto, innovativamente, la raccolta differenziata porta a porta, e pertanto, coerenza vorrebbe che seguisse "virtuosamente" l'esempio del sindaco Cenname di Camigliano. Al Sindaco di San Giorgio del Sannio non può infatti passare inosservata e senza chiare prese di posizione verso i suoi concittadini una legge dello stato che penalizza i comuni che si dimostrano autosufficienti e favorisce , imponendolo, un sistema di gestione che incentiva non solo l'incremento della "monnezza", ma premia i c.d. consorzi provinciali spingendoli, attraverso lauti guadagni e sovvenzioni pubbliche, a mantenere viva la modalità di raccolta dei rifiuti rigorosamente INDIFFERENZIATA ! La legge va rispettata da tutti, in particolare da chi rappresenta le istituzioni ma quando è palesemente anticostituzionale sarà pur ammessa la disobbedienza civile? Siamo in uno stato di diritto in cui si è cittadini sovrani oppure in uno stato di regime in cui si è sudditi ? Riflettiamoci: la legge 26/2010 in buona sostanza dice no a comuni autosufficienti che fanno la raccolta differenziata e tentano di autogestirsi in maniera ecosostenibile e dice sì ai consorzi provinciali che incentivano (sic!) la produzione dei rifiuti, per poi incenerire in modo indifferenziato ! Questo è scandaloso ! La politica degli inceneritori si pone in maniera diametralmente opposta ed incompatibile alla raccolta differenziata ed al concetto di rifiuto come "nuova materia". E, se la lobby degli inceneritoristi ci guadagna di più a termodistruggere la classica bottiglia di plastica, piuttosto che a riciclarla, perchè in Campania si dovrebbe seriamente volere la raccolta differenziata? E difatti non la si vuole, proprio a livello legislativo centrale! In Campania c'è un disegno ben preciso : vogliono imporci gli inceneritori, laddove la cittadinanza vuole una Campania senza termodistruttori o cancrovalorizzatori. "Non abbiamo bisogno di beneficiare di incentivi questi soggetti, ma - dice il Sindaco Cenname - abbiamo bisogno di incentivi alle aziende per "ridurre alla fonte" la produzione dei rifiuti, in quanto pagare per recuperare è un assurdo." Al di là di queste osservazioni, riteniamo che nella provincia di Caserta e nel Sud ci siano sacche di illegalità diffuse che dovrebbero suscitare l’interesse delle prefetture, che negli ultimi anni in alcune circostanze sono diventate uffici di collocamento per le carriere politiche dei propri funzionari. Nella stessa provincia di Caserta si assiste a folgoranti carriere politiche di alti dirigenti dello Stato. Com’è possibile che si intervenga con solerzia e zelo per rimuovere un sindaco che ha forse sbagliato nel non ottemperare alle disposizioni di una legge, ma che ha il pregio di non aver fatto mai sentire la puzza di monnezza ai suoi concittadini? Come mai, ci chiediamo inoltre, che altrettanto zelo e solerzia non siano stati applicati laddove la legge veniva disattesa, e dove la puzza della monnezza si espandeva dai Lidi domiziani fino alla Padania e funzionari dello stato generosamente pagati con denaro pubblico, pur non avendo risolto l’emergenza dei rifiuti, venivano addirittura promossi? Perchè a sindaci pluri indagati, arrestati e condannati è stato permesso di concludere il loro mandato elettorale o di dimettersi mentre un sindaco che gode di un consenso plebiscitario, ma ha l’unico difetto di essere competente su temi ambientali ed avere idee per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti senza dissanguare le casse dello stato viene mandato a casa? Evidentemente essere preparati e amministrare nell’interesse esclusivo dei propri concittadini, essere onesti, avere uno spiccato senso dell’etica e della moralità pubblica e assenza di propensione al compromesso sono dei difetti in un contesto sociale, culturale e politico che predilige dinamiche non del tutto coerenti con la cultura della legalità, della meritocrazia e del disinteresse. Intanto, il Comitato "Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia", mentre sottoscrive l’appello e la battaglia portata avanti dall’amministrazione comunale di Camigliano ed esprime solidarietà e sostegno a Vincenzo Cenname e alla sua squadra di buon governo, invitando a sottoscrivere tutti la petizione al link: www.petizionionline.it/petizione/obiezione-di-coscienza-a-camigliano-ce/1295 chiede di conoscere pubblicamente, mediante apposita intervista, la posizione del Sindaco di San Giorgio del Sannio sulla legge 26/2010 e sul bilancio complessivo della raccolta differenziata sin qui espletata nel nostro comune.

Perchè da cittadini attenti non ci sfugge che il costo dell'imposta rifiuti a San Giorgio è pari a circa 3,6 € a metro quadro per le abitazioni e 6,5 € a metro quadro per le attività commerciali. Tale costo è stato incrementato inizialmente (quando la raccolta differenziata è stata introdotta) del 40% , giustificando l'aumento per la gestione dei relativi costi. Quest'anno - rispetto allo scorso - l'incremento è stato di un ulteriore 15%. La domanda che poniamo al Sindaco Giorgio Nardone è questa: ma è possibile che differenziare a San Giorgio costa di più che non farlo? Che fine fanno i contributi per la differenziazione ed i ricavi di processo? Di certo è inspiegabile che a San Giorgio del Sannio i costi aumentino significativamente ogni anno quando ormai la differenziata è a regime e da questo si dovrebbero ricavare soldi , non rimetterci. La nostra amministrazione Nardone crediamo che abbia da spiegarci qualcosa su tutto questo, sulla legge 26/2010 e su altro: la questione della depurazione delle acque, per esempio, per la quale il Comune è addirittura in sanzione e si sarebbe inventato una formula per scaricare su cittadini e imprese del paesello l’onere, obbligando tutti a dotarsi di impianto di depurazione (sic!) invece di averne uno solo a servizio di tutto il Comune.

La Coordinatrice

Rosanna Carpentieri

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