COL CIRCO DI GHEDDAFI L'ITALIA PERDE TUTTA LA SUA DIGNITA'

01.09.2010 15:05

Disgustoso e avvilente. Disgustoso perché si è trasformata l’Italia in un circo, un baraccone, con cavalli, hostess, forse escort, amazzoni. Una pagliacciata che porta il nome di Berlusconi, ma non solo il suo perché il dittatore libico, i suoi quattrini, hanno sporcato anche esponenti del centrosinistra i quali  oggi, perlomeno, dovrebbero fare autocritica.

 

Avvilente perché questa pagliacciata di uno che riceve le autorità italiane sotto la tenda e, al tempo stesso, riempie le carceri e i campi di internamento nel suo paese, la Libia, ha un solo scopo: far raggranellare un po’ di soldi alle imprese italiane prima pubbliche ora privatizzate mai i boiardi sono rimasti gli stessi, anche se hanno cambiato nome e cognome. In più non è un caso che lo stesso presidente del Consiglio, come lui ricorda sempre, è un imprenditore e i suoi affari li custodisce al meglio. Non per niente è  capo del governo e non si fa mancare niente.

Uno sporco mercato, un trattato scellerato
Avvilente perché fa parte di uno scambio cui il nostro, o meglio, il loro cavaliere, ha provveduto con quel trattato scellerato con approvazioni bipartisan: Io ti pago i danni di guerra (25 miliardi di euro), ti sdogano e ti faccio rendere gli onori dai paesi democratici tu, Gheddafi; ogni volta che devi costruire qualcosa, comprare, vendere pensa a noi. Un mercato delle vacche con buona pace della moderna imprenditoria di cui ciacia  Emma Marcegaglia, presidente di quegli industriali che si levano tanto di cappello di fronte al dittatore e ignorano quello che avviene dentro la Libia. Si dirà, ma anche  con tanti altri paesi si fanno affari, la Cina in primo luogo,. E’ vero ma, a partire da autorevoli ministri, da Confindustria, non si dimentica di parlare della repressione in Cina o a Cuba. Bene. Per la Libia cala il silenzio, tappeti d’oro al dittatore. Ci verrebbe da dire che fra personaggi che si assomigliano si stabilisce sempre un rapporto stretto, una sintonia. Figurativi fra un dittatore come il capo della Libia e un aspirante come Berlusconi.

Le amicizie pericolose del cavaliere
Non né un caso che i capi di stato stranieri con cui Berlusconi ha avuto ed ha più contatti sono, appunto, il dittatore libico e l’ex capo del Kgb, la terribile polizia dell’Unione sovietica, tanto odiata dallo stesso capo del governo e dal suo clan. Poi arriva anche il dittatore della Bielorussia che non ricordiamo come si chiama ma comunque dicono porti anche sfiga.  Solo uno con la faccia di bronzo come Feltri può intessere gli elogi a Gheddafi. Ci ha liberato dei migranti, non ci sono più, non arrivano. Feltri è uno che quando parla non smuove un muscolo facciale neppure a pagarlo oro. Ha paura di sgarrare, di dire la verità, una volta tanto. E’ l’unico che non si accorge che i migranti arrivano con imbarcazioni di lusso, vengono scaricati su gommoni, o gommini, affogano, continuano a morire, uno dopo l’altro, anche in questi giorni.

Le amazzoni, come in un film dell’orrore
Proviamo disgusto, schifo, avvilimento quando vediamo il dittatore scendere dall’aereo, le amazzoni che sembrano personaggi di un film dell’orrore. Tute mimetiche. occhiali scuri, armi pronte ad essere usate. E tacchi a spillo, degni di escort di alto bordo. Lo attendono un bel gruppo di hostess. Dicono fossero cinquecento. Fa loro, quasi tutte vestite di bianco, una lezione di Islam che, dice “ dovrebbe essere la religione di tutta l’Europa”. Ne converte tre. Due se ne vanno gridando: “ Ce ne andiamo, non ci hanno pagato”. Miserie del mondo, anche dei dittatori.

Un’offesa alla memoria di Salvo D’Acquisto
Arrivano i cavalli, berberi, si esibiranno in una caserma dei carabinieri che porta il nome di Salvo D’Acquisto, un giovane brigadiere ucciso da una scarica del plotone di esecuzione nazista. Salvò così da sicura morte numerosi cittadini romani che erano stati presi come ostaggi dai tedeschi. Si auto accusò di aver fatto esplodere una bomba in cui aveva trovato la morte un nazista anche se si trattava di un episodio che niente aveva a che vedere con l’attentato di cui i tedeschi accusavano i cittadini di Palidoro. “ Si affiancò così-si legge nel sito dell’Arma del Carabinieri-  idealmente, a tutti coloro che nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione avevano fatto dono di sé stessi a un ideale di giustizia e di libertà.” “ Morto da eroe,impassibile di fronte alla morte”, così raccontano i testimoni, alla memoria del vice brigadiere il 25 febbraio del 1945 venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor militare. La presenza di Gheddafi, un dittatore, è una profanazione di un luogo dedicato a chi ha sacrificato la propria vita, in una guerra voluta dai peggiori dittatori del momento. Ma al Circo Gheddafi tutto è concesso, anche l’offesa alla memoria di un giovane patriota come Salvo D’Acquisto.



Lo attendono un bel gruppo di hostess. Dicono fossero cinquecento. Fa loro, quasi tutte vestite di bianco, una lezione di Islam che, dice, “ dovrebbe essere la religione di tutta lì’Euoropa” Ne converte tre. Due se ne vanno gridando: “ Ce ne andiamo, non ci hanno pagato”. Miserie del mondo, anche dei dittatori. 

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